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title: "Che sarà dell&#8217;Italia senza Mario Draghi"
description: "Dopo l'esperienza a Palazzo Chigi Mario Draghi ha già detto che non tornerà a ricoprire incarichi internazionali."
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date: 2022-06-02
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/che-sara-dellitalia-senza-mario-draghi/
categories: [Politica]
tags: [Italia, politica]
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# Che sarà dell&#8217;Italia senza Mario Draghi

![Che sarà dell&#8217;Italia senza Mario Draghi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/06/Evidenza-sito-32.png)

Dopo l'esperienza a Palazzo Chigi Mario Draghi ha già detto che non tornerà a ricoprire incarichi internazionali. Di fronte alle forze politiche attuali l'assenza di Draghi sarà un grande punto interrogativo per il futuro dell'Italia.

E adesso che si fa? Soverchiati dai decibel della propaganda che intasa orecchie e cervello, **pochi hanno dato il giusto peso alle parole di Mario Draghi che questo giornale ieri ha messo nel suo *hashtag* di prima pagina**. **A precisa domanda se dopo l’esperienza a Palazzo Chigi l’ex presidente Bce tornerà a ricoprire incarichi internazionali, la risposta è stata un secco «No».** Fa il paio con la replica alle continue (e pelose) sollecitazioni che gli arrivavano da inossidabili pifferai del Palazzo decisi a piegare la figura del presidente del Consiglio ai loro disegni e alle loro manovre: «Mi candidano ovunque, ma se voglio un posto di lavoro me lo trovo da solo». Nulla è cambiato da quel’11 febbraio e tutto si può dire di SuperMario tranne che non sappia cosa sia il parlar chiaro.

**Il risultato di queste esternazioni forse estemporanee ma di grande impatto è uno solo: se qualcuno intende togliergli la fiducia faccia pure e se ne prenda la responsabilità.** Per quanto lo riguarda, Draghi è intenzionato a restare dov’è fino a fine legislatura.

**Tuttavia la permanenza alla presidenza del Consiglio non produce impalpabilità. Al contrario, scuote fino in fondo il panorama politico e determina effetti precisi sulle forze politiche sia di maggioranza (di più) che di opposizione (di meno, ma non trascurabili).** Come abbiamo su queste colonne più volte denunciato, le due coalizioni di centrodestra e centrosinistra sono finzioni, macchine e acchiappavoti con gli ingranaggi sempre più usurati e malfunzionanti che i partiti si ostinano a tenere in piedi per puro calcolo elettorale ed egoistico. Ma adesso le cose precipitano anche dentro le singole forze politiche**. Draghi manovra il timone governativo con sicurezza e decisione.** Può piacere o meno, si può criticare o esaltare ma è un fatto che il presidente del Consiglio sappia quello che vuole, abbia chiari gli obiettivi del suo percorso e viaggi, anche assorbendo eventuali sbandamenti, verso il traguardo della messa a terra del Pnrr e della conferma della posizione italiana nel solco dell’atlantismo e dell’europeismo. La qual cosa, appunto, sta disgregando i partiti della maggioranza al loro interno.

Forza Italia è una polveriera con i ministri contro il Cav e le sue posizioni filo-russe. Invece che quelli a lui più congeniali del Federatore, Berlusconi è costretto a indossare i panni del Rattoppatore: un affronto, ma il tocco magico è svanito. La Lega, da Invincibile Armada pre-Papetee che era, si è trasformata nel PdM, Partito dei Mugugni. Le sortite di Salvini sul fronte della politica estera ne mettono a nudo l’inadeguatezza della *leadership* e producono un imbarazzo nel Carroccio che nessuno, non solo Giorgetti, si preoccupa più di nascondere. **Addirittura si vocifera di un Comitato per le candidature elettorali: di fatto una delegittimazione del Capitano.** Per non parlare dei Cinquestelle che sono una sommatoria di forze ognuna slegata dall’altra: dai gruppi parlamentari al cerchio magico di Giuseppi; dalla ridotta della Farnesina ai soliloqui di Di Battista. Non si può non aggiungere il Pd. **Letta ha sposato la linea Draghi ma all’interno del suo partito i malumori serpeggiano eccome.** L’alleanza con il M5S è fonte di divaricazione e l’idea di fare i donatori di sangue e poi ritrovarsi come con Monti è un incubo che non passa.

Non solo le coalizioni, dunque, ma le stesse forze politiche si divaricano e frantumano di fronte alla caratura e alle capacità governative di Draghi. Il che, se è possibile, rende ancora più inquietante l’interrogativo su cosa succederà alle elezioni e che sarà dell’Italia una volta che SuperMario lascerà Palazzo Chigi. **Certo è che non sarà semplice sgomberare le macerie prodotte dagli egoismi e dalle ambizioni dei singoli capipartito.** Forse neppure possibile.

Di *Carlo Fusi*
