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title: Crisi sia
description: Se crisi deve essere, che lo sia. Il compito del governo è governare, non mediare per soggetti che seminano dichiarazioni contraddittorie.
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date: 2022-03-31
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/crisi-sia/
categories: [Evidenza, Politica]
tags: [guerra, Italia, russia]
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# Crisi sia

![Crisi di governo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Schermata-2022-03-31-alle-09.55.25-1024x638.png)

## Se crisi deve essere, che lo sia. Il compito del governo è governare, non mediare per tenere assieme soggetti che seminano dichiarazioni contraddittorie. E il tema è cruciale: il collocamento internazionale dell&#039;Italia

**Se crisi ha da essere che sia**. Non ci credo, non ha senso, ma il compito di un governo è governare, non star lì a mediare per tenere assieme soggetti che seminano dichiarazioni contraddittorie. **Anche la discussione sulla spesa militare è scombiccherata, come se tutto si esaurisse nel quanto**. E non si venga a raccontare che ci si esprime in quel modo, agitando bandiere insipide, perché altrimenti “**la gente non capisce**”. Semmai è l’opposto: **si parla per *slogan* insensati sperando che la gente non capisca**.

Che la spesa per la difesa debba aumentare **è impegno preso dall’Italia** e confermato da un governo appresso all’altro. Quindi metterlo in dubbio è come comunicare al mondo: **non fateci caso, siamo dei pagliacci, firmiamo una cosa e ne facciamo un’altra**.** Che poi è pure falso**, perché la spesa è effettivamente cresciuta. A cura degli stessi che ora dicono non debba crescere. Dovrebbe premere, invece, metterla in asse con la difesa europea, renderla più efficiente e farne occasione di crescita. **Anche economica, della ricerca e del lavoro.**

**Oggi, inoltre, spendere meglio e di più serve a propiziare la pace**. Sia perché forniamo sostegno alla resistenza ucraina, sia perché abbiamo un possibile ruolo nella garanzia della sua neutralità. **Il che comporta la deterrenza della forza militare.** Essere contro significa allontanare la pace, indebolire il fronte occidentale che si oppone a Putin e minare il delicato ruolo internazionale dell’Italia. Se qualcuno pensa di farlo è giusto che esca dal governo, è bene che apra la crisi. Ne faremo a meno e si andrà avanti senza (che è poi la ragione per cui non lo faranno).

**La Russia ha invaso l’Ucraina con atto criminale**, ha negato di averlo fatto, ha affermato di non volere insistere con **Kiev**, **salvo continuare a bombardarla, dice di volere il negoziato, ma nega il cessate il fuoco**. In queste condizioni ci sono ancora in giro dei malcapitati che hanno il coraggio di sostenerne le ragioni indebolendo le nostre. **Sicché è bene essere chiari**. È dal 1991, da quando si è sciolta l’Unione Sovietica, c**he si prova in tutti i modi a coinvolgere la Russia nei consessi internazionali**, Nato compresa. Lo si è fatto per chiudere con gli effetti fossili del secondo conflitto mondiale e costruire un mondo che si era riusciti a rendere migliore. Nel corso di questo sforzo è normale che capi di Stato, governanti e politici abbiano avuto contatti con Putin e lo abbiano anche corteggiato. Così come è normale che si facessero affari con la Russia (se ne facevano anche con l’Urss), aiutandola a crescere (la loro economia è minuscola). **Tutto ciò non ha nulla a che vedere con chi si è messo al servizio di Putin**.

La sua Russia **ha investito nella politica interna dei Paesi occidentali** sia soldi che influenza. **Lo ha fatto non per favorire una parte o l’altra, ma per dividere e indebolire**. Talora riuscendoci. Questo è il punto: dopo l’invasione di febbraio, dopo l’atto criminale contro l’ordine internazionale, **non c’è margine per tollerarlo**. Chi ha qualche cosa da nascondere è consigliato di dirlo subito e liberarsi dal ricatto. Chi ancora vuol rendersi utile a quegli interessi non può che essere fuori dai governi occidentali. Come capitava ai comunisti del secolo scorso. Ai cittadini, agli elettori, alla “gente” va detto in modo chiaro. **Libero ciascuno di noi di votare chi crede, ma liberati tutti dall’inganno.**

**Il tema decisivo va affrontato a viso aperto e riguarda il collocamento internazionale dell’Italia**. Noi la vogliamo europeista e atlantica, sapendo che si tratta di una comunità con interessi diversi e talora conflittuali, nella quale fare valere i nostri in sicurezza. **Lecito pensarla in maniera diversa**, volere un’Italia disallineata, terzomondista, ponte mediterraneo e si scelga a piacimento la definizione. Ma ciascuno deve avere il coraggio di posizioni chiare. Se ne è capace.

di D*avide Giacalone*
