Dl sicurezza, da Mattarella stop alla norma sui rimpatri. Niente emendamento, possibile nuovo decreto
Niente emendamento di modifica al Dl Sicurezza della norma sugli avvocati. Tempi troppo stretti per una terza lettura al Senato del provvedimento che scade sabato 25 aprile
Dl sicurezza, da Mattarella stop alla norma sui rimpatri. Niente emendamento, possibile nuovo decreto
Niente emendamento di modifica al Dl Sicurezza della norma sugli avvocati. Tempi troppo stretti per una terza lettura al Senato del provvedimento che scade sabato 25 aprile
Dl sicurezza, da Mattarella stop alla norma sui rimpatri. Niente emendamento, possibile nuovo decreto
Niente emendamento di modifica al Dl Sicurezza della norma sugli avvocati. Tempi troppo stretti per una terza lettura al Senato del provvedimento che scade sabato 25 aprile
Niente emendamento di modifica al Dl Sicurezza della norma sugli avvocati. Tempi troppo stretti per una terza lettura al Senato del provvedimento che scade sabato 25 aprile. L’ipotesi ventilata dopo l’incontro di lunedì 20 aprile al Quirinale tra il presidente Sergio Mattarella e il sottosegretario Alfredo Mantovano è stata, quindi, accantonata. “Non ci sarà alcun emendamento”, ha detto il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, in una caldissima riunione congiunta della Affari Costituzionali e Giustizia, stasera alla Camera.
Dl Sicurezza, le opzioni sul tavolo
Ora l’altra opzione per mettere mano alla norma in questione potrebbe essere quella di un nuovo decreto nelle prossime ore. Tuttavia dalle opposizioni, che stanno duramente contestando maggioranza e governo sul provvedimento, si fa notare che comunque non ci sarebbe contestualità tra il Dl Sicurezza – su cui domani verrà posta la fiducia alla Camera – e il nuovo decreto di modifica del ‘nodo avvocati’. “Dalle valutazioni che stiamo facendo noi, la contestualità perfetta non è tecnicamente possibile”, fanno sapere parlamentari Pd. “Dovrebbero aspettare l’entrata in vigore della norma. E solo dopo la pubblicazione in Gazzetta dovrebbero poter abrogarla (o modificarla) tramite un altro decreto”. E poi, come giustificherebbero l’urgenza del nuovo decreto? Si osserva. “Solo quella di rimediare ai loro pasticci…”, il sarcasmo delle opposizioni.
di Mario Catania
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