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title: Colpe italiane
description: Non si può chiedere per mesi una presa di posizione chiara e netta sulle colpe italiane, per poi girarsi dall’altra parte
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date: 2022-10-18
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/colpe-italiane/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, politica]
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# Colpe italiane

![colpe italiane](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Copertina-Video.jpg)

Non si può chiedere per mesi una presa di posizione chiara e netta su quelli che furono gli orrori nazifascisti e le colpe italiane, per poi girarsi dall’altra parte o arrampicarsi sugli specchi

Singolare, per quanto non sorprendente,** l’impacciato silenzio che ha seguito le parole chiare e inequivoche di domenica del presidente del Consiglio *in pectore* Giorgia Meloni**, in occasione dell’anniversario del rastrellamento del ghetto ebraico di Roma. Silenzio politicamente comprensibile, ci mancherebbe, **ma pur sempre da non far passare in cavalleria.** Non si può chiedere per mesi una presa di posizione chiara e netta su quelli che furono gli orrori nazifascisti e le responsabilità italiane, per poi – quando queste parole arrivano – **girarsi dall’altra parte o arrampicarsi sugli specchi**. Si chiama disonestà intellettuale.

Concetti chiari, **quelli espressi domenica**. Parole libere dalla schiavitù di quei voli pindarici che, pur di riuscire a metter dentro tutto, **usano il bilancino degli orrori nel tentativo di non scontentare nessuno**. Lo avevamo sottolineato commentando il discorso di insediamento del neo presidente del Senato** Ignazio La Russa**: parole apprezzabili, **ma minate dall’evidente tentativo di farci entrare a ogni costo il “ma anche”**. La *leader* di Fratelli d’Italia ha avuto il merito di andare oltre e **parlare di colpe «nazifasciste»**, senza **ricorrere a inutili giri di parole**. Usare il termine **“nazifascista” è molto importante**, perché ricorda anche ai distratti o agli immemori **che noi italiani avemmo un ruolo nell’infamia**. Non soltanto – sarebbe stato già imperdonabile – **nella promulgazione delle leggi razziali**, che trovarono fin troppa connivenza per i più squallidi interessi personali, **ma anche nella fattiva collaborazione** in occasione proprio della sconvolgente deportazione del **16 ottobre 1943**. Sono parole importanti, **perché da dichiarazioni simili non si torna indietro**, nessuno può poi giocare impunemente sul filo dell’equivoco, tentando interpretazioni diverse dall’unica storicamente possibile.

**La settimana scorsa invocavamo un’occasione per il Paese e un’occasione è oggettivamente arrivata**, ma ora è l’intera classe politica a essere chiamata a saperla cogliere. Se ciascuno, per la sua parte, si arroccherà in ciò che è più comodo per miope propaganda, **resteremo a metà del guado**. Far pace con la propria storia e compiere percorsi di consapevolezza sono processi estremamente lunghi e complessi. In questo non siamo soli e **conviene sempre ricordare i decenni che sono stati necessari alla Francia** per completare un tragitto di reale presa di coscienza del dramma nazionale rappresentato dalla **Repubblica di Vichy** e **dalle sue gigantesche responsabilità** negli anni del collaborazionismo. Anche gli eredi – in verità autoproclamatisi – **di chi scelse la lotta per la libertà**, farebbero bene a considerare i pericoli del far finta di non vedere chi della lotta senza fine al nazifascismo fa solo una bandiera strumentale. **Un’arma per non riconoscere legittimità politica all’avversario.**

Sono decenni, ormai, **che ci raccontiamo l’esigenza di “rappacificare” il Paese**. La guerra civile è finita da ottant’anni, l**a nostra urgenza non è “fare la pace” ma conoscere la storia** d’Italia senza raccontarne soltanto opposte versioni di comodo.** Sembra difficile**, ma in realtà è molto più semplice tendere la mano restando intimamente convinti di essere integralmente dalla parte della ragione e di poter offrire la propria graziosa indulgenza a chi ha sempre sbagliato tutto.

di *Fulvio Giuliani*
