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title: Bocciata la proposta del terzo mandato, la maggioranza si spacca
description: "La maggioranza è nettamente spaccata. È stato bocciato l'emendamento della Lega al decreto elezioni riguardante il terzo mandato"
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date: 2024-02-22
author: Filippo Messina
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/bocciata-la-proposta-del-terzo-mandato-la-maggioranza-si-spacca/
categories: [Politica]
tags: [Italia]
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# Bocciata la proposta del terzo mandato, la maggioranza si spacca

![La maggioranza](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/La-maggioranza.jpg)

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2024-01-19 07:31:02

2024-01-19 06:31:02

La vera partita è in Veneto. È lì che la Lega e il suo leader Matteo Salvini non possono assolutamente permettersi di perdere

In Sardegna è finita come si era capito ormai da settimane, con il candidato voluto da Fratelli d’Italia Paolo Truzzu che è riuscito a scalzare il presidente uscente della Lega Christian Solinas. Vero che Solinas è coinvolto anche nella bufera giudiziaria scoppiata proprio a poche ore dalla definizione delle candidature medesime, ma i leghisti sapevano di poter poco o nulla e che la vera partita è in Veneto.

È lì che la Lega e il suo leader Matteo Salvini non possono assolutamente permettersi di perdere. Perché cedere assumerebbe le dimensioni del cappotto subito dal partito della presidente del Consiglio.

E per non perdere in Veneto la strada più logica sarebbe sbloccare l’ipotesi del terzo mandato per i presidenti di Regione, che spianerebbe la strada a una scontata riconferma di Luca Zaia. Solo che sul terzo mandato la Lega è sola, Fratelli d’Italia e Forza Italia non sembrano certo appassionarsi a un tema che vivono come una soluzione di un grande problema per i leghisti e stop.

Nel caso non si arrivasse a questa via d’uscita, il partito del capo del governo ha già avanzato un nome, Luca De Carlo, ma escludere Matteo Salvini anche dalla corsa nel feudo veneto apparirebbe troppo per chiunque. Di sicuro per la Lega e gli equilibri interni alla maggioranza, già messi a dura prova degli ultimi mesi. Se a tutto questo aggiungiamo l’ingombrante personalità dello stesso Luca Zaia il problema si trasforma in un rebus.

Il presidente uscente del Veneto è un big di livello nazionale, una realtà oggettiva che nessuno può far finta di dimenticare, compresi Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Per motivi diversi, entrambi vorrebbero tanto trovare una collocazione al “Doge“, solo che la cosa è estremamente complessa perché di soluzioni di suo gradimento non se ne intravedono e lo stesso Zaia si è sempre guardato bene dallo sbilanciarsi in materia. O meglio, ha sempre parlato del coronamento della sua attività politica legandola all’autonomia differenziata. Quello, però, è un terreno su cui nessuno ha la possibilità concreta di incidere da solo. La partita è squisitamente economica e in tutte le simulazioni di questa terra il risultato è più o meno sempre lo stesso: costa maledettamente troppo.

Così, i Lep (Livelli Essenziali delle Prestazioni) sono stati rimandati alle calende greche e anche per questo sulla testa del presidente del Veneto aleggia un gigantesco punto interrogativo.

Metteteci poi la “battaglia“ dello stesso Zaia su un tema alto come quello del “fine vita” - un merito da riconoscere al presidente veneto che lo ha peraltro ulteriormente allontanato da Matteo Salvini - e capirete perché le candidature rischiano di diventare la cartina di tornasole di una differenza ormai abissale di peso e capacità propositiva fra gli alleati di governo.

Storicamente questo genere di differenze non hanno mai fatto un gran bene all’azione e alla stabilità stessa degli esecutivi.

di Fulvio Giuliani 

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Le candidature che spaccano... la maggioranza

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2024-01-27 16:35:54

2024-01-27 15:35:54

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2023-04-04 07:22:09

2023-04-04 05:22:09

I ritardi sul Pnrr, una vecchia storia di scetticismo che ci sta portando dritti verso una figuraccia epocale a Bruxelles

Rivendichiamo il diritto di dirci sorpresi: nonostante tutto, a valle di difficoltà oggettive e ritardi che nessuno pensa di nascondere, tutto ci saremmo aspettati, ma non la tentazione della bandiera bianca. È quella serpeggiata ieri, dopo l’uscita leghista sulla possibilità di rinunciare (!) a parte dei fondi del Next Generation EU, quelli non a fondo perduto. I prestiti, insomma, per il Pnrr. Non una boutade, un’uscita scoordinata del capogruppo leghista alla Camera Maurizio Molinari, se è vero che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in persona si è affrettata a spazzar via l’ipotesi dal tavolo. Se è dovuta precipitosamente intervenire, la sensazione non è di un’iniziativa per così dire “privata“, ma di un’idea che è anche un malessere. Nella maggioranza.

È storia vecchia quella della quota di prestiti connessa al Next Generation EU: secondo voci mai sopite nell’attuale area di governo, un ennesimo modo per tenere in qualche modo l’Italia “al guinzaglio“ della Commissione europea. Un’idea smentita dalle condizioni quasi assurdamente favorevoli previste dal Next Generation, da tassi impensabili in qualsiasi altra condizione, da restituire in 35 anni e che ci sarebbero costati molto di più a doverli reperire a normali condizioni di mercato.

Non basta a chi vorrebbe soldi a fondo perduto e basta, magari senza neanche troppe storie da parte di chi ce ne faccia gentile omaggio.

Sono le stesse voci che ricordano piccate come l’Italia sia un “contributore netto“ dell’Unione europea, cioè un Paese che dà più di quello che riceva. Anche questa è storia vecchia, che i 191,5 miliardi di euro stanziati per Roma dalla Commissione - pari al 27,3% del totale per gli immemori - avrebbero dovuto spazzar via. Evidentemente certe tentazioni propagandistiche sono durissime a morire.

Tutti segnali pessimi, nel momento in cui dovremmo solo fare quadrato, senza distinzione fra governo e opposizione, pur di salvare risorse che non torneranno mai più. Si comincia a far fatica anche a capire il gioco di chi oggi “scopre” i prestiti (super agevolati ) e governava anche quando il governo Draghi ridisegnò a tempo di record i piani del Pnrr.

L’immagine che stiamo dando a Bruxelles e non solo è sconfortante, siamo a un passo da una figuraccia epocale. Fermatevi.

di Fulvio Giuliani

Terremoto Pnrr nella maggioranza

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2023-04-04 07:22:09

2023-04-04 05:22:09

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