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title: Cosa possiamo imparare dal ‘decennio pazzo’ e cosa no
description: "Ci troviamo in una situazione simile a cent'anni fa, e guardiamo al futuro con la speranza. Cosa possiamo imparare dal 1921?"
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date: 2021-08-19
author: Contributor esterno
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/giovani-che-scrivono-la-loro/cosa-possiamo-imparare-dal-1921-e-cosa-no/
categories: [Giovani che scrivono la loro]
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# Cosa possiamo imparare dal ‘decennio pazzo’ e cosa no

![1921](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/08/ricostruzione.png)

Ci troviamo in una situazione simile a cent'anni fa, e guardiamo al futuro **con la speranza di una ripresa rapida quanto il boom vissuto da alcuni Paesi nel dopoguerra.**

Cosa possiamo imparare dal 1921?

 

 

**1921: sono finite la guerra e una pandemia che ha ucciso più persone della guerra. **Un secolo dopo, si è di nuovo pronti a lasciarsi alle spalle anni tragicamente indimenticabili per un motivo analogo. **Siamo forse alla soglia di un’altra [decade ruggente](https://it.wikipedia.org/wiki/Anni_ruggenti)?**

Allora era il charleston, oggi sono i balletti di TikTok; allora nei jazzbar, **oggi nelle poche discoteche riaperte si corre in preda a una dilagante euforia: siamo liberi.**

**Il ritrovato entusiasmo produce innovazione:** cento anni fa l’elettrificazione e la radio, oggi le frontiere della digitalizzazione in continua espansione. Le conseguenze politiche delle crisi non sono troppo differenti: isolazionismo, nazionalismo ed esiti antidemocratici e totalitari tristemente celebri caratterizzarono gli anni tra le guerre mondiali; anche oggi, mutatis mutandis, assistiamo a una Unione europea più che mai divisa e a svolte populiste e autoritarie in numerosi governi. Nonostante la terribile crisi economica causata dalla pandemia, grazie ai fondi stanziati dagli Stati, **molti sperano in una ripresa rapida quanto il boom vissuto da alcuni Paesi nel dopoguerra.**

Gli anni Venti non furono solo un periodo di progresso e fervente creatività, ma anche di proibizionismo e xenofobia; le illusioni liberiste di crescita illimitata portarono al Big Crash del 1929. **Oggi non si possono escludere esiti simili, soprattutto alla luce di una tendenza comune ai due periodi storici: la volontà non solo di ritornare alla ‘normalità’, ma anche di eccederla. **

Il modo in cui vivevamo prima, tuttavia, non era affatto normale e sostenibile, e se c’è una radicale differenza tra questi e quegli anni Venti è che** oggi un’emergenza climatica di pericolosità inaudita minaccia la vita stessa sul pianeta.** Per fortuna, abbiamo un vantaggio: i**mparando dalla storia, possiamo scegliere più consapevolmente, possiamo decidere di non tornare ciecamente alla ‘normalità**’, ma di cercare un’alternativa. La storia ci sta mandando un segnale: è tempo di agire. Non ignoriamolo.

 

di *Federica Ballardini*
