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title: "In cerca della ricerca, l&#8217;Italia è rimasta indietro"
description: "C'è tanta concorrenza nella ricerca. L'Italia dorme e il tempo stringe. Occorre investire adeguatamente nella ricerca."
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date: 2021-08-03
author: Contributor esterno
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categories: [Giovani che scrivono la loro]
tags: [Draghi, Europa, scuola]
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# In cerca della ricerca, l&#8217;Italia è rimasta indietro

![In cerca della ricerca, l&#8217;Italia è rimasta indietro](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/08/Ricerca-e-sviluppo-.png)

Occorre investire nella ricerca. L'Italia dorme e il tempo stringe.

**Occorre investire adeguatamente nella ricerca**, senza escludere la ricerca di base, puntando all’eccellenza, ovvero a una ricerca riconosciuta a livello internazionale per l’impatto che produce sulla nuova conoscenza e sui nuovi modelli in tutti i campi scientifici». Così Mario Draghi all’interno del suo discorso programmatico. Ci si poteva immaginare, quindi, che il suo esecutivo avrebbe investito maggiormente in un settore fondamentale come la Ricerca e lo Sviluppo (R&S).

**Tra gli obiettivi per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva della strategia decennale “Europa 2020” della Commissione europea**, infatti, si chiedeva a ogni Paese di portare l’investimento in R&S al 3% del proprio Pil entro il 2020. Sfortunatamente solo Svezia, Austria, Germania, Danimarca, Fin- landia e Belgio negli ultimi anni stanno seguendo adeguatamente questo traguardo. L’Italia, invece, spende meno della metà del valore richiesto dall’Ue: sono bassi sia gli investimenti pubblici, legati soprattutto alla ricerca di base, che quelli privati, solitamente rivolti alla ricerca applicata. Inoltre i finanziamenti privati sono concentrati per il 75% in cinque regioni del Nord, mentre il Mezzo- giorno è fortemente dipendente dalle poche risorse pubbliche disposte per la ricerca.

**In merito a queste problematiche, il fisico Ugo Amaldi ha proposto di investire gradualmente sempre più nella ricerca** e, grazie al collega Federico Ronchetti, la petizione si è diffusa con il nome di “Piano Amaldi”. Nonostante la quarta missione del Pnrr italiano si occupi di [Istruzione e Ricerca](https://laragione.eu/il-meglio-de-la-ragione-in-edicola/universita-del-fallimento-e-della-mediocrita/), i fondi destinati a quest’ultima risultano però assolutamente insufficienti per rilanciare il settore e diminuire il divario con Paesi come Francia e Germania. Il “Piano Amaldi” non è stato ascoltato, come tutti coloro che avrebbero desiderato un’attenzione superiore al settore. Occorre invertire la rotta se vogliamo veramente aumentare competitività e produttività della nostra nazione. Non c’è più tempo da perdere.

 

di *Matteo Hallissey*
