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title: Bandiera bianca
description: La storia delle precedenti elezioni presidenziali fa capire il significato della condotta vista nel corso delle prime tre votazioni. Il ripetersi delle cilecche non è una novità.
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date: 2022-01-27
author: Davide Giacalone
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categories: [Politica]
tags: [Italia, politica]
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# Bandiera bianca

![Bandiera bianca](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/bandiera-bianca.png)

La storia delle precedenti elezioni presidenziali fa capire il significato della condotta vista nel corso delle prime tre votazioni. Il ripetersi delle cilecche non è una novità.

Sembra che Dante sia sbarcato fra i grandi elettori, fin qui piuttosto piccini. Difficile che ci abbiano pensato, ma a scorrere la storia delle precedenti elezioni presidenziali si coglie meglio il significato della condotta vista nel corso delle prime tre votazioni. **Solo due presidenti sono stati eletti al primo colpo** (a parte De Nicola, ma era una condizione ben diversa). Uno è stato eletto alla ventitreesima votazione, un altro alla ventunesima.

Il ripetersi delle cilecche, quindi, non è una novità. E invece no, c’è del nuovo. E non è bello. Il succedersi delle votazioni a vuoto, nel passato, era un attestarsi insufficiente su candidati di bandiera. E quei nomi erano effettivamente delle bandiere, per le loro idee e per la loro storia avevano un significato, pur non essendo sufficienti i voti per eleggerli. Oggi, per la prima volta,** vediamo garrire una bandiera condivisa:** bianca. Il nulla. Non hanno altro da dire se non che non sono pronti a dire nulla. La condizione disgraziata che l’Alighieri immagina per gli ignavi, nell’Antinferno: seguono una bandiera che gira vorticosamente e nulla dice.

E di giravolte e bandieruole son esperti assai, al punto che il trasformismo depretisiano è da considerarsi dottrina d’immarcescibile coerenza. Si deve lasciare «questi sciagurati, che mai non fur vivi» e addentrarsi nell’Inferno per trovare le parole: «e ‘l modo ancor m’offende».

Senza che alcuna «bella persona» si sia vista sulla scena. Offende il modo in cui la politica si è suicidata, mostrando ignudo quel che il governo Draghi provava almeno a tener con le mutande: la maggioranza c’è, è stragrande fin dal primo scrutinio, come lo è quella che regge il governo, ma può essere tale solo a patto di non contare, non fare, non decidere nulla.

Non basta che a guidare il governo ci sia una persona che deve tutto al proprio prestigio e alle proprie capacità e nulla alle forze politiche che lo sostengono? **Ciò dovrebbe spingerle**, se non altro per darwiniane ragioni di sopravvivenza, a trovare un nome condiviso con una storia politica o a non attendere un minuto di più nel confermare l’attuale tandem istituzionale, fra Quirinale e Palazzo Chigi.

Fuori da questo, da domani in poi, con l’abbassarsi del quorum, si apre una roulette russa rischiosa e il primo colpo che dovesse sfuggire ammazzerebbe prima la maggioranza e poi travolgerebbe tutto. E devono stare molto attenti perché oltre a non essere stati capaci di fare qualche cosa assieme **sono anche incapaci di controllare veramente i voti delle loro rispettive truppe.** Tenute assieme solo dal desiderio che nessuno le sciolga e le restituisca alla precedente disoccupazione improduttiva e ciacolante.

Siamo il Paese con il più alto debito pubblico e quello che prende più soldi regalati e più prestiti europei. **La crescita prevista per il 2022 è inferiore a quella precedentemente stimata.** Nulla di drammatico, anche perché nel 2021 siamo cresciuti più del preventivato, ma ci manca solo che si dimostri fragile la condizione che ha consentito la ripartenza e la cosa non passerà inosservata o senza dolore.

Pane e acqua, che Enrico Letta immagina debbano essere i comfort di una riunione fra partiti della medesima maggioranza di governo, **sono lussi eccessivi.** Forse non hanno capito: dovevate essere pronti lunedì. Finora quelle schede bianche sono una resa, un arrendersi all’incapacità di fare la sola cosa che abbiate fatto e fate nella vita.

So bene che non esiste una cosa omogenea e collettiva denominata “politica” e so che sono i qualunquisti a parlare di “politici”, ma dovremmo tutti anche sapere che ci sono passaggi in cui se si apre una botola ci casca un mondo. E se succede frequentemente, come capita in Italia, poi ci casca il Paese.

 

di *Davide Giacalone*
