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title: Il cinema ha sempre danzato con caso e necessità
description: Sempre più spettatori vedono film sulle piattaforme e non in sala. Uno dei tre articoli finalisti della borsa di studio.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-1-3.png
date: 2022-11-29
author: Ariel Conta
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/giovani-che-scrivono-la-loro/il-cinema-ha-sempre-danzato-con-caso-e-necessita/
categories: [Giovani che scrivono la loro]
tags: [giornalismo, giovani, università]
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# Il cinema ha sempre danzato con caso e necessità

![Il cinema ha sempre danzato con caso e necessità](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-1-3.png)

**Uno dei tre articoli finalisti della borsa di studio in collaborazione con l’Università IULM per il corso di studi “Televisione, cinema e new media”. Il tema è: sempre più spettatori vedono film sulle piattaforme e non in sala.**

La nuova arte emetteva i primi vagiti- i deboli polmoni ancora annaspavano in cerca d’aria nella frenesia di fine secolo- e subito era possibile incontrarla nelle fiere, per strada, come un vecchio amico. Ben presto, tuttavia, il pendolo ha emesso una decisa oscillazione nella direzione netta della Necessità.

**Il cinema ha sempre danzato con caso e necessità, eppure negli ultimi anni è diventato un *pas de deux* che ha favorito inevitabilmente il consumo casalingo.** Alcuni cineasti hanno sfruttato questa tendenza per creare film tanto più potenti quanto più è alta la sensazione di reclusione domestica di chi guarda, basti pensare a *Inside *di Bo Burnham, *State a casa* di Roan Johnson o *Unfriended* di Levan Gabriadze. È dunque evidente che chi lavora dietro la cinepresa abbia risposto a questa nuova configurazione del paesaggio distributivo alzando la posta, e altrettanto hanno fatto alcuni gestori di sale.

Anche solo concentrando lo sguardo sulla realtà milanese è possibile vedere come il cinema in quanto luogo si stia trasformando per accogliere sempre più morfologie: esempi lampanti sono il Cinema Mexico di via Savona e il progetto per il Nuovo Cinema Orchidea di via Terraggio, due luoghi che portano il concetto di esperienza in sala in direzioni tanto opposte quanto complementari.

**Da una parte il dinamismo delle proiezioni del *Rocky Horror Picture Show*- con tanto di ballerini che trasportano il caos danzante della diegesi nello spazio del fruitore-, dall’altra l’immobile contemplazione di affreschi seicenteschi che accompagna l’altrettanto ipertrofica visione cinematografica.** In entrambi i casi è possibile assistere a una ridefinizione del modo di guardare, che avviene grazie al sistema di corrispondenze innescato dallo spazio della sala: in fondo, l’eco dei passi di quegli uomini che hanno popolato il palazzo di via Terraggio non riverbera forse nelle immagini sul grande schermo? E, se ascoltiamo attentamente, non è lo stesso suono imperativo dei passi dei ballerini del Cinema Mexico?

A differenza dello spazio casalingo, questi luoghi non li dominiamo affatto. Sono loro a dominarci, e così la sala si configura come un qualcosa capace di mettere in discussione il nostro sguardo e arrangiare al contempo il mondo guardato.

In tal modo, nonostante una partitura sempre più complessa che espande i modi di fruizione, **il cinema dall’essere Caso torna ad essere Necessità**.

Di *Conta Ariel*
