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title: "Le porte girevoli dell&#8217;autonomia differenziata"
description: Nella storia recente ogni partito è stato pro e contro i progetti di autonomia differenziata, sempre a caccia del consenso
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date: 2023-02-05
modified: 2023-02-04
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/autonomia-differenziata-dalla-riforma-del-titolo-v-a-oggi/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, politica]
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# Le porte girevoli dell&#8217;autonomia differenziata

![autonomia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-84-1024x639.jpg)

Sull'autonomia ogni partito vuole ergersi a paladino di una o dell'altra frangia. Ripercorrendo la storia recente si scova un infinito cambio di ruoli, sempre a caccia del consenso

Non ci sono vincitori perché non possono essercene. Sull’autonomia nelle sue diverse declinazioni nel corso dei decenni (è bene ricordare che la regionalizzazione del nostro Paese è sancita dalla Costituzione e che le Regioni medesime furono create nell’ormai arcaico 1970) si sono esercitati tutti. Recitando a turno il proprio ruolo in commedia da paladini dell’autonomia o del centralismo a seconda delle mode del momento, degli equilibri politici, delle convenienze e dei dividendi elettorali. N**essuno (dicasi nessuno) può accampare con una qualche ragione particolari meriti.**

Abbiamo scritto di come i disastri attuali della sanità in Italia – la follia dei venti diversi servizi regionali, del perenne dissesto economico e della tragica differenza nell’assistenza ai cittadini – siano il frutto malato della** sciagurata riforma nel 2001 del Titolo V della Costituzione, voluta dal centrosinistra** per tamponare con le mani le enormi falle di un’inevitabile sconfitta elettorale in arrivo. Cinque anni dopo fu la **“devoluzione” (ricordate?), l’architettura molto più politica che costituzionale ideata da Silvio Berlusconi** per tenere insieme le diversissime anime della sua maggioranza: dal secessionismo delle origini della Lega al centralismo storico della destra.

Passò, per poi essere affondata dal referendum confermativo del 2006. Allora, a urlare contro i rischi degli eccessi dell’autonomia era il centrosinistra, che aveva evidentemente** dimenticato di essersi lanciato gioiosamente nel disastro della riforma del Titolo V appena un lustro prima.** Lo stesso centrosinistra, in salsa renziana, ci riprovò dieci anni dopo, andando a schiantarsi nel 2016 su un nuovo referendum confermativo, follemente tramutato dal leader del Pd in un giudizio universale sulla sua persona. Ovviamente, allora il centrodestra – aiutato da una marea di malpancisti che non vedevano l’ora di liberarsi di Matteo Renzi – si schierò contro la riforma costituzionale.

**In questo infinito girotondo siamo arrivati all’“autonomia differenziata”,** parte del programma della coalizione trionfatrice il 25 settembre 2022 e appena licenziata dal Consiglio dei ministri con il consueto corollario di paroloni e immagini a effetto (da «Giornata storica» a «Italia sfasciata»), palesi esagerazioni per una riforma accolta dall’indifferenza dei cittadini. Come dar loro torto, dal momento che degli ambiti e dei limiti di questa nuova autonomia su base regionale nessuno può saper nulla, perché non definiti e rimandati alla severa analisi della presidenza del Consiglio dei ministri prima e del Parlamento poi. Al massimo si può procedere per esclusione: la scuola per carità, che già è messa male di suo, la sanità è già regionalizzata e così via. Dovremmo appassionarci al ritorno delle Province, proposto dal leader della Lega? Improbabile.

Così quello che resta sono le posizioni che continuano a vorticare, come se fosse sempre possibile sostenere tutto e il suo contrario. Si pensi all’aspirante leader del Partito democratico** Bonaccini, ieri favorevole all’autonomia differenziata e oggi suo fiero avversario** per non concedere ulteriore spazio politico al Movimento 5 Stelle neocentralista e assistenzialista.

Fra nove giorni si voterà per le elezioni regionali e vedremo quanto potrà pesare in Lombardia e nel Lazio, in un senso o nell’altro, lo squillo di trombe sull’autonomia che nessuno ha capito cosa sia. Subito dopo, in teoria, si dovrebbe cominciare a lavorare sul serio. Auguri.

Di *Fulvio Giuliani*
