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Dell’Utri e la moglie a processo a Milano per i 42 milioni ricevuti da Berlusconi

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Marcello Dell’Utri – ex senatore e co-fondatore del partito Forza Italia – e la moglie Miranda Ratti sono stati mandati a processo a Milano per la vicenda delle donazioni del valore di circa 42 milioni di euro, in otto bonifici, ricevute da Silvio Berlusconi

Dell’Utri e la moglie a processo a Milano per i 42 milioni ricevuti da Berlusconi

Marcello Dell’Utri – ex senatore e co-fondatore del partito Forza Italia – e la moglie Miranda Ratti sono stati mandati a processo a Milano per la vicenda delle donazioni del valore di circa 42 milioni di euro, in otto bonifici, ricevute da Silvio Berlusconi

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Dell’Utri e la moglie a processo a Milano per i 42 milioni ricevuti da Berlusconi

Marcello Dell’Utri – ex senatore e co-fondatore del partito Forza Italia – e la moglie Miranda Ratti sono stati mandati a processo a Milano per la vicenda delle donazioni del valore di circa 42 milioni di euro, in otto bonifici, ricevute da Silvio Berlusconi

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Marcello Dell’Utri – ex senatore e co-fondatore del partito Forza Italia – e la moglie Miranda Ratti sono stati mandati a processo a Milano per la vicenda riguardante le presunte donazioni del valore di circa 42 milioni di euro, in otto bonifici, ricevute da Silvio Berlusconi.

Presunte donazioni che però – secondo le informazioni – non sarebbero mai state dichiarate da Dell’Utri.

A deciderlo è stata questa mattina la gup Giulia Marozzi.

Secondo le informazioni, la prima udienza si terrà il prossimo 9 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale.

Su una parte di tali donazioni è scattata la prescrizione.

L’inchiesta era stata condotta a Firenze.

Nell’ottobre 2024 la Procura guidata da Filippo Spiezia aveva chiesto il rinvio a giudizio per Dell’Utri che era accusato di violazione della normativa antimafia e di trasferimento fraudolento di valori.

Secondo l’accusa infatti l’ex senatore avrebbe ricevuto bonifici per 42 milioni in cambio del silenzio utile a garantire l’impunità a Berlusconi riguardo le stragi di mafia del 1993.

La Direzione distrettuale antimafia di Firenze aveva chiuso le indagini sul flusso di denaro fra Dell’Utri e Berlusconi. “Con l’aggravante di aver commesso i delitti di trasferimento fraudolento al fine di occultare la più grave condotta di concorso nelle stragi ascrivibile a Silvio Berlusconi e allo stesso Dell’Utri, per la quale Berlusconi è stato indagato unitamente al medesimo Dell’Utri, sino al momento del suo decesso avvenuto in epoca successiva all’ultima elargizione contestata, costituendo le erogazioni di quest’ultimo il quantum percepito da Dell’Utri per assicurare l’impunità a Silvio Berlusconi”, aveva scritto la Dda nell’atto di chiusura delle indagini.

Nel marzo 2025 – lo ricordiamo – il caso era stato trasferito da Firenze a Milano per competenza territoriale in base a una eccezione sollevata dai difensori Francesco Centonze e Filippo Dinacci.

di Mario Catania

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