Amato e odiato senza originalità
| Politica
Neppure 24 ore dopo la scomparsa, su Silvio Berlusconi si è scatenata l’ennesima polemica
Amato e odiato senza originalità
Neppure 24 ore dopo la scomparsa, su Silvio Berlusconi si è scatenata l’ennesima polemica
| Politica
Amato e odiato senza originalità
Neppure 24 ore dopo la scomparsa, su Silvio Berlusconi si è scatenata l’ennesima polemica
| Politica
AUTORE: Fulvio Giuliani
Come da personaggio, neppure 24 ore dopo la scomparsa, su Silvio Berlusconi si è scatenata la polemica (ennesima, ma non ci spingeremmo a definirla “ultima”). Formalmente l’oggetto del contendere è il lutto nazionale, il livello degli omaggi di Stato e così via, sostanzialmente ancora e sempre la sua figura.
La dimensione di politico troppo amato e troppo odiato per poter essere salutato senza scossoni che riportino esattamente alle mille battaglie su di lui in vita.
Quello che colpisce, fra i tanti aspetti, la ripetitività e prevedibilità delle rispettive posizioni. Ancora una volta, tanto gli adulatori quanto gli implacabili censori hanno detto e scritto tutto quello che era assolutamente scontato aspettarsi da ciascuno. Nessuna sorpresa, nessun guizzo. Se non di originalità, almeno di commento che non fosse stanca riproposizione di oltre vent’anni di sfibranti battaglie sulla sua figura.
Si obietterà che sarebbe apparso insopportabilmente ipocrita qualsiasi posizione diversa da chi lo ha fieramente combattuto (costruendosi, non di rado, una carriera).
Restiamo dell’idea che ci siano almeno due fattori a consigliare un atteggiamento diverso: la pietas umana, che non andrebbe negata a nessuno nell’evitare offese e battutacce a caldo, e soprattutto una capacità di analisi un filo più approfondita dei giudizi facili e superficiali – in definitiva sul Paese e su di noi – che si sono letti su gran parte dei mezzi d’informazione stranieri. Prima di essere sbranato (appunto), chiariamo: nessuno nega l’inconcepibile voragine del bunga-bunga e il disastro di immagine e sostanziale connesso alle varie Ruby o Noemi, anzi.
Il nocciolo della questione è non fermarsi lì e provare a capire perché milioni di persone di uno dei Paesi economicamente più avanzati al mondo siano rimasti sempre e comunque con lui, anche senza più riconoscergli il voto nelle urne.
Un fenomeno del genere può essere solo da baraccone? Crediamo in tutta onestà di no, come stiamo provando a illustrare, fra luci e ombre. Perché è di noi che stiamo parlando. Uno spettacolo del quale gli stessi irriducibili nemici sono stati attori protagonisti, felicemente caduti nel trappolone del consenso da lui costruito.
di Fulvio Giuliani
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
- Tag: Berlusconi, Evidenza
Leggi anche
Meloni: “Trentini? Avanti fin quando la signora Armanda non riabbraccerà Alberto”. E sulla Groenlandia: “Non credo Usa avviino azione militare”. La conferenza punto per punto
09 Gennaio 2026
La conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell’Aula dei Gruppi Parlamenta…
Ucraina, Meloni a Parigi tiene il punto: “No a truppe italiane ma sostegno a Kiev”
07 Gennaio 2026
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni rientra da Parigi con una vittoria che il governo riven…
Il discorso di fine anno del presidente della Repubblica: “Nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia”
31 Dicembre 2025
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rivolge, nel corso del tradizionale discorso di f…
La Camera approva la manovra, via libero definitivo
30 Dicembre 2025
Via libera della Camera alla manovra con 216 sì, 126 i contrari, astenuti 3. Si tratta del via lib…
Iscriviti alla newsletter de
La Ragione
Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.