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title: Il calcolo sbagliato di chi continua a provare a tenere il piede in due scarpe
description: Ritirati gli emendamenti al decreto che regola il pass.
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date: 2021-09-08
modified: 2021-09-23
author: Gaia Cenol
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/il-calcolo-sbagliato-di-chi-continua-a-provare-a-tenere-il-piede-in-due-scarpe/
categories: ["L'Italia de La Ragione"]
tags: [covid19, green pass, Italia]
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# Il calcolo sbagliato di chi continua a provare a tenere il piede in due scarpe

![green pass](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/GREEN-PASS-foto-1-696x421-1.jpeg)

Ritirati gli emendamenti al decreto che regola il pass.

Come volevasi dimostrare, ma come è stato stolto provocare: se si voleva evitare il **voto di fiducia**, sulla conversione del decreto legge che comprende le regole relative al **Green Pass**, la strada era quella del ritiro degli emendamenti, vale a dire del rimangiarsi quel che si era detto. Per la Lega un boccone amaro, ma interamente cucinato in casa loro.

L’abitudine della **contrattazione politica,** dai tratti sgradevolmente levantini, consiste nell’alzare la voce, mettere alle corde e provare a ottenere qualche cosa in più. Sul tema di cui si parla o su qualche altro tavolo da gioco. La Lega aveva impostato così le cose, spinta anche dal bisogno di tenere assieme non tanto governisti e indipendentisti quanto governanti e parolai propagandisti.

Solo che i presupposti del presidente del Consiglio erano diversi: a. avete votato anche voi – come gli altri, in **Consiglio dei ministri** – il testo ora sottoposto a conversione; b. per noi non c’è problema, mettiamo la fiducia e se volete mandarci a casa fate conto che ci siamo di già. Così le corde cui si volevano mettere gli altri se le sono trovate i leghisti attorno al collo. Il segnale, del resto, non poteva essere più chiaro, pubblico, in conferenza stampa, quando lo stesso Mario Draghi aveva annunciato l’**estensione del *pass*** e la possibilità dell’**obbligatorietà**, benché subordinata a determinate condizioni. Chi doveva capire ha capito.

A questo si aggiunga che per un governo la cui maggioranza è praticamente la totalità del Parlamento meno uno, con una opposizione né pregiudiziale né particolarmente forte, ricorrere al voto di fiducia significa solo **cattiva programmazione dei lavori** parlamentari e/o cattiva gestione della maggioranza stessa. In questo caso ricorreva la seconda cosa, che è stata corretta con la forza dei fatti: o ritirate gli emendamenti o la fiducia va messa proprio per non dovere perdere tempo a discuterli tutti. Li hanno ritirati.

I fumogeni lanciati, per **mascherare l’inversione** a 180 gradi, fanno tenerezza: tamponi *gratis* per chi non può fare il vaccino e per chi è povero. Peccato che chi non lo può fare è già previsto fra le categorie ovviamente escluse dal vaccino stesso, mentre è *gratis* e, quindi, non ha ostacoli di reddito. Sarebbe come dire: per i poveri niente divieto di sosta, lascino pure la macchina sulle strisce e non paghino. Non ha senso.

A ogni modo, fine della discussione. Almeno **speriamo che si sia appresa la lezione**: i partiti della maggioranza possono liberamente scorrazzare laddove il governo non mette bocca, ovvero in campi di secondario livello, ma sulle decisioni prese non si molla. Avere richiesto la pubblica conferma e dimostrazione di ciò no, non rientra nei capitoli di saggezza e dignità.

di *Gaia Cenol*
