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title: La tenacia olimpica si forma stando a lungo lontano dai podi
description: "L'eccellenza e tenacia olimpica non risiedono solo nel podio, ma anche e soprattutto nel lungo percorso degli atleti."
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date: 2021-08-19
author: Contributor esterno
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categories: [Giovani che scrivono la loro]
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# La tenacia olimpica si forma stando a lungo lontano dai podi

![Tenacia olimpica](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/08/olimpiadi-1.png)

L'eccellenza e tenacia olimpica non risiedono solo nella conquista del podio, ma anche e soprattutto nel lungo percorso e nella continua aspirazione degli atleti.

 

Al centro del bellissimo pavimento del Duomo di Siena si trova una raffigurazione della [ruota della fortuna](https://it.wikipedia.org/wiki/File:Pavimento_di_siena,_ruota_della_fortuna.jpg) che risale al XIV secolo. È un’immagine tipicamente medievale, la troviamo negli scritti di Boezio e perfino nei Tarocchi: una figura umana siede intronata in cima a una grande ruota, un’altra è in basso aggrappata faticosamente e due stanno salendo e scendendo dai due lati.

**In queste Olimpiadi hanno fatto molto rumore la capitolazione di alcuni campioni:** Simone Biles si ritira braccata dal malessere psicologico; Djokovic, uscito da Wimbledon in un inarrestabile trionfo, s’ingolfa e spacca la racchetta; Osaka per descrivere la sua performance non trova che parolacce. Quello che siamo tentati di descrivere come un crepuscolo degli dèi fa più probabilmente parte di una fisiologia che i medievali descrivevano con la suggestiva immagine della *rota fortunae:* **non è possibile vivere per sempre il proprio miglior giorno**.

**Se cerchiamo la tenacia olimpica nell’antico fissando la figura del regnante sbagliamo, la troviamo invece in coloro che cadono e salgono.** Le mani strette, la forza delle gambe chiuse sul curvilineo legno, la schiena solida: in questo, più che nell’intronato, scorgiamo il corpo di un campione.

Abbiamo guardato Biles e ci siamo domandati se sia degna, ai nostri occhi, del titolo olimpico, il lauro che incorona atleti impareggiabili. È però evidente che **il motto olimpico “citius, altius, fortius” non si riferisce meramente al momento del trono (o della medaglia), ma piuttosto descrive la lunga aspirazione e il percorso composito solamente cristallizzato da una medaglia.** L’eccellenza che celebriamo e la virtù che ricerchiamo stanno a lungo lontane dai podi, alle estremità opposte della ruota, lì dove oggi vediamo per un istante Simone Biles e gli altri dèi creduti al crepuscolo. Non stanno lì a tramontare, ma a forgiarsi.

 

di *Giovanni Cerboni*
