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title: Amministrative, il centrodestra stravince
description: Le ultime amministrative e relativi risultati mostrano un quadro complesso della situazione politica italiana. Proviamo a fare chiarezza
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date: 2023-05-30
author: Carlo Fusi
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, giorgiameloni, politica, schlein]
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# Amministrative, il centrodestra stravince

![Amministrative, il centrodestra stravince](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/05/Evidenza-sito-1-13.jpg)

Le ultime amministrative e relativi risultati mostrano un quadro complesso della situazione politica italiana. Proviamo a fare chiarezza

**A votare gli elettori non ci vanno quasi più e men che mai ai ballottaggi**, ma in fondo non interessa a nessuno. Qualche giaculatoria malinconica e via al prossimo giro. **Le urne del mini turno amministrativo sorridono al centrodestra** ma, da Vicenza a Trapani, addolciscono anche un po’ di palati a sinistra.

Il tutto per dire che **non è da quel versante che Giorgia Meloni deve aspettarsi sommovimenti o sgradite sorprese**. Anzi: volendo provare ad allungare lo sguardo si può azzardare che neppure il tornante delle Europee del prossimo anno, da molti considerate alla stregua di un’ordalia o di uno spartiacque per la legislatura, minaccia di provocare un testacoda alla presidente del Consiglio. Intanto perché quello europeo è sempre risultato un voto diciamo in libera uscita, con il quale gli italiani esprimono desideri e non indicazioni strategiche. Ne sanno qualcosa Renzi e il suo 41% o Salvini e il 34% del pre Papetee: chimere per sognare in grande, presto o tardi triturate dal confronto con la realtà.

Insomma la verità è che **Meloni gode di una contingenza ultra favorevole** e difficilmente scalfibile dalla *roulette* delle urne. Inoltre anche gli equilibrismi di Palazzo le vanno incontro. E infatti sulle riforme la presidente del Consiglio può contare sul gioco di sponda con il Terzo polo e, *dulcis in fundo*, anche sulla sintonia con Salvini, sempre più *mister* “vorrei ma non posso”. Mentre per quel che riguarda le postazioni di sottogoverno e sottopotere può far leva, sussiegosamente ricambiata, sulla disponibilità di **Giuseppe Conte, strangolato dall’obbligo di dimostrare esistenza in vita politica** e capitalizzare poltrone a fronte di sfuggenti percentuali di consenso.

Bene. O meglio: non proprio. Perché laddove la Signora di Palazzo Chigi non riceve alcuna sponda è sul Pnrr, sulla discesa del debito, sulla messa in sicurezza dei conti e del territorio, sul carovita crescente e sulla transizione ecologica da inverare. Un teorema al tempo stesso semplice e inquietante. Cioè che i ghirigori per gestire le regole del gioco e gli arabeschi dei voti in aula sono una cosa; **l’azione di governo e la capacità di sanare i mali storici del Paese sono tutt’altra.**

Sulla sfida per governare un Paese complicato come l’Italia, con le emergenze da superare e gli scogli della mancata crescita da evitare, la Meloni balla e ballerà da sola. Con due argini obbligati.** Primo: pensare di giocarsela sul Pnrr** in un solipsistico testa a testa con la Ue è progetto tanto ambizioso quanto velleitario. **Secondo: provare a coinvolgere le opposizioni** o anche soltanto una parte di esse nelle decisioni e allocazioni di risorse minaccia di lesionare la sua *leadership*, con effetti dirompenti dentro la sua poco coesa maggioranza.

**Giostrare a fare La Donna Sola al Comando può inebriare finché gli dei dell’orgoglio non ti obnubilano**: poi da lì si comincia a rotolare. Servirebbero alleati, ma in giro ci sono solo parenti-serpenti.

*di Carlo Fusi*
