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title: "L&#8217;addio di Letizia Moratti alla Lega spacca (anche) la sinistra"
description: "L'addio di Letizia Moratti alla Lega non ha spaccato solo il centrodestra, ma ha divaricato in modo netto anche il centrosinistra inteso come Pd e dintorni."
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date: 2022-11-10
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/addio-letizia-moratti-lega-spacca-anche-la-sinistra/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, lega, pd, politica]
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# L&#8217;addio di Letizia Moratti alla Lega spacca (anche) la sinistra

![addio di letizia moratti alla lega](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Evidenza-sito-25.jpg)

L'addio di Letizia Moratti alla Lega non ha spaccato solo il centrodestra, ma ha divaricato in modo netto anche il centrosinistra inteso come Pd e dintorni. Pd che, ovunque si piazzi, trova chi lo vuole cannibalizzare, considerandolo una preda e mai un interlocutore**



**Letizia Brichetto Moratti** è una delle donne più ricche d’Italia. È stata ministro, sindaco di Milano e presidente della Rai, ogni volta al riparo dell’ombrello del centrodestra di rito berlusconiano (nonché diniano: le personalità della società civile hanno sempre bisogno della cipria tecnica, rende più interessanti). **È una donna che ha tutto per non piacere alla sinistra, sentimento cordialmente ricambiato.**

Dopo aver rinverdito il suo curriculum con la vicepresidenza della Regione Lombardia con maggioranza di centrodestra o destra-centro (in fondo che importa?), ha rotto con il presidente leghista Fontana trovando immediatamente braccia aperte e** strada spianata alla candidatura di Palazzo Lombardia nel terzo polo del duo Carlo Calenda e – *****vade retro***** – Matteo Renzi**, nome che a pronunciarlo al Nazareno si ottiene lo stesso effetto che Frau Blucher produceva nel castello di Frankenstein *junior*. Una spaccatura che non solo indebolisce la ricandidatura del governatore uscente ma soprattutto provoca una faglia in tutto il *coté*, salotti compresi, dove navigano i voti degli anti-sinistra. In sostanza è il cuore pulsante del potere leghista.** Colpirlo potrebbe provocare il collasso politico dell’ex Capitano** ora tornato sostenitore a tutto spiano dei porti chiusi.

Domanda: che deve fare il Pd? Nella prima Repubblica i partiti erano soliti accogliere a braccia aperte i fuggitivi del campo avverso e giocarli contro i loro “danti causa”. Anche a costo di sorvolare sui precedenti del figliol prodigo, in particolare se risultavano imbarazzanti. Ma siccome nella fase attuale tutto si confonde e tutto s’intorbida, **l’addio della Moratti se per un verso ha spaccato il centrodestra per l’altro ha divaricato in modo netto anche il centrosinistra inteso come Pd e dintorni** (i nuovi progressisti del M5S in Lombardia hanno radici trascurabili). Un pezzo dei Democratici – vedi Luigi Zanda, vicinissimo a Franceschini – capisce che è la **ghiotta occasione per scardinare il fortino leghista e insediarsi là dove volano le aquile del potere economico-finanziario.**

Un altro pezzo **considera invece Moratti il peggio che possa capitargli** e giura che mai e poi mai il popolo di sinistra potrebbe votare una signora così stilisticamente e strutturalmente lontana. Con annessa questione etico-morale, secondo cui è impossibile sostenere chi abbia così disinvoltamente piroettato. Dimenticando che Lamberto Dini era ministro dell’odiatissimo Berlusconi e poi andò a Palazzo Chigi con l’avallo dell’allora Pds e fu titolare della Farnesina nel governo Prodi. Oppure, più recentemente, che Giuseppe Conte è rimasto presidente del Consiglio grazie a un volteggio senza pari sotto l’usbergo del Pd medesimo dopo aver governato con Salvini. Poi ci sarebbe anche Beatrice Lorenzin e prima e dopo di lei l’intramontabile Clemente Mastella. Tutti a un tempo nemici, poi amici, di nuovo nemici e poi infine alleati, di lungo o corto periodo non importa.

Ok, lasciamo perdere. **Il punto vero è che il Pd sembra sempre più incapace di fare politica**, anche approfittando degli errori e delle divaricazioni altrui. Forse è perché non era storicamente abituato ad avere una concorrenza a sinistra dove al massimo c’erano cespugli poco fastidiosi salvo qualche votazione in Parlamento (*remember* Turigliatto?), mentre ora gli ultimi sondaggi gli assegnano lo strapuntino di *junior partner* del corsaro Giuseppe. Oppure di terreno di scorribanda dei corsari liberal-centristi. Insomma, **ovunque si piazza il Pd trova chi lo vuole cannibalizzare, considerandolo una preda e non un interlocutore.** Brutta storia.

Di *Carlo Fusi*
