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title: Nato in gabbia
description: La donna che nei giorni scorsi ha partorito sola nel carcere di Rebibbia dovrebbe farci riflettere sulle condizioni attuali delle detenute.
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date: 2021-09-14
author: Sara Tonini
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/nato-in-gabbia/
categories: ["L'Italia de La Ragione"]
tags: [Italia, società]
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# Nato in gabbia

![Nato in gabbia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/articolo-Sara.png)

La donna che nei giorni scorsi ha partorito sola nel carcere di Rebibbia non può non suscitare un moto di compassione e obbligare l'opinione pubblica a una riflessione sulle condizioni attuali delle detenute.

Una detenuta ha partorito nel carcere di Rebibbia. Il fatto, a una prima lettura, potrebbe non indignarci: secondo un rapporto di marzo 2021 di [Antigone](https://www.rapportoantigone.it/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/donne-e-bambini/), associazione per la tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario italiano, **il 4.2% delle 2.250 donne presenti nelle carceri  italiane avrebbe figli al seguito**. **Il caso di Rebibbia**, però, racconta altro: **è una storia di violazione e di abbandono**. Secondo il Codice di Procedura Penale le donne in gravidanza non dovrebbero trovarsi in custodia cautelare in carcere. A maggior ragione se, come nel caso di questa ragazza, stanno affrontando una gravidanza a rischio.  **La detenuta protagonista di questa triste vicenda avrebbe addirittura partorito da sola, senza nessun tipo di assistenza medica se non l’aiuto della compagna di cella**. 

Il fatto è avvenuto a fine agosto ed è stato portato alla luce da **Gabriella Stramaccioni**, che a Roma è Garante delle persone detenute, e grazie alla quale è stata avviata ​​un’indagine dell’Ispettorato sulla vicenda. Prima della condanna, però, secondo la ricostruzione finora avvenuta, le condizioni della donna erano ben note; **il giudice ha comunque ritenuto fosse necessaria "l'applicazione della misura di maggior rigore"** per Amra - questo il nome della donna - "perché soggetto a rischio di ritorno a delinquere, dal momento che non ha un lavoro e non ha indicato una dimora idonea a impedire la commissione di fatti analoghi". Per essere stata colta in flagrante durante l’ennesimo furto di un portafoglio, “l’avanzato stato di gravidanza” non è stato preso in considerazione, così come la necessità di prendersi cura degli altri suoi tre figli, di cui uno ancora allattato al seno. **I certificati medici che attestano il rischio di un aborto spontaneo e le precedenti gravidanze terminate prematuramente sono stati ritenuti ininfluenti**. 

Certo, è innegabile il lato criminoso della vicenda e il suo aspetto recidivo, ma ciò che nella valutazione del caso è mancato, è che Amra non era l’unica a dover essere giudicata. Con lei, tutti i suoi figli, di cui uno di circa un anno e uno non ancora nato al momento della sentenza, condannato a vivere in carcere ancor prima di venire al mondo. 

di *Sara Tonini*
