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title: Supersola
description: "Il Bonus 110% è il Festival dell'irresponsabilità: ha scavato una voragine nei conti pubblici con un buco senza fondo"
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date: 2024-03-29
modified: 2024-03-30
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/supersola/
categories: [Economia]
tags: [economia, Italia]
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# Supersola

![Supersola](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Evidenza-sito-1-16.jpg)

Il Bonus 110% è il Festival dell'irresponsabilità: non solo ha scavato una voragine nei conti pubblici ma di quel buco non si vede mai il fondo

Mettiamo subito in chiaro che la colpa è nostra. **Non sarebbe mai successo** se la grande maggioranza di tutti noi, quindi degli elettori, non fosse convinta che i **‘soldi pubblici’ sono sempre soldi degli altri**, sicché i debiti sono anche quelli degli altri. Non sarebbe mai successo se fosse chiaro a tutti quel che è banale buon senso: **nulla è gratis**. Semmai a carico di altri.

In questo caso non è neanche a carico di altri, ma a carico di tutti e a debito, laddove la seconda circostanza viene usata per nascondere la prima: il debito serve a far sparire l’aggravio fiscale, con un trucco da mago circense. **Se non fosse colpa nostra, collettiva, oggi sarebbe facile votare per quanti avversarono lo scempio**. Peccato non si trovino, proprio perché la colpa è nostra.

**Il Bonus 110% non ha solo scavato una voragine nei conti pubblici, ma di quel buco non si vede mai il fondo**. Ogni volta che si fissa una cifra capace di fotografarne il costo, si deve poi aggiornala – sempre al rialzo – quando si rifanno i conti. **Per ora siamo a 200 miliardi di euro**. E già questo è inquietante, nonché argomento di frizioni fra la Ragioneria generale dello Stato (che i conti dovrebbe averli sempre aggiornati e precisi) e il ministero dell’Economia. Il quale ultimo è ora impegnato nella redazione del Documento di economia e finanza, mentre a settembre – cioè domani mattina – dovrà presentare la bozza di legge di bilancio per il 2025. Perché le regole sono cambiate e queste sono le nuove scadenze. **Ed è impossibile immaginare il 2025 se prima non sai quanto è profonda la buca del 2024**.

Può darsi – non lo so – che la Ragioneria abbia le sue responsabilità, ma è sicuro che quella legge è stata fatta con i piedi e poi continuamente ritoccata. Come è sicuro che ora ci sono le banche che aspettano i soldi, le società di consulenza idem, i privati che hanno affrontato la spesa pure. **In tutto per un mal contato 5% di abitazioni ristrutturate senza badare a spese**, che saranno coperte da chi possiede o abita il restante 95% delle abitazioni. E c’è una ragione per cui quel 95% sembra non esserne consapevole: **lo scempio fu voluto da M5S e Pd, sicché non saranno certo loro a chiarire le idee agli altri**; ma **quelli che allora non parteciparono alla creazione del *bonus* si distinsero poi nel chiederlo più lungo**, più profondo, più spaventoso. E ancora continuano. Ma questo non assolve il 95%, perché c’è chi lo disse prima di cominciare, che sarebbe finita male. E perché, purtroppo, oramai corrotti dalla lunga collana di *bonus*, moltissimi non si ribellano ai soldi che sono stati inceneriti, ma chiedono di avere la loro parte di spreco.

Questo **festival dell’irresponsabilità ha prodotto un’Italia che spende l’8% del Prodotto interno lordo** per pagare gli interessi sul debito pubblico, vale a dire ben più che per tutta la spesa sanitaria e il doppio di quel che spende per l’istruzione. Quando si dice “Italia” si legga: i residenti che pagano le tasse e quelli che continueranno a pagarle per onorare il debito. Il concetto di “gratis” esiste solo per gli evasori fiscali, almeno fin quando non avranno bisogno della sanità. Si aggiunga che siccome il raggiro e il mendacio non hanno limiti, ogni volta che una spesa non si può fare perché non ci sono i soldi s’alza l’irresponsabile di turno (itinerante fra gli schieramenti) a sostenere che è colpa dei parametri, del mercato, della finanza con le mani adunche, dell’Europa o di chi diavolo riesce a inventare. Invece è colpa nostra.

Siccome l’Italia è un Paese forte, con imprese e lavoratori che non mollano e macinano successi, non si tratta di abbandonarsi alla lussuria della bancarotta, ma di riuscire a fare la più grande e importante delle rivoluzioni culturali: capire che i soldi pubblici sono soldi nostri, di ciascuno e che sprecarli è una sottrazione di ricchezza a ciascuno di noi. **Ciò chiarirebbe che la sòla ce la siamo tirati da soli e che solo noi siamo i responsabili dei sòla che popolano la vita pubblica**. Tragicamente equidistribuiti.

*di Davide Giacalone*
