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title: Conoscersi nell’era dell’identità comunicata
description: Uno dei tre articoli finalisti della borsa di studio in collaborazione con IULM per il corso di studi “Marketing, consumi e comunicazione”
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date: 2022-11-29
author: Luca Cavicchioli
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/giovani-che-scrivono-la-loro/conoscersi-era-identita-comunicata/
categories: [Giovani che scrivono la loro]
tags: [internet, social media]
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# Conoscersi nell’era dell’identità comunicata

![Conoscersi nell’era dell’identità comunicata](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-2-1.jpg)

Uno dei tre articoli finalisti della borsa di studio in collaborazione con l’Università IULM per il corso di studi “Marketing, consumi e comunicazione”. Il tema è: la comunicazione e la società attuale iperconnessa.

"Quando uno vive, vive e non si vede. Conoscersi è morire". Sono queste le parole utilizzate da **Pirandello in "Uno, nessuno, centomila"** per spiegare come un individuo non possa mai conoscersi veramente. Secondo l’autore questo accade perché un soggetto, a differenza di chi vi è al di fuori, non può vedersi vivere. Anche di fronte a uno specchio una persona non riesce a entrare in contatto con la sua vera natura, dato che in tali circostanze finisce per annullare la spontaneità che la caratterizza agli occhi degli altri.

**Dai tempi di Pirandello la società in cui viviamo ha subito forti cambiamenti**, accelerati anche e soprattutto del fenomeno della digitalizzazione. **Questo processo ha trasformato la realtà odierna in una sintesi inscindibile tra ciò che avviene nel mondo fisico e in quello virtuale**. La radicazione di questa realtà mediata, in cui tutto ciò che esiste è ciò che viene comunicato, ha reso le piattaforme digitali dei veri e propri universi nei quali vivere. Muovendosi all’interno di questi spazi, gli utenti lasciano una traccia continua di sé, con ogni interazione che diventa un nuovo tassello nel proprio mosaico identitario. **La novità sostanziale**, che rompe il confinamento della conoscenza di sé presentato in precedenza, risiede nel fatto che queste **composizioni durano nel tempo e sono uguali per tutti**.

Ecco dunque che **i social**, aprendo alla possibilità di entrare in contatto con la stessa evidenza delle proprie azioni con la quale si interfacciano gli altri, **sbloccano nuovi spazi di riflessione** e si trasformano in potenti strumenti di autoanalisi attraverso cui accedere a nuovi livelli di conoscenza di sé. L’attivazione di questo potenziale, tuttavia, è messa a repentaglio dalle **logiche di ricerca di consenso** che guidano sempre di più le dinamiche sociali specialmente nei contesti digitali.

La crescente mediazione della realtà introdotta dai social, infatti, rende molto più facile selezionare cosa rendere pubblico o mantenere privato, dando agli utenti la libertà di pianificare il proprio agire per assemblare identità efficaci nel raccogliere l’approvazione degli altri. Così facendo, però, **si rischia di sacrificare quella spontaneità che carica di autenticità anche il più piccolo dei gesti e che scandisce l’unicità di ogni persona**; si rischia, quindi, di tornare in quella condizione di annullamento di sé che si verifica quando ci si studia davanti a uno specchio; si rischia, come diceva Pirandello, di morire nel tentativo di conoscersi.

 

*di Luca Cavicchioli*
