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title: Nulla di vero nella propaganda Cinque Stelle di allora
description: Con quella sforbiciata di parlamentari, gli ignavi pentastellati sbandieravano una riduzione dei costi di Camera e Senato. E invece no
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date: 2024-08-28
author: Pino Casamassima
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categories: [Politica]
tags: [Italia, politica]
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# Nulla di vero nella propaganda Cinque Stelle di allora

![Cinque Stelle](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/Evidenza-sito-1527-1024x639.jpg)

Con quella sforbiciata di parlamentari, gli ignavi pentastellati sbandieravano una riduzione significativa dei costi di Camera e Senato. E invece no

**L’8 ottobre 2019 la Camera approvava in via definitiva il testo di legge costituzionale che prevedeva il taglio del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento**. La Camera passava così da 630 a 400 seggi, il Senato da 315 a 200. **Il conseguente referendum costituzionale indetto per approvare o respingere quella legge registrava una vittoria di quasi il 70%** di Sì da parte del 51% degli aventi diritto al voto.** Un bel risparmio, no? No**. **Perché a livello di costi nulla è cambiato, anzi. Giusto una chicca per entrare in argomento: poche settimane dopo le elezioni del 25 settembre 2022, il *bonus smartphone* e *tablet* riconosciuto a ciascun parlamentare passava da 2.500 a 5.500 euro.**

Addentriamoci nella contabilità di questa nuova democrazia parlamentare fortemente voluta dai Cinque Stelle (**che per l’assai noto contrappasso dantesco sarebbero risultati i più penalizzati dalla sforbiciata)**. **Il bonifico mensile del presidente del Senato è per esempio di 19mila euro netti,** mentre la terza carica dello Stato deve ‘accontentarsi’ di 18mila euro. Un qualsiasi deputato incassa una indennità mensile decisamente inferiore,** come ha piagnucolato Piero Fassino sventolando alla Camera la sua busta paga da 4.718 euro al mese.** Il deputato Pd ha tralasciato di citare la diaria di 3.503 euro mensili (con decurtazione di 206 euro per ogni giorno di assenza), **i 3.690 euro del rimborso spese per l’esercizio del mandato, oltre alla tessera per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima e aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.** Le spese telefoniche sono riconosciute nella misura di **1.200 euro annui**. Poi capisci perché uno deve arrangiarsi nei *duty free*.

**Con quella sforbiciata di parlamentari, gli ignavi pentastellati sbandieravano una riduzione significativa dei costi di Camera e Senato**. **E invece no**. Le spese di Montecitorio sono rimaste praticamente identiche.** Il Tesoro sborsa infatti gli stessi soldi di prima. Complessivamente, poco meno di un miliardo e mezzo: 943.960.000 euro per la Camera, 505.360.500 euro per il Senato**. Com’è possibile? La spiegazione sta nei fondi assegnati ai gruppi parlamentari, oltre al fatto che le ‘spese vive’ sono rimaste le stesse. **Ve lo ricordate quello striscione dei Cinque Stelle davanti a Montecitorio? Prima riga: “Meno 345 parlamentari”. Seconda riga: “1 miliardo per i cittadini”. Una pantomima che faceva il paio con quell’annuncio da balcone: «Abbiamo abolito la povertà».**

**La populistica campagna per la riduzione dei parlamentari ha insomma ottenuto il solo risultato di sforbiciare la democrazia. **Per dolo o per ignoranza (oppure per entrambi) non si sono fatti i conti che avrebbe fatto qualsiasi ragioniere di provincia, sommando cioè tutte le spese del Parlamento: le sopracitate ‘spese vive’. **Spese di una macchina che ogni mese deve staccare stipendi per 595 dipendenti, con una media *pro capite* di oltre 200mila euro lordi l’anno: il doppio di un primario, oltre che due volte il costo medio del personale del Parlamento europeo**. E non si può obiettare. Perché vige l’autodichia: ogni decisione presa da Camera e Senato è autonoma e insindacabile. Una zona franca, insomma. Neppure la Corte dei Conti può aprire bocca. Per quanto riguarda i vitalizi, i tagli sono confermati, con il ricalcolo sulla base del metodo contributivo per chi è stato eletto prima del 2012. Una misura che riguarda circa 800 ex parlamentari, con un risparmio attorno ai 15 milioni di euro riferito all’anno 2024. *Questo è quanto. E dai costi della democrazia parlamentare, è tutto.*

di *Pino Casamassima*
