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title: Chi non vuole Zelensky a Sanremo
description: "C'è chi vuole impedire che il presidente ucraino Volodomyr Zelensky intervenga con un messaggio alla serata finale del Festival di Sanremo"
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date: 2023-01-27
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, sanremo]
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# Chi non vuole Zelensky a Sanremo

![zelensky sanremo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Evidenza-sito-168-1.jpg)

C'è chi vuole impedire che il presidente ucraino Volodomyr Zelensky intervenga con un messaggio alla serata finale del Festival di Sanremo

**L’ultimo fronte del radicalismo chic** - con spruzzate di populismo che non deve mai mancare - è quello in cui si combatte un’eroica battaglia dialettica, anzi diciamo le cose come stanno, si **vuole impedire al presidente ucraino Volodomyr Zelensky di intervenire** con un messaggio nella serata finale del **Festival di Sanremo.**

**Si schierano contro le decisioni assunte dei vertici della televisione di Stato e del responsabile-conduttore** della kermesse televisiva Amadeus, un manipolo di eterogenei protagonisti dell’equidistanza pelosa. C’è il tribuno **Alessandro Di Battista, Carlo Freccero** in versione vate, il vignettista **Vauro** e il suo orgoglioso comunismo fermo agli anni ‘50, lo scrittore e conduttore **Fabio volo**. Più sfumati, anche il vice presidente della **Camera Maurizio Gasparri** e un leader della maggioranza che sostiene il governo Meloni, **Matteo Salvini**. **Quest’ultimo si è limitato alle battute che tanto ama** e che ai tempi d’oro della sua popolarità scuotevano fino alle fondamenta Twitter. Altri tempi.

Alcuni di costoro, **“minacciano“ di presentarsi in piazza il sabato della finale di Sanremo per un “controfestival”**. Conteremo telecamere e partecipanti.

Che Zelensky non debba piacere a tutti o essere simpatico a ciascuno per contratto è pacifico, che il dibattito sul contributo italiano allo sforzo militare ucraino per la propria sopravvivenza **sia una delle mille differenze fra noi e la dittatura di Putin è solare e benedetto.**

Che il confronto possa scadere** in una sceneggiata radical-populista,** però, **ci fa venire i brividi**.

**Le circostanze e la furia belluina di Putin per gli aiuti dell’Occidente a Kiev hanno fatto cadere questa alzata di scudi** nelle stesse ore in cui una pioggia di missili si abbatteva in modo indiscriminato sui civili di un Paese martoriato da quasi un anno.

Mentre lor signori facevano i finti scandalizzati perché si offrirebbe il palcoscenico popolare più ampio e ambito del nostro Paese **a uno dei due “leader in guerra”** - mettendo sullo stesso piano il dittatore aggressore l’aggredito! - **in Ucraina si moriva o ci si rintanava come topi.**

In realtà è solo una riedizione dei mal di pancia sul conflitto e delle antiche passioni per l’uomo forte del Cremlino. **Evidentemente durissime a morire.**

Se ne facciano una ragione:** l’Italia è e resterà con l’Ucraina, al fianco dei suoi alleati, amici e partner dell’Occidente.** L’Italia - in continuità fra due personalità distanti come quelle di Mario draghi e Giorgia Meloni - e resterà dalla parte di chi è stato aggredito, massacrato, vessato.

**Con Volodomyr Zelensky che ha distrutto mediaticamente Vladimir Putin**, diventando l’immagine, l’essenza stessa di un Paese e di un popolo.

**Continuerà la sua battaglia anche al Festival di Sanremo**, lasciando schiumare nel nulla questa strana accozzaglia di putinisti, nostalgici, propagandisti e populisti senza troppi scrupoli.

di* Fulvio Giuliani*
