---
title: "Capire il maggio &#8211; Il messaggio di Giorgia Meloni"
description: "I sindacati non comprendono che Giorgia Meloni sta sfidando il sindacato sul suo terreno: la difesa degli interessi dei lavoratori."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/05/Evidenza-sito-33-4.png
date: 2023-05-03
author: Luca Ricolfi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/capire-il-maggio-giorgia-meloni/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, lavoro, politica]
---

# Capire il maggio &#8211; Il messaggio di Giorgia Meloni

![Giorgia Meloni](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/05/Evidenza-sito-33-4.png)

Quello che i sindacati non hanno capito è che Giorgia Meloni sta sfidando il sindacato sul suo terreno: la difesa degli interessi dei lavoratori

Sui contenuti del ‘regalo’ che Giorgia Meloni ha voluto fare ai lavoratori per il primo maggio, il giudizio non può essere univoco. Bene i soldi in più in busta paga (anche se non sono strutturali e gravano sul *deficit* pubblico).** Più controverse le misure che sinistra e sindacati considerano precarizzanti, sui contratti a termine e sui *****voucher*****, anche se bisogna ricordare a tutti** – lodatori e detrattori – **che tutte le misure di questo tipo hanno effetti *****double-face*****.** *Voucher* più facili producono sia effetti regolarizzanti (quando assorbono lavoro nero) sia effetti precarizzanti (quando sostituiscono assunzioni a tempo determinato o indeterminato). Un discorso analogo si deve fare per la facilitazione dei rinnovi dei contratti a tempo determinato: in alcune situazioni impediscono il passaggio a tempo indeterminato, in altre evitano il licenziamento.

**L’elemento più interessante del regalo del primo maggio è però il messaggio che Giorgia Meloni ha voluto mandare.** Che suona più o meno così: cari lavoratori, voi credete che a difendervi siano la sinistra e i sindacati, voi credete che il primo maggio sia una festa del mondo progressista, ma guardate che ci siamo anche noi; anzi, ci siamo soprattutto noi e ve lo dimostriamo con i fatti, non con le parole.

È credibile il messaggio? Per il centrodestra nel suo insieme, probabilmente no. Ma per Giorgia Meloni e il suo partito sì. **Perché è da quando ha fondato Fratelli d’Italia che Meloni punta su lavoro e occupazione, non sulla *****flat tax*****.** Ho avuto più di una occasione per rendermene conto e mi stupisco ogni volta che le vedo imputare politiche e intenzioni non sue. **La prima volta fu nel 2014, quando raccolse un’idea di stampo keynesiano della Fondazione Hume (il *****maxi-job*****): azzerare i contributi sociali alle imprese che creano posti di lavoro aggiuntivi a tempo pieno.** Ne ho avuto conferma qualche anno dopo quando, in un programma di Nicola Porro, le chiesi di scegliere fra tre politiche fiscali e lei scelse senza esitazioni la più pro-lavoro (ridurre le tasse soltanto alle imprese che aumentano l’occupazione). **Ne abbiamo tutti ricevuto una conferma con il decreto lavoro e gli sgravi per le imprese che assumono giovani.**

**La realtà è che la *flat tax***** non è una priorità di Meloni e del suo partito, anche se, su questo terreno, non potrà non fare concessioni ai suoi alleati.** Per ora è riuscita a sterilizzare quasi completamente gli effetti negativi della *flat tax* sul bilancio pubblico inventandosi la *flat tax* sul “reddito incrementale” (sul reddito in più rispetto all’anno precedente): una misura che costa enormemente di meno di una vera *flat tax*, applicata a tutto il reddito.

**Se riflettiamo su tutto ciò, risultano davvero incomprensibili le reazioni dei sindacati (soprattutto Cgil e Uil) e del Pd alla linea “lavorista” della presidente del Consiglio.** I sindacati non paiono aver capito che, fin dall’intervento al congresso di Rimini della Cgil, Meloni sta sfidando il sindacato sul suo terreno, quello della difesa degli interessi dei lavoratori. Quanto a Elly Schlein, il suo caparbio rifiuto di vedere tutte le facce (non solo quelle discutibili) del decreto di maggio fa pensare che – anche lei – non abbia capito la radicalità della sfida di Meloni. Perché un conto è una sinistra che dice «Noi avremmo fatto di più», un conto è una sinistra che non vede quel che è stato fatto. Dire, come ha fatto la segretaria del Pd, che il decreto che contiene aumenti in busta per i lavoratori a basso reddito è «una provocazione» vuol dire vivere fuori della realtà, lontanissimi dai cancelli di fabbrica, estranei al comune sentire degli operai: come prima, più di prima. È questo il nuovo Pd?

Di *Luca Ricolfi*
