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title: Conflitti e riforme
description: "Mettere in fila i prossimi appuntamenti diplomatici: per capire la politica, unico mezzo per risolvere i problemi e non per eluderli"
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date: 2024-04-03
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/conflitti-e-riforme/
categories: [Politica]
tags: [giorgiameloni, politica]
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# Conflitti e riforme

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Mettere in fila i prossimi appuntamenti diplomatici: per capire la politica, unico mezzo per risolvere i problemi e non per eluderli o addirittura complicarli

**Proviamo a mettere in fila gli appuntamenti politici**, e guai se il solito guastafeste salta su a dire che è roba da masochisti. Il punto è capire se la politica, che dovrebbe essere il mezzo per risolvere i problemi del Paese, finisca al contrario per eluderli o addirittura complicarli.

**Cominciamo. In Commissione Affari costituzionali della Camera si discute di premierato**. In aula invece, forse già oggi, vanno in scena l**e mozioni di sfiducia nei confronti del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini e della ministra del Turismo Daniela Santanchè**. Sui *media* impazza (!) il confronto-scontro sulle quote di bambini stranieri da prevedere nelle classi scolastiche. Più su, nelle Università, cori vocianti di studenti chiedono – e lugubremente spesso ottengono – che i rapporti con gli atenei israeliani vengano cancellati. Fermiamoci qui, districandoci in una rapida analisi.

**Il premierato è la madre di tutte le riforme, tenacemente voluta da Giorgia Melon**i. Peccato che il testo in esame in Parlamento faccia acqua da tutte le parti e che a sostenerlo non ci siano soltanto esponenti della minoranza ma anche autorevoli voci della maggioranza. Lo *slogan* meloniano **“Volete che il *premier* lo scelgano i cittadini oppure i partiti?” **è populisticamente vellicante ma minaccia di scassare quel che ancora a livello istituzionale regge.

Chi scrive è da sempre favorevole alle riforme costituzionali a patto che il risultato mantenga in equilibrio il sistema e che il bilanciamento dei poteri sia salvaguardato. Così come congegnata,** l’elezione diretta del capo del governo manca entrambi gli obiettivi**. E minaccia di essere esercizio meramente consolatorio l’idea che adesso si fa questa modifica e poi le altre di assestamento seguiranno: il precedente del taglio dei parlamentari, attuato senza alcun correttivo sul resto dell’impianto costituzionale, può funzionare da efficace ammonimento. Peraltro **si vorrebbe il *premier* eletto dai cittadini senza specificare il modello di legge elettorale che dovrebbe garantirgli la maggioranza: l’ex presidente del Senato Marcello Pera ha usato il termine «pasticcio» ed è stato generoso**. Onestà intellettuale vuole che girando la testa dall’altra parte non è che si ottengano lumi. Pd e Cinquestelle oscillano infatti tra fughe in avanti e ostracismo conservativo: non esattamente le ricette per ammodernare ciò che è diventato obsoleto.

**Non vanno meglio le cose riguardo le mozioni di sfiducia**. Si tratta di atti parlamentari che non hanno mai sortito l’effetto voluto dai promotori. Invece che sfilacciare la maggioranza finiscono per rinsaldarla e tutto ciò che si ottiene è qualche titolo strillato di giornale: un distillato di onanismo politico. Peggio poi se così facendo il Palazzo passa la palla ai tribunali: il cortocircuito politica-giustizia è nefasto e a dimostrarlo ci sono decenni di vicende fra prima e seconda Repubblica.

Quanto infine sia stata velleitaria **l’uscita di Salvini (sostenuto dal ministro Giuseppe Valditara) riguardo le ‘quote’ nelle classi di ragazzi stranieri**, lo dimostra la precisazione del capogruppo di FdI Tommaso Foti il quale, avallando l’idea che tra Camera e Senato qualcuno con la testa sulle spalle ci sia, ha spiegato che «il tetto agli stranieri non tiene conto della realtà». Lapidario. **Quanto ai ‘collettivi’ universitari che vogliono rompere i rapporti con Israele** – mantenendo però quelli con Paesi dove le donne vengono lapidate o altri nei quali i diritti civili sono considerati alla stregua di cedevolezze al decadentismo occidentale – **varrebbe solo ricordare che la cultura non ha confini né sopporta censure**.

Così, in uno straniante girotondo, si torna al punto di partenza: cioè **della politica che dovrebbe risolvere i problemi e invece *et cetera et cetera***. Vale la pena ricordare che le istituzioni o la formazione sono materie delicatissime e gli apprendisti stregoni sono sì un aiuto, ma per la scesa.

*di Carlo Fusi*
