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title: Taxiiii
description: "L'assurdo blocco del mercato del taxi resterà negli annali come l'esempio perfetto di impoverimento e distorcimento del mercato"
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date: 2023-06-21
author: Davide Giacalone
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categories: [Economia]
tags: [economia, Evidenza]
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# Taxiiii

![Taxi in Italia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/06/Evidenza-sito-18.jpg)

L'assurdo blocco del mercato del taxi resterà negli annali come l'esempio perfetto di impoverimento e distorcimento del mercato

La sola cosa che otterranno è l’allargarsi dell’illegalità e dell’evasione fiscale. **L’assurdo blocco del mercato dei taxi** – assieme all’insabbiata questione dei balneari – resterà negli annali quale esempio d’impoverimento collettivo e distorcimento del mercato, indotto da piccole corporazioni agguerrite e da forze politiche vili. Plurale senza confini di maggioranza e opposizione visto che, nella scorsa legislatura, a stralciare i taxi dalla legge sulla concorrenza furono la destra e la sinistra, unite contro quanto era stato predisposto dal governo Draghi (di cui pure erano parte).

**Il taxi non si può più prenotare e non si trovano vetture libere**, non presso villaggi sperduti ma direttamente a Piazza San Babila a Milano e a Piazza di Spagna a Roma. Presso stazioni e aeroporti le file comportano un tempo di percorrenza terrestre di pochi chilometri largamente superiore a quello impiegato per volare da una città all’altra. I**l risultato non è che i tassisti guadagnino di più, ma che s’impedisce la concorrenza** accrescendo l’offerta con macchine che si muovono in un mercato parallelo, spesso amministrato dai singoli tassisti (al cliente danno il numero di cellulare e quando un taxi non si trova mandano un amico). Tutto in rigorosa assenza di licenze e tassametro, con conseguente evasione fiscale.

**Non assegnare nuove licenze porta al commercio illegale delle esistenti**. Illegale perché mascherato da cessione – magari a cooperative – e perché non adeguatamente fiscalizzato. Le cifre di cui si parla, nel mercato reale, sono inoltre incompatibili con i redditi dichiarati da un tassista: chi è il matto che paga una licenza quanto l’incasso di dieci anni? Dice il ministro del Turismo che la faccenda riguarda i Comuni. **Bisognerebbe chiederle perché mai, allora, era nella legge sulla concorrenza ed è stata stralciata per essere poi abbandonata al nulla**. O se crede che siano i Comuni a dovere fare i decreti attuativi relativi alla legge del 2019, mai fatti.

**Lo spettro qual è, Uber?** A parte il fatto che alcune grosse cooperative di tassisti hanno già fatto un accordo con Uber – sicché non si può dire neanche per scherzo che sia contro i tassisti, semmai invisa ad alcuni – il modello secondo cui il pagamento avviene automaticamente e con carta di credito già registrata dovrebbe comunque essere sostenuto da un governo che volesse contrastare l’evasione fiscale, magari ricordandosi di mostrarsi solidale con i contribuenti onesti, a partire dal tassista di Bologna che ha raccontato come altri evadono e s’è ritrovato con le ruote tagliate. Ove il governo, naturalmente, non si consideri un esattore di pizzo.

*di Davide Giacalone*
