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title: Conte e il reddito di cittadinanza
description: "Conte ha disseminato la sua strada di cadaveri, politicamente parlando. In compenso, ha resuscitato un morto: il Movimento 5 Stelle."
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date: 2022-10-01
author: Paolo Armaroli
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, politica]
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# Conte e il reddito di cittadinanza

![Conte e il reddito di cittadinanza](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-17-1.png)

Conte ha disseminato la sua strada di cadaveri, politicamente parlando. In compenso, ha resuscitato un morto: il Movimento 5 Stelle.

**Professore ordinario di Diritto civile all’Università di Firenze, Giuseppe Conte è entrato in politica per grazia ricevuta.** Non potendo nel 2018 aspirare a Palazzo Chigi né Luigi Di Maio né Matteo Salvini perché si ostacolavano a vicenda, ebbero la bella pensata di incoronare il sullodato professore. E mal gliene incolse. Perché giorno dopo giorno gli ha fatto mancare la terra sotto i piedi. **Salvini andò per suonargliele, reduce dal Papeete, e fu bellamente suonato nella seduta del Senato del 20 agosto 2019.** Dando prova, con quella mano appoggiata sulla spalla del *leader* della Lega, di una perfidia sopraffina. E fu per l’appunto da quel momento che iniziò la rapida discesa dell’ex ministro dell’Interno.

La seconda vittima è stato l’altro suo benefattore. **In pratica Di Maio è stato accompagnato alla porta senza tante cerimonie, ha fondato un partitino popolato di naufraghi del Palazzo e alle elezioni del 25 settembre scorso è scomparso.** E addio sogni di gloria coltivati alla vigilia. Adesso dovrà trovarsi un lavoro. E se non lo trovasse, potrebbe solo sperare nel reddito di cittadinanza. Pure Beppe Grillo, l’Elevato, è scomparso. Era il *deus ex machina* del Movimento. Ha osteggiato e spesso ridicolizzato Conte, un incassatore provetto. Che, senza darlo troppo a vedere, gli ha assestato quando ha potuto il classico calcio dell’asino.

Dall’ira funesta del novello Pelide Achille non si è salvato neppure Mario Draghi, che se non altro un nuovo posto sa trovarselo da solo.** Da quel camaleonte che è, Conte era passato con disinvoltura dal suo primo al suo secondo governo.** Ritenne che la sua caduta, nonostante godesse di una fiducia parlamentare sia pur risicata, fosse opera di un oscuro complotto e considerò Draghi un usurpatore da combattere. L’occasione gli fu offerta da Enrico Letta, che pure vestiva le penne del pavone con l’agenda Draghi. **Il segretario *pro tempore* del Pd pretese, su richiesta del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che nel primo decreto Aiuti fosse inserito un termovalorizzatore per la Capitale.** E fu così che si aprì la famosa crisi dell’inceneritore. A riprova che la situazione, *more solito*, è grave ma non seria.

**Conte ha disseminato la sua strada di cadaveri, politicamente parlando. In compenso, ha resuscitato un morto: il Movimento 5 Stelle**. Sì, ma come? Grazie al voto di scambio, soprattutto al Sud: «Io vi do il reddito di cittadinanza e voi mi date il voto». Un millantato credito. Perché il predetto reddito non lo dà lui, ma il solito Pantalone: noi contribuenti. Almeno la scarpa prima e quella dopo il voto, Achille Lauro se le pagava di tasca sua. **Ma Conte ha fatto di più. Ha dato a bere agli elettori che grazie a lui il reddito di cittadinanza non verrà cancellato né modificato. Perché ha assicurato che farà un duro ostruzionismo parlamentare, che con i regolamenti vigenti in pratica non è più possibile.** Ma non importa. A questo *miles gloriosus* basta fare la faccia feroce.

Di *Paolo Armaroli*
