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title: Tradurre è tradire
description: "Uno dei tre articoli finalisti della borsa di studio in collaborazione con l'Università IUL. Tema: la traduzione come contributo al dialogo."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-1-1.png
date: 2022-11-29
author: Giuditta Comuzzi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/giovani-che-scrivono-la-loro/la-traduzione-e-non-e-solo-tradurre-parole-ma-universi/
categories: [Giovani che scrivono la loro]
tags: [giornalismo, giovani, Italia]
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# Tradurre è tradire

![Tradurre è tradire](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-1-1.png)

**Uno dei tre articoli finalisti della borsa di studio in collaborazione con l'Università IULM per il corso di studi "Traduzione specialistica e interpretariato di conferenza". Il tema è: la traduzione come contributo imprescindibile alla comprensione e al dialogo.**

Da sempre, l’essere umano è caratterizzato da un assiduo senso di insoddisfazione.** Questo inappagamento lo ha portato a impensabili scoperte**: la conquista della Luna, per esempio, è stata un’impresa strabiliante; eppure, gli scienziati affermano che esistono luoghi sul nostro stesso pianeta, come le profondità dell’oceano, proibiti all’occhio umano. Sembra quasi un paradosso. La stessa situazione si osserva nel campo linguistico-culturale: l’inglese è ormai universalmente accettato come lingua veicolare e il livello di globalizzazione è tale che alcuni puristi gridano all’appiattimento culturale. **Ma allora perché interpreti e traduttori riscontrano così tante difficoltà extralinguistiche?** Un altro paradosso.

Tradurre è tradire. Molti e importanti progressi sono stati raggiunti in ambito traduttologico: dalla legge di San Gerolamo, che ricorda come non si debba *verbum e verbo sed sensum exprimere de sensu*, fino agli *Interpreting Studies *di Gile. Ma tradurre resta tradire. Il compito del traduttore, infatti, non consiste nel trasmettere un semplice concetto con le proprie parole:** egli concilia mondi diversi**.

È lui che deve assicurarsi che la veemenza dell’Italiano si adatti alla compostezza del Tedesco; è compito suo spiegare che se il Russo non concede un sorriso al suo interlocutore non è che per segno di rispetto. Perché il nostro mondo è, in realtà, un contenitore di molti universi spesso apparentemente incompatibili tra loro. Ed è proprio questa la sfida impossibile che seduce l’essere umano: tradurre, non parole, ma universi. Umberto Eco in “*Dire quasi la stessa cosa*” rimarca il ruolo fondamentale che la fedeltà riveste nel lavoro del traduttore. Eppure, tradurre è tradire. Ecco nell’accostamento impensabile tra fedeltà e tradimento, un ulteriore paradosso. **La risoluzione dei nodi sta nell’accettare la differenza dell’*altro *e nell’andargli incontro**, per capirlo e per farsi capire. Solo così il nostro paradosso traduttologico trova pace. Solo così interpreti e traduttori lavorano in completa serenità.

Pertanto, agli avanguardisti secondo cui: “La traduzione passerà alla tecnologia”, ai tradizionalisti per i quali: “Teniamo separate le culture” e ai perfezionisti che sottolineano: “La traduzione irreprensibile non esiste” vorrei rispondere che nella traduzione c’è molto di più. Grazie ai nuovi universi creati da traduttori e interpreti abbiamo la possibilità, come specie umana, di superare perfino noi stessi. **Lottiamo, allora, perché lavorino in pace**.

Di *Giuditta Comuzzi*
