---
title: "L&#8217;Est è un problema"
description: "I diritti civili tra cui quelli sull'omosessualità sono intangibili per l'Unione Europea, tutti devono adeguarsi."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/06/fulvio-articolo-1024x1024.jpg
date: 2021-06-25
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/lest-e-un-problema/
categories: ["L'Italia de La Ragione"]
tags: [ddl zan, Draghi, Orban, prova, Von Der Leyen]
---

# L&#8217;Est è un problema

![L&#8217;Est è un problema](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/06/fulvio-articolo-1024x1024.jpg)

**La questione ungherese ha evidenziato le importanti differenze ancora esistenti con i Paesi dell'Est. Se intendono restare in Europa, si adeguino.**

Sarebbe riduttivo illustrare il complesso Consiglio Europeo di ieri solo come il **giorno dell’indignazione per la cosiddetta legge contro l’omosessualità**, voluta dal premier ungherese Orban. Il provvedimento che vieta di parlare del tema ai minori di 18 anni è all’evidenza una bestialità.

Siamo ben oltre, però, se il Capo del governo olandese,** Rutte**, arrivando a Bruxelles ha dichiarato che per l’Ungheria **“non c’è più posto nell’Unione Europea”**. Rutte - sì, proprio lui il grande avversario dell’Italia, ricordate? - da buon olandese ha il pregio della spietata chiarezza: ha messo il dito nella vera piaga, che scavalca la stessa legge voluta da Orban, che rimbalza allegramente fra stadi e media del continente.

Ieri, 17 premier dell’Unione, fra cui **Macron, Draghi e Merkel, hanno firmato una lettera, in cui stigmatizzano pesantemente l’approccio ungherese ai diritti individuali**, soprattutto in materia sessuale. Non hanno firmato la lettera Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Romania, Bulgaria, Croazia e Lituania.

Un elenco tutto tranne che casuale, fatto di Paesi del vecchio blocco dell’Est, approdati molto di recente alla democrazia e spesso passati da un travolgente entusiasmo iniziale ad un cupo risentimento, per le delusioni dei duri anni della transizione.

La pandemia ha soffocato il problema, ma ora conviene dichiararlo apertamente e affrontarlo. Se c’è un reciproco disagio con i paesi del Gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia), alla testa di un più generale fronte dell’Est, è arrivato il momento di stressarlo a dovere.

Anche per stimolare i cittadini di quei Paesi a una presa di coscienza delle scelte fondamentali dei propri governi.

Consideriamo Brexit un errore storico clamoroso, ma alla volontà democraticamente espressa non si comanda, **Varsavia o Budapest non possono pensare di stare nell’Ue facendo a pezzi principi e ideali considerati intangibili in Europa**. Quelli ribaditi ieri dai 17. Possono lasciare l’Unione, se vogliono, ma che ne pensano i loro cittadini?

di *Fulvio Giuliani*
