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title: Consiglio europeo, recitare la parte di Calimero non porta bene
description: "Il Consiglio europeo comincia oggi. Una sola cosa può danneggiare l’Italia: la paura d’avere paura di alleati interni che sono pronti a colpire"
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date: 2024-06-27
author: Davide Giacalone
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categories: [Politica]
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# Consiglio europeo, recitare la parte di Calimero non porta bene

![consiglio europeo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Evidenza-sito-1317-1-1024x639.jpg)

Il Consiglio europeo comincia oggi. Una sola cosa può danneggiare l’Italia: la paura d’avere paura di alleati interni che sono pronti a colpire

**Recitare la parte di Calimero non porta bene, specie quando si contesta ad altri governi europei di avere perso le elezioni **(ma erano europee)** e poi non si riesce a fare un passo in avanti perché si teme l’attacco che verrebbe dall’interno della propria maggioranza**. Guardiamo la sostanza, che rende ancora meno razionale quel che succede.

**La presidente del Consiglio contesta**, alla preparazione dell’odierno Consiglio europeo, **di non avere tenuto conto dei risultati elettorali e quindi della volontà dei cittadini. **Ma la maggioranza, al Parlamento europeo, era ed è imperniata sulla compartecipazione di popolari, socialisti e liberali. Non per volontà divina o nazionale, **ma per risultato elettorale**. Tale maggioranza può allargarsi, **ma non può essere sostituita perché non ce ne sono né i numeri né le condizioni politiche.** La scelta che spetta a ciascun gruppo parlamentare** è stabilire se partecipare o fare l’opposizione**. La scelta che spetta a ciascun Paese dell’Unione è stabilire se intende esserci o escludersi. Il resto è fuffa.

L’indicazione della maggioranza, per quel che riguarda la presidenza della Commissione,** è su Ursula von der Leyen**. Spetterà al Parlamento confermarla o meno, ma si tratta della conferma dell’uscente. Da quando il governo Meloni è nato non solo la collaborazione fra autorità nazionali e dell’Unione è stata ottima, **ma il rapporto personale fra le due presidenti è sembrato a tratti idilliaco**. Talmente buono che a von der Leyen è stato anche rimproverato, come anche la costante presenza in Italia.** Cosa si chiede a von der Leyen, di non accettare i voti socialisti? Non ha alcun senso, specie se si citano i risultati elettorali.** Si chiede di far parte della maggioranza? **Prego, ci si accomodi, ma non con la corte dei miracoli di nazionalisti in rotta fra di loro. Le destre sono spaccate e pronte ad azzannarsi, non sarà recitare la calimerata a cambiare le cose.**

Kaja Kallas è una liberale lettone che s’è spesa sulla medesima linea del governo italiano:** sempre al fianco dell’Ucraina (fin quando necessario) e ferma condanna di Putin**. Che deve fare, mediare al posto di Meloni con i putiniani che sono al governo in Italia? Antonio Costa è socialista, ma – a parte la simpatia che desta l’avere dato le dimissioni per un’inchiesta giudiziaria che riguardava un omonimo – **è stato un governante che ha sanato le finanze del Portogallo nel mentre lo faceva crescere. Ad avercene, di socialisti così.**

**L’Italia vuole un commissario di peso. Giusto, bello, ma non è pestando i piedi che farà un buon affare. Perché è la sostanza a prevalere.** Abbiamo tre interessi sopra a tutti gli altri: 1. che i sostegni finanziari al sistema produttivo non siano generati su base nazionale,** ma come politica dell’Unione **(altrimenti saremmo quelli che hanno meno margine per aiutare i nostri produttori); 2. far progredire le scelte di indebitamento comune, adottate nella scorsa legislatura europea –** quindi la menata del «Tutto burocrazia» è una parola d’ordine che sa di vecchio e di falso – e difendere il troppo alto debito pubblico da sempre possibili speculazioni** (nel mentre, per motivi ottusamente ideologici, si continua a tenere fermo il Mes a salvaguardia dei depositi bancari); 3. **considerare ciascun immigrato irregolare, da ovunque sia passato, un problema dell’Unione e ciascun centimetro di confine esterno un confine dell’Unione.**

**Il problema è che tutti e tre questi vitali interessi nazionali spingono l’Italia a reclamare maggiore integrazione europea**, nel mentre una parte dei governanti italiani spingono in direzione opposta. Questo problema lo deve affrontare e risolvere Meloni. Non solo perché è infantile sperare che lo risolva von der Leyen, ma perché anche solo supporre di chiedere ad altri di occuparsene equivale a minare la sovranità nazionale. **Che per chi partì sovranista sarebbe davvero una strana sorte.**

Il Consiglio europeo comincia oggi. Una sola cosa può danneggiare l’Italia: la paura d’avere paura di alleati interni che sono pronti a colpire.

di *Davide Giacalone*
