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title: Troppe nuove aziende in un settore delicato
description: Nel secondo semestre del 2021 sono nate 11.563 nuove imprese che operano nei settori dell’edilizia privata. Ma in un settore delicato.
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date: 2022-01-29
author: Christian Dominici
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/troppe-nuove-aziende-in-un-settore-delicato/
categories: [Economia]
tags: [bonus, Italia]
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# Troppe nuove aziende in un settore delicato

![Troppe nuove aziende in un settore delicato](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/nuove-aziende.png)

Nel secondo semestre del 2021 sono nate 11.563 nuove imprese  che operano nei settori dell’edilizia privata. Una bella notizia, ma è importante capire se le competenze tecniche e la specializzazione siano adeguate.

 

Secondo le rilevazioni Ance,** nel secondo semestre del 2021 sono nate 11.563 nuove imprese (oltre 64 al giorno) che operano nei settori dell’edilizia privata:** in particolare nella costruzione di edifici residenziali e non residenziali, nei lavori di finitura e in quelli specializzati (come impiantistica elettrica e idraulica). **È una proliferazione di nuove micro società**, molto spesso di persone e imprese con uno o tre dipendenti, **che sicuramente hanno il legittimo diritto di provare a usufruire di questo momento di particolare sviluppo del settore**, trainato dai rilevantissimi interventi pubblici.

Quando si creano nuove imprese, del resto, è sicuramente una bella notizia. Deve essere, però, anche un momento di riflessione, **perché il settore dell’edilizia è a elevata specializzazione: richiede competenze tecniche importanti, ore di formazione a scuola e nei cantieri, soprattutto convive con un elevato rischio di incidenti e infortuni sul lavoro.** Troppo spesso, in questi ultimi mesi, abbiamo letto notizie drammatiche e funeste di incidenti nei cantieri, spesso a danni di giovanissimi lavoratori. Le micro-imprese non devono essere aziende di scopo, nate soltanto per sfruttare il particolare momento economico o per un singolo cantiere edilizio agevolato. Già la cessione ripetuta di crediti aveva spalancato presso alcuni operatori spregiudicati le porte agli imbrogli, questo fiorire smodato d’imprese ne è un ulteriore sintomo.

**L’*ecobonus***** edilizio deve essere un grande momento di rinascita del Paese e delle proprietà immobiliari che hanno un effettivo bisogno di adeguamenti energetic**i (che il Pnrr favorisce grandemente). Il tema *bonus* è ormai da alcuni mesi sotto la lente del nostro legislatore, che attua interventi spesso repentini e di fatto penalizzanti per l’intero comparto. Lo scorso novembre con il decreto antifrodi è stata introdotta la necessità di ottenere un visto di conformità da parte di un professionista abilitato e l’attestazione di congruità dei costi per tutti i *bonus* in caso di cessione e se le somme superano i 10mila euro. In questi giorni, con l’art. 26 del decreto Sostegni *ter*, i crediti fiscali relativi ai *bonus* saranno cedibili una volta sola e i crediti già ceduti in precedenza – se già presenti sul cassetto fiscale entro il 7 febbraio 2022 – potranno essere a loro volta ceduti per una volta sola, con grave danno per le imprese serie e per il sistema bancario che aveva iniziato a operare con maggiore fiducia.

**Quando una norma è buona e sta funzionando bene dobbiamo sicuramente reprimere gli abusi, ma dobbiamo anche evitare interventi incontrollati.** In questo particolare periodo storico i *bonus* edilizi sono necessari per riqualificare il nostro patrimonio immobiliare e per far ripartire le imprese. Gli aumenti dei costi delle materie prime e dell’energia, e quindi la ripresa dell’inflazione, non consentono una ripartenza del settore edile senza incentivi tributari.

 

Di *Christian Dominici*
