app-menu Social mobile

Scarica e leggi gratis su app
Conte Putin

Dalla Russia con amore (di spia)

Se non fosse tragico lo sfondo su cui ci muoviamo, non sarebbe difficile intravedere spunti persino comici nei silenzi e nelle imbarazzate risposte sull’ormai leggendaria missione d’aiuto russa all’Italia, ai tempi del lockdown.
| ,

Dalla Russia con amore (di spia)

Se non fosse tragico lo sfondo su cui ci muoviamo, non sarebbe difficile intravedere spunti persino comici nei silenzi e nelle imbarazzate risposte sull’ormai leggendaria missione d’aiuto russa all’Italia, ai tempi del lockdown.
| ,

Dalla Russia con amore (di spia)

Se non fosse tragico lo sfondo su cui ci muoviamo, non sarebbe difficile intravedere spunti persino comici nei silenzi e nelle imbarazzate risposte sull’ormai leggendaria missione d’aiuto russa all’Italia, ai tempi del lockdown.
| ,
| ,
Se non fosse tragico lo sfondo su cui ci muoviamo, non sarebbe difficile intravedere spunti persino comici nei silenzi e nelle imbarazzate risposte sull’ormai leggendaria missione d’aiuto russa all’Italia, ai tempi del lockdown.

Se non fosse tragico lo sfondo su cui ci muoviamo, non sarebbe difficile intravedere spunti persino comici nei silenzi e nelle imbarazzate risposte sull’ormai leggendaria missione d’aiuto russa all’Italia, ai tempi del lockdown.

Già il nome scelto dice molto e avrebbe dovuto dire altrettanto all’epoca: “Dalla Russia con amore“. In realtà, lapsus freudiano di quelli clamorosi, considerato che di agenti segreti – meno scaltri e certamente meno affascinanti del James Bond protagonista del film citato – ce n’erano un bel po’ su quei cargo arrivati dalla Russia all’aeroporto di Pratica di Mare.
Come scrivo questa mattina su La Ragione, gli Ilyushin russi abbondavano di uomini in mimetica qualificati come “autisti“, interpreti“ e (capolavoro) “esperti sanificatori“.

Gente che avrebbe voluto “sanificaretutto il Paese, a cominciare dai luoghi più sensibili, con la scusa del Covid. Per fortuna, qualcuno mantenne il cervello acceso e fu impedito ai russi di fare quello che volevano, anche se molto fu concesso.

Nella migliore delle ipotesi appare ormai estremamente probabile che gli uomini calati da Mosca in Italia fecero un bel po’ di ‘intelligence sanitaria’, più che portare aiuto. A Bergamo si ricordano molto bene come non sapessero nulla dei protocolli da applicare, risultassero più di intralcio che altro, finendo per imparare da noi a contrastare il virus, più che aiutare e acquisendo informazioni da usare poi in patria.

L’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte ieri ha cercato di derubricare tutto a un “non accade nulla, lo hanno verificato i servizi segreti“, che non dice nulla e non fornisce alcuna risposta alle domande cruciali: quali furono gli accordi presi da lui e Putin, cosa promettemmo ai russi, cosa hanno fatto, perché all’epoca non si poteva chiedere nulla sul loro conto, pena silenzi infastiditi o risposte seccate?
Oggi, Mosca ci minaccia apertamente e ci rinfaccia proprio quella missione, che ogni giorno appare sempre più una copertura.
Non dimentichiamo che a parte un po’ di mascherine e di camici il resto dell’attrezzatura si dimostrò scarsamente utilizzabile e, nel caso di ventilatori, con l’antipatica tendenza a prendere fuoco. Per fortuna non in Italia.

Tace sull’argomento il ministro degli Esteri Luigi di Maio, si è cucito la bocca Matteo Salvini, all’epoca all’opposizione ma campione dei putiniani d’Italia negli anni oscuri in cui in troppi sbandarono pericolosamente verso dittature e autocrazie.
Un rischio clamoroso corso dal nostro paese, che forse riusciamo a comprendere un po’ di più anche ricostruendo quella missione che diamorenon aveva proprio nulla.

 

di Fulvio Giuliani

Italiani residenti all’estero e Italia assetata di lavoratori stranieri

Quasi 6 milioni sono gli italiani residenti all’estero, oltre un decimo della popolazione. Tanti …

L’occasione persa da Meloni sul caso Donzelli-Delmastro

Giorgia Meloni non ha “castigato” i due gemelli dell’autogol Donzelli e Delmastro. Così, ha perso…

Rete unica, Stato irretito

Se il governo s’incaponisse a volere la rete unica e italica, si troverebbe in una brutta trappol…

L’Italia degli Insegno

Il manifesto è Pino Insegno, attore-feticcio di Fratelli d’Italia, che ormai passa le giornate a …

LEGGI GRATIS La Ragione

GUARDA i nostri video

ASCOLTA i nostri podcast

REGISTRATI / ACCEDI

LA RAGIONE – LE ALI DELLA LIBERTA’ SCRL
Direttore editoriale Davide Giacalone
Direttore responsabile Fulvio Giuliani
Sede legale: via Senato, 6 - 20121 Milano (MI) PI, CF e N. iscrizione al Registro Imprese di Milano: 11605210969 Numero Rea: MI-2614229

Per informazioni scrivi a info@laragione.eu

Copyright © La Ragione - leAli alla libertà

Powered by Sernicola Labs Srl