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Il richiamo dell’Unione e i tic italiani

Il richiamo arrivato ieri dalla commissione europea all’Italia, sul Next Generation EU e l’uso degli ingenti fondi del Recovery Plan, va letto con estrema attenzione.

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Tanto per cominciare, senza fare quelli che si offendono o si risentono. Piuttosto, impegnandosi ad accogliere il valore dell’indicazione arrivata da Bruxelles.
L’Unione, in sostanza, ha espresso la preoccupazione che l’Italia finisca per aggravare la sua situazione di bilancio, invitando pertanto il Paese a sfruttare a fondo il Recovery e ‘limitare la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale’.

L’input è di non aggravare ulteriormente una situazione debitoria resa delicatissima dall’emergenza-Covid e usare i (tanti) soldi in arrivo per gli investimenti in tutti i settori dove si può e si deve aumentare il potenziale di crescita.
Sottinteso, ma neppure troppo, evitando di continuare a convogliare risorse su provvedimenti che abbiano già ampiamente mostrato la propria inefficacia. Reddito di cittadinanza vi dice qualcosa?!

Prima di cedere al ben noto istinto italiota di respingere al mittente qualsiasi critica o suggerimento, pur di accarezzare il pelo del solito pezzo di pubblica opinione, guardiamoci in faccia e cogliamo l’opportunità di dire un po’ delle necessarie verità scomode.
Potrebbe anche cominciare a piacerci…

di Fulvio Giuliani

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