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title: Commissario, panacea illusoria
description: Non è normale che quando una cosa non si può non farla in tempi ragionevoli, automaticamente si pensi a un commissario
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date: 2023-05-26
author: Davide Giacalone
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, politica]
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# Commissario, panacea illusoria

![commissario](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/05/Evidenza-sito-369.jpg)

Non è normale che quando una cosa non si può non farla in tempi ragionevoli, automaticamente si pensi a un commissario

**Non è normale che quando una cosa non si può non farla in tempi ragionevoli, automaticamente si pensi a un commissario**. Se poi ci si mette a cincischiare sul colore partitico del commissario stesso è segno che all’imperizia s’unisce l’incoscienza. Non sono due questioni diverse, ma due facce della medesima moneta. Cattiva.

**Che un evento disgraziato, terremoto o alluvione, arrivi senza preavviso rientra nell’ordine naturale delle cose.** Non sai cosa, non sai quando, ma sai che le disgrazie hanno questa caratteristica e che, pertanto, **occorre prepararsi all’imprevedibile**. Lo sappiamo e lo facciamo anche bene, visto che protezione civile, pompieri, esercito e forze dell’ordine hanno assicurato – ancora una volta – **un soccorso efficiente e immediato**. La cosa curiosa (talmente curiosa da non destare neanche curiosità) **è che nessuno pensa che un commissario possa fare alcunché nella fase dell’immediata emergenza**, quando le cose sono tutte anormali, ma lo si invoca per la fase successiva, quando le cose vanno tornando alla normalità.

**E ci sono cose ancora più curiose, che raccontano moltissimo dell’Italia.** Quel che più appassiona il legislatore è concepire un bel pensiero, **mettere a fuoco una cosa giusta e quindi scriverla in una legge. Fine.** Che il Parlamento abbia anche poteri e doveri di controllo ci se ne ricorda quando si tratta di fare Commissioni d’inchiesta pittoresche o eterne. **Eppure il governo è un potere “esecutivo” e ci sono amministrazioni preposte alla concretizzazione di quanto legiferato**, ad esempio alimentando le banche dati sulle condizioni territoriali o redigendo i piani triennali per quell’assetto.** Poi si dovrebbe controllare che i dati siano gestiti correttamente e i piani realizzati. Qui manco li si è raccolti e preparati**. E a farlo sarebbero dovuti essere, in diversi casi,** dei commissari.** **Nominati perché prima non lo si faceva.**

**È un gravissimo errore credere che questa sia “burocrazia”: è la mascheratura dell’incapacità realizzativa e dell’incompetenza politica**. Il che porta ad avere tanti soldi a disposizione e a spenderne pochi secondo quanto pianificato, poi correndo a spenderli a piffero per non perderne la disponibilità. I soldi non spesi, a loro volta, restando in cassa diventano “tesoretti”, che i governi di turno sventolano come loro miracolose scoperte, laddove sono il residuato contabile di miserabili fallimenti.

**Non è normale che, passata l’emergenza, si dia per certo che la ricostruzione non si possa fare utilizzando i protagonisti istituzionali esistenti.** Si dice: bisogna coordinare Comuni, Provincie, Regioni, enti territoriali e azione governativa. **Giusto, e allora? In realtà si sta dicendo: tutta quella roba non funziona, quando qualche pezzo funziona sarà l’inerzia degli altri a bloccarlo**; quindi, ora che c’è bisogno di fare e fare subito, saltiamoli tutti e facciamo un commissario, anzi no: **facciamo un commissario che parli con tutti loro, ma poi decida**. **Come dire che l’intera macchina istituzionale e amministrativa è da buttare.**

All’apice delle curiosità si trova la superstizione secondo cui, invece, **tutto funzionerebbe se il capo dell’Italia – ovunque s’allochi** (che il costituzionale e comparato non lo si maneggia con disinvoltura) –** lo eleggesse trionfalmente il popolo**. Ma è un’allucinazione: **la legge stabilisce cosa sia l’autorità**;** la capacità e la serietà creano l’autorevolezza**; il fallimento di autorità e autorevolezza genera autoritarismo. **Non è un rimedio, è il monumento al male.**

Aggiungete lo spettacolo della discussione sul colore del commissario,** con il grottesco immaginarne uno “competente” contrapposto a uno “democratico”** **e avrete la spiegazione del perché la politica appassiona i fanatici delle tifoserie ma disaffeziona quanti restano convinti che un Paese che fa i nostri risultati non meriti una tale condizione**, che un riordino non debba essere una rivoluzione ideologica ma una evoluzione pragmatica. E hanno ragione. Popolando il torto di non sapere come cambiare andazzo.

di *Davide Giacalone*
