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title: Tutelare chi paga le tasse
description: "l livello di tasse in Italia è infatti elevatissimo, con un’incidenza di circa il 42,6% del Pil, comportando conseguenze sulla competitività"
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date: 2025-05-15
author: Antonluca Cuoco
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categories: [Economia]
tags: [economia, politica]
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# Tutelare chi paga le tasse

![Tasse](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/05/UNA-FOTO-12-1-1024x639.jpg)

l livello di tasse in Italia è infatti elevatissimo, con un’incidenza di circa il 42,6% del Pil, comportando pesanti conseguenze sulla competitività e sulla crescita

**Il nostro Paese ha purtroppo numerosi *record* negativi in fatto di Pubblica amministrazione e finanza pubblica**. E gran parte del poco onorevole medagliere mondiale dipende da una specialità olimpica nostrana: **l’amaramente noto sistema fiscale**. Il livello di tassazione in Italia è infatti elevatissimo, con un’incidenza di circa il 42,6% del Pil, comportando pesanti conseguenze sulla competitività e sulla crescita. Il pagamento delle imposte comporta inoltre tempi lunghi e costi particolarmente alti a causa delle complicate (a volte astruse) procedure burocratiche, spesso ostili e pletoriche.

**Una pressione fiscale alta e distorsiva, un’evasione patologicamente diffusa, servizi pubblici complessivamente modesti **(e, ove a volte di eccellenza, più per singoli operatori meritevoli che per il sistema burocratico), una bassa produttività media e un’innegabile fase di *credit crunch* sono gli elementi che caratterizzano il nostro attuale impianto economico.

**La prima azione necessaria che qualsiasi governo dovrebbe implementare per invertire la rotta dovrebbe essere quella della riduzione dell’inefficiente sistema fiscale, diminuendo *in primis* le tasse sul lavoro e sulle imprese**. A fronte di un livello di spesa pubblica che raggiunge incidenze *record* sul Pil e di un debito pubblico accumulato che ha sfondato il tetto dei 3mila miliardi, i cittadini ottengono servizi pubblici mediamente modesti e (a volte) insoddisfacenti.** **

**Per fare un confronto metaforico, paghiamo tasse come nei Paesi scandinavi per ottenere servizi come nei Paesi del Terzo mondo.** Prosciugando le risorse finanziarie disponibili, il fisco è come un gigantesco Crono che divora i suoi figli, tanto che occorrerebbe un patto Stato-cittadini per ridurre la spesa pubblica complessiva (almeno di 3-4 punti percentuali sul Pil) intervenendo selettivamente sugli sprechi, così da riallocarla da un lato sui capitoli di maggiore necessità (come sanità e istruzione) e **dall’altro destinando tali risorse alla riduzione della pressione tributaria.**

**Al netto dell’annoso problema dell’evasione** (che tuttora c’è, ma per contrastarla seriamente occorrerebbe prima tutelare i contribuenti onesti istituendo un’Authority fiscale terza di garanzia e non scaricare su chi già paga le imposte il maggior aggravio di onere fiscale, come certe proposte demagogiche tendono a fare), **l’oppressione fiscale si concentra soprattutto sul ceto medio** (dipendente, pensionato, professionista o imprenditore che sia). **Su questa fascia occorre intervenire anzitutto ripristinando un minimo di equità orizzontale**, oggi di tutta evidenza compromessa da una tassazione dei redditi folle e da innumerevoli regimi di eccezione stratificatisi nel tempo, con i quali il sistema fiscale italiano attua una sorta di ‘discriminazione qualitativa’ alla rovescia, **penalizzando il lavoro in tutte le sue componenti.**

**Teniamo altresì presente le mutazioni economiche in atto, date dalle transizioni ambientali e digitali e, soprattutto, dal cosiddetto *longevity risk*.** Stante l’attuale curva demografica e l’allungamento delle aspettative di vita, quest’ultimo comporta in effetti una progressiva mutazione della propensione ai consumi e al risparmio/investimenti (finanziari e immobiliari), acuendo il fabbisogno prospettico di spesa pubblica per *welfare* (assistenza sociale-sanitaria e spesa pensionistica) e mettendoci di fronte alla necessità di rivalutare quale possa essere il *mix* più equilibrato fra tassazione del lavoro (in calo, in chiave prospettica), eventuale forme di tassazione della tecnologia (in evoluzione) e tassazione delle rendite (da risparmio e da investimenti) e/o dei patrimoni (anche in sede successoria, magari introducendo un concordato successorio preventivo che preservi da aumenti futuri di imposte).

**La risposta non può dunque essere banalmente “più progressività”, che colpirebbe in modo selettivo soprattutto soggetti già tartassati, ma più equità sostanziale, meno pressione fiscale complessiva, un’efficace *spending review* qualitativa e una maggiore certezza del diritto (anche) tributario.**

di *Antoluca Cuoco* *e Francesco Maria Renne*
