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Il futuro passa dallo spazio

Lo spazio da sempre fa sognare, con visioni più o meno dispotiche. Ma per il suo futuro, più che di stelle e nuovi mondi, si parla di ingenti risorse economiche: nel Pnrr, infatti, alla Space Economy sono destinati 1,49 miliardi.

 

«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire». Chi non ricorda il monologo pronunciato dal replicante di Blade Runner, il capolavoro di Ridley Scott ispirato da “Il cacciatore di androidi” di Philip Dick. Da sempre lo spazio si apre al territorio dell’immaginazione, tra futuri più o meno distopici e altre terre da conquistare.

In realtà il futuro dello spazio è meno romantico, non parla di stelle cadenti ma di ingenti risorse economiche. Nel Pnrr, all’interno della missione “Digitalizzazione”, ben 1,49 miliardi di euro sono destinati proprio alla Space Economy. A livello globale gli investimenti sfiorano i 90 miliardi di dollari e l’Italia è uno dei sette Paesi a essersi dotato di un’agenzia spaziale con un bilancio superiore al miliardo, quinta al mondo e seconda in Europa per spesa in Space Economy in rapporto al Pil.

Con 665,8 milioni di euro il nostro Paese è stato nel 2020 il terzo contribuente dell’Agenzia spaziale europea, dietro solo a Germania (1.311,7 milioni) e Francia (981,7 milioni). Per spingerne ulteriormente lo sviluppo il governo ha poi varato il Piano strategico nazionale Space Economy, del valore di 4,7 miliardi di euro.

Nel rapporto del Politecnico di Milano “Space Economy: la nuova frontiera dell’innovazione si presenta” si legge che la ripresa passa dalle tecnologie spaziali. «Un numero sempre maggiore e diversificato di attori guarda alla Space Economy con crescente interesse per l’impatto che può avere su svariati settori» affermano Paolo Trucco e Franco Bernelli Zazzera, responsabili scientifici dell’Osservatorio Space Economy. «L’unione fra le tecnologie spaziali e digitali produrrà trasformazioni radicali a livello industriale, innovando processi, prodotti e servizi, modelli di business e portando alla nascita di nuove imprese e all’ingresso di nuovi attori tradizionalmente non legati all’industria dello spazio. Le imprese che riusciranno a coglierne le opportunità aumenteranno la propria competitività sui mercati globali e saranno più capaci di rispondere ai bisogni futuri della società». 

Sviluppo dell’Internet satellitare, servizi sempre di più precisi di raccolta e sfruttamento dei dati, un contributo significativo alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica con un monitoraggio continuo dei siti per incrementare l’energia prodotta da fonti rinnovabili, rafforzamento della capacità previsionale sugli effetti del cambiamento climatico, sistemi di navigazione satellitare in grado di rivoluzionare i servizi di mobilità e logistica.

Il futuro passa insomma dallo spazio, resta solo da capire se ci arriveremo a bordo di una Tesla.

 

di Francesco Rosati

 

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