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title: Buona Rottura
description: "Pensioni: le tensioni durante l'incontro tra governo e sindacato portano a una rottura forse necessaria. La rottura è un fatto positivo, soprattutto per il sindacato. Il governo, finalmente, antepone il necessario al conveniente. Può dispiacere che il sindacato non converga, ma si tira dritto. Siano..."
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date: 2021-10-28
author: Davide Giacalone
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categories: [Evidenza, Politica]
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# Buona Rottura

![Buona Rottura](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Evidenza-sito-3-5.png)

Pensioni: le tensioni durante l'incontro tra governo e sindacato portano a una rottura forse necessaria.

**La rottura è un fatto positivo, soprattutto per il sindacato**. Il governo, finalmente, antepone il necessario al conveniente. Può dispiacere che il sindacato non converga, ma si tira dritto. Siano i sindacalisti, però, ad apprezzare una controparte che anziché scavalcarli ed entrare in gara demagogica, tiene il punto e consente loro di interrogarsi su quali interessi rappresentare e come. Un passo avanti.

Avranno fatto caso, i sindacalisti, che nella lunga rincorsa ad **abbassare l’età di pensionamento ci siamo ritrovati a essere il Paese che ha la relativa spesa più alta della media europea**, i pensionati più giovani, la partecipazione al lavoro più bassa e la disoccupazione più grave di quella media. Non proprio una condizione invidiabile. Che ne porta con sé un’altra, che dovrebbe terrorizzare i sindacalisti: i loro iscritti sono sempre meno i lavoratori, oramai in minoranza, e sempre più i pensionati.

Allora, **quali interessi intendono rappresentare**? Perché più cresce il costo della previdenza meno potrà farsi calare il drenaggio del cuneo fiscale, quindi meno potrà crescere il salario netto, effettivamente percepito dai lavoratori, e meno converrà assumerli, facendo scendere la disoccupazione. **Aumentare il numero dei pensionati può ben essere un obiettivo sociale**, sebbene me ne sfuggano i contorni, e del resto esisteva un tempo il partito dei pensionati (che, giustamente, i sindacati di allora non apprezzavano), ma si ha il dovere di dirlo e di chiarirne le conseguenze.

**Annunciare uno sciopero generale è mero vociare**: lo si farebbe contro i giovani che la pensione di quel tipo non l’avranno mai – dicasi mai – eppure devono pagarla agli altri. Legittimo chiederglielo, ma senza poi stupirsi se al sindacato non s’iscrivono.

**I sindacati riflettano su un altro punto**: fra le riforme necessarie ci sono quelle relative al mercato. Potrebbero scegliere di fare fronte comune con i sindacati datoriali che optassero per la conservazione delle rendite oppure proporre quel che serve a creare lavoro, ovvero incentivare competizione e prosciugamento delle protezioni. Se prendono l’avvio con la prima cosa sarà difficile fare poi il salto. **Confindustria si prepari, perché il dilemma fra poco trasloca dalle loro parti**.

Infine, le forze politiche che reggono il governo. Faranno l’eco a **tutte le resistenze e a tutte le paure o hanno un’idea di futuro con la quale mettere in coerenza le azioni del presente?** Perché lasciare che sia il solo Draghi a reggere il fronte dell’utile anteposto al conveniente finisce con il togliere loro la rappresentanza degli interessi generali, naturalmente declinata secondo diversi punti di vista e idee (nessuno ne ha l’esclusiva).

È andata bene: queste cose sono ora all’ordine del giorno.

di Davide Giacalone
