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title: Comuni e soldi in arrivo
description: Grazie al Pnrr del governo Draghi i comuni riceveranno una valanga di denari ma come verranno spesi?
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date: 2022-06-15
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/comuni-e-soldi-in-arrivo/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, politica, società]
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# Comuni e soldi in arrivo

![Comuni e soldi in arrivo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/06/Evidenza-sito-20.jpg)

Grazie al Pnrr del governo Draghi i comuni riceveranno una valanga di denari ma come verranno spesi?

**Fratelli d’Italia al Nord supera la Lega: largo ai sorrisi della Signora in Nero e alla faccia scura del Capitano ormai quasi ex.** Il centrosinistra strappa Lodi al centrodestra e la cosa viene celebrata come riedizione del Piave, da cui del resto dista appena due ore e mezza di macchina. Il centrodestra all’opposto espugna Palermo chiudendo l’era Orlando: complimenti e felicitazioni, in particolare alle centinaia di presidenti di seggio che hanno preferito andare allo stadio a vedere i rosanero conquistare la B invece di fare il loro dovere civico. Per il quale sono perfino pagati. 

Si potrebbe andare avanti assegnando al risultato dei circa mille Comuni dove si è votato un valore complessivo, quasi fosse il pronunciamento di una Nazione chiamata a stabilire il proprio destino. Non è così, e **la narrazione che viene celebrata da parte sia di chi ha vinto che di chi ha perso produce un senso di straniamento e lascia in bocca il gusto amaro di una perpetua Sagunto.** 

Troppo severi? Beh, questo è niente. Visto che si parla di Comuni, **vale la pena di ricordare che su di essi si sta per riversare una valanga di denari, frutto del via libera europeo al Pnrr del governo Draghi.** Si tratta di un fiume di finanziamenti che attengono alla filiera dell’energia, comprese le colonnine per caricare le auto elettriche; dello smaltimento dei rifiuti, termovalorizzatori o soluzioni equipollenti; dei trasporti su rotaia, con attenzione alle metropolitane (bravo il riconfermato sindaco di Genova che, pare unico, ne ha fatto cenno). **Il punto è che se non vogliamo fargli fare la fine dei fondi di coesione di cui ha parlato ieri il direttore Giacalone, per utilizzare adeguatamente i finanziamenti del Recovery è obbligatorio stilare progetti puntuali e convincenti, altrimenti finisce tutto in farsa come nelle tante commedie all’italiana.**** **

Bene: qualcuno ha sentito parlare di cose del genere nella campagna elettorale, quella del primo turno che si riproporrà per i ballottaggi fra due settimane?** C’è un elettore che può alzare la mano e dire: ho votato un candidato e non l’altro perché mi è apparso più convincente sulle cose da fare?** Se c’è, come senz’altro c’è, merita un elogio. Ma la sensazione complessiva è che partiti e candidati – forse anche per responsabilità dell’informazione, poco attenta e molto parolaia – abbiano preferito discettare d’altro e non dei problemi concreti del territorio che devono amministrare: chissà se è anche per questo che la metà degli aventi diritto ha scelto di disertare le urne. Invece la questione è enorme, comunque vada, e chiunque vinca – di destra, di sinistra o di centro – se la ritroverà di fronte a stretto giro. Vale anche per Damiano Tommasi, centrocampista di lotta e di governo, che se vincerà (auguri) a Verona non potrà scegliere il *dribbling* ma casomai il *tackle*.  

**I soldi della Ue – tanti: 200 miliardi, più di tutti in Europa – possono e in teoria devono farci fare il salto necessario per diventare un Paese più moderno, capace di riprendere il sentiero, che dovrebbe essere doverosamente condiviso, della crescita e dello sviluppo.** Ma, appunto, se i progetti latitano perché gli interessi locali delle forze politiche e dei sindaci eletti adesso o tra quindici giorni non si sposano con quelli perseguiti dalle stesse forze politiche a livello nazionale e i veti ideologici prevalgono senza rispetto per le esigenze dei cittadini, rischiamo l’ennesima occasione sprecata. Magari anche l’ultima.  

Ecco. Se davvero vogliamo lasciarci titillare dalla facondia politica, potremmo suggerire a tutti quelli che vagheggiano disimpegni dall’azione di Palazzo Chigi – nella speranza di riempire gli otri dei consensi adesso svuotati – di lasciar perdere e di concentrarsi sulle cose da fare nell’anno che rimane prima delle elezioni del 2023. Schieramenti e campi larghi possono attendere. 

Di *Carlo Fusi *
