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title: Caso Almasri, incontro segreto tra Meloni e Mattarella
description: La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato segretamente martedì scorso Sergio Mattarella sul caso Almasri
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date: 2025-01-31
author: Ruggero Fontana
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categories: [Politica]
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# Caso Almasri, incontro segreto tra Meloni e Mattarella

![Meloni Mattarella](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/Evidenza-sito-1963-1024x639.jpg)

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2025-01-28 17:36:56

2025-01-28 16:36:56

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è indagata dalla procura di Roma per favoreggiamento e peculato per il rimpatrio del libico Almasri. Lo ha comunicato lei stessa sui social attraverso un video

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è indagata dalla procura di Roma per favoreggiamento e peculato per il rimpatrio del libico Almasri. Lo ha comunicato lei stessa sui social.

"La notizia di oggi è questa il procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi, lo stesso del fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona mi ha appena inviato un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino Almasri avviso di garanzia inviato anche al ministro Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano presumo al seguito di una denuncia che è stata presentata dall'avvocato Luigi Ligotti ex politico di sinistra molto vicino a Romano Prodi conosciuto per avere difeso pentiti del calibro di Buscetta, Brusca e altri mafiosi" dice la premier in un video pubblicato sui social.

“Vale oggi quello che valeva ieri: non sono ricattabile e non mi faccio intimidire. Avanti a testa alta!” scrive Meloni.

di Mario Catania

Meloni indagata per il caso Almasri. Avviso di garanzia anche per Piantedosi, Nordio e Mantovano - IL VIDEO

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2025-01-28 20:31:02

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2025-01-28 20:30:28

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Nella vicenda Meloni-Almasri: ci sono due grossi guai. Ciascuno dei due capace di produrne degli altri e l’uno che fa da moltiplicatore dell’altro. Se si vuole evitare che si produca un disastro sarà bene che ci se ne consideri tutti avvisati, non solo i mittenti e i destinatari di una iscrizione nel registro degli indagati

Non uno, ma due guai grossi. Ciascuno dei due capace di produrne degli altri e l’uno che fa da moltiplicatore dell’altro. Se si vuole evitare che si produca un disastro sarà bene che ci se ne consideri tutti avvisati, non solo i mittenti e i destinatari di una iscrizione nel registro degli indagati.

Su queste pagine, fin dal primo momento, abbiamo sottolineato la gestione improvvida del caso Almasri e le contraddizioni in capo allo stesso governo. Non si può da un lato invocare la ragione di Stato (che c’è e ci arriviamo) e poi sostenere che la scarcerazione era da accollare per intero ai giudici romani. Né si può sostenere che chi era liberamente entrato in Italia, senza che alcuno avesse segnalato la persona come pericolosa, dovesse poi essere rimpatriato immediatamente con un aereo a lui dedicato e per ragioni di sicurezza. L’espulsione era l’aspetto formale, quello sostanziale consisté nel riaccompagnarlo a casa prima che fosse troppo tardi. Il governo aveva il dovere di assumersi la responsabilità di quella scelta, senza nasconderla dietro i fumogeni della scarcerazione e della sicurezza.

Posto ciò, una decisione politica non si processa in tribunale e non si sottopone a un procedimento penale. Nessuno è immune, ma sono ambiti diversi. Non potrà mai essere una sentenza a risolvere la questione. Una decisione politica si combatte o si sostiene in quanto tale, non la si traveste da reato. Si chiede al governo di risponderne in Parlamento, anche sapendo che in quella sede avrà la maggioranza per farsi promuovere, ma facendo del dibattito la sede di un chiarimento da offrire ai cittadini. Non si pensa e non si lascia che il governo ne risponda a un giudice, perché in quel modo non si danneggia ‘questo’ governo, ma ‘il’ governo.

Chi ha emesso l’avviso di garanzia – ovvero la Procura di Roma – indirizzandolo alla presidente del Consiglio, ai ministri della Giustizia e dell’Interno, oltre che al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, non tiri in ballo l’“atto dovuto”. La riforma Cartabia avrebbe consentito altra condotta. Chi ha ricevuto l’avviso di garanzia non tiri in ballo l’attacco politico. Se esiste senso di responsabilità ci si renda conto del profondo guasto istituzionale. Che in quel modo si allarga, come difatti si sta allargando.

Si può osservare, atteggiandosi a cinici e disincantati osservatori, che attaccare la magistratura non porta bene. E non sarebbe la prima volta, né ha portato male soltanto a governi di destra (altra falsificazione storica assai in voga). Osservazione pertinente, ma forse inappropriata: questo somiglia a un togato gesto suicida. E se il tentativo sarà coronato da successo toccherà a noi garantisti vestire il lutto, perché ci fanno orrore i colpevolisti e non siamo mai stati innocentisti, ma sempre per il rispetto e il valore del diritto e dei diritti. Una roba di questo tipo non mette le Aule di giustizia al riparo dalle pressioni piazzaiole e propagandistiche, ma le consegna loro, cancellando l’idea stessa di giustizia.

Fu ragione di Stato? C’è anche quello, ma va affrontato il colossale equivoco di chi vuol far credere che gli sbarchi di emigranti irregolari siano una variabile influenzata da chi amministra le sponde di approdo, laddove dipendono dalle sponde da cui si salpa. Non diminuiscono se si promettono rimpatri (che non si sanno fare, se non ad – pessima – personam) o se apro un centro in Albania, ma diminuiscono se faccio accordi (pagando prezzi alti, economici e morali) con chi impedisce le partenze. E l’accordo si fece nel 2017 a opera di Minniti, uno dei migliori al Ministero degli Interni e per questo detestato dai suoi compagni del Pd. Accordo mai revocato e semmai confermato. Accordo che non ignora i trattamenti disumani in Libia. La libertà di Almasri discende da quell’accordo? Penso di sì. E se non lo si dice non è per pudore, ma perché casca il resto della retorica. Dell’una e dell’altra parte.

Nulla di tutto questo può e deve essere discusso in tribunale.

di Davide Giacalone

Caso Meloni-Almasri: non uno, ma due grossi guai

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2025-01-29 14:10:33

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2025-01-30 19:21:11

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Le ultime dichiarazioni del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sul caso Almasri, durante l'evento "La Ripartenza", organizzato dal giornalista Nicola Porro

Durante l'evento La Ripartenza, organizzato dal giornalista Nicola Porro, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è espresso in merito all'avviso di iscrizione nel registro degli indagati per il caso Almasri: "Quello che sta accadendo è un danno alla nazione, alle sue opportunità e questo mi manda ai matti. Il mondo è tornato a puntare sull'Italia, sulle nostre imprese, c'è qualcosa che è cambiato. C'è un governo che cerca di creare le condizioni di credibilità e stabilità - ha dichiarato - In questo scenario ieri mi ritrovo sulla prima pagina del Financial Times con la notizia che sono stata indagata e se in Italia i cittadini capiscono perfettamente quello che sta accadendo, all'estero non è la stessa cosa". 

Poi l'attacco nei confronti della magistratura: "Alcuni giudici, pochi, vogliono decidere le politiche industriale, ambientale, dell'immigrazione, come riformare la giustizia. Vogliono governare loro. Ma c'è un problema, se io sbaglio gli italiani mi mandano a casa, se sbagliano nessuno può fare o dir niente. In nessun paese al mondo le cose funzionano così, i contrappesi servono a questo. Se alcuni giudici vogliono governare si candidino", ha detto Meloni, rivolgendo un appello a tutta la Nazione: "Agli italiani dico: finché ci siete voi ci sono anche io, non intendo mollare di un centimetro almeno fino a quando saprò che la maggioranza degli italiani è con me. - e aggiunge - Alcuni italiani ti remano contro e smontano tutto il lavoro che fai: in confronto a me Penelope avrebbe tessuto le tende dello stadio Olimpico...". Per Giorgia Meloni trattasi di una "lotta" per l'Italia: "La battaglia che noi stiamo cercando di condurre è forse anche più grande di un programma di governo, direi che va anche oltre la destra e la sinistra - sostiene -, perché è la battaglia per un'Italia normale e io penso che anche a sinistra ci sia un sacco di gente che vorrebbe un'Italia normale, cioè un'Italia normale nella quale una persona per bene non debba avere paura dello Stato, non debba avere paura della giustizia, non debba avere paura del fisco, non debba avere paura della burocrazia, un'Italia nella quale non sia più considerato normale o comunque inevitabile, perché noi parliamo come se fossero cose normali, di cose che normali non sono". Di Claudia Burgio

Caso Almasri, Meloni: "Indagarmi un danno alla Nazione. Se i giudici vogliono governare si candidino"

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2025-01-30 19:23:28

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