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title: Dopo il voto in Sardegna
description: La neo presidente in Sardegna dovrà dimostrare di saper governare guidando una coalizione nella quale il suo partito ha dimezzato i voti
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date: 2024-02-28
author: Carlo Fusi
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categories: [Politica]
tags: [elezioni, Italia, politica]
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# Dopo il voto in Sardegna

![Sardegna](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Evidenza-sito-913.jpg)

La neo presidente in Sardegna dovrà dimostrare di saper governare e dovrà farlo guidando una coalizione nella quale il suo partito ha dimezzato i voti

Le partite si vincono anche su autogol e il risultato viene comunque omologato. **Di conseguenza *chapeau* e auguri ad Alessandra Todde perché il primo è primo e il secondo è nessuno**: lo ripeteva anche il generale Custer al quale non portò grande fortuna, ma sorvoliamo. Fischi e buuu invece per Paolo Truzzu: **un sindaco in carica che prende il 20% in meno del suo avversario è cosa desueta perfino per le italiche lande.**

**Ovviamente le questioni vere arrivano il giorno dopo**. E dunque. La neo presidente dovrà dimostrare di saper governare e dovrà farlo guidando una coalizione nella quale il suo partito ha dimezzato i voti e il Pd è il primo del lotto.** Situazione non facile.** Se ci riuscirà rischia di diventare una spina nel fianco delle *leadership*‘federatrici’ vere o presunte. In caso contrario l’ondata di giulebbe che si sta riversando sul ‘campo largo’ proseguirà, ma con segno e sapore opposto. **Resta che il computo complessivo dei voti certifica che in Sardegna il centrodestra supera il centrosinistra di oltre 6 punti.** Amministrare sapendo che i cittadini guardano da un’altra parte non è agevole.

**Per il centrodestra si conferma la scelleratezza di candidati scelti seguendo logiche di appartenenza non rispettose dei sentimenti e delle aspirazioni dei votanti.** L’infinito duello Meloni-Salvini continuerà senza che nessuno dei due arrivi alla rottura. Ergo, prevale il logoramento. Non proprio una buona notizia per il Paese. Ma forse quella ancora peggiore è la conferma che i due contenitori di destra e sinistra si definiscono solo in virtù di categorie care a Eugenio Montale:** ciò che non sono e ciò che non vogliono**. Sono aggregati di cartapesta tenuti insieme soltanto da volontà di potere; cartelli elettorali che si presentano falsamente uniti di fronte ai cittadini ma che appena chiuse le urne si sbrindellano.

**È la malattia mortale della nostra democrazia,** un virus che ha debellato la voglia degli italiani di andare a votare e che anche stavolta si è sciorinato con evidenza,** visto che la metà degli aventi diritto ha disertato i seggi.** Il duello tra FdI e Lega, con Forza Italia terzo incomodo che si avvia a diventare secondo, non ha nulla da invidiare alla *competition* in atto fra Pd e Conte. **Gli effetti sono gli stessi: incapacità di governare e impossibilità di risolvere i problemi del Paese.** Il che provoca più di un brivido nella schiena riguardo alla tenuta del sistema, che diventa convulsione se riferita al premierato.** L’idea che si voti un personaggio che poi si porta appresso una coalizione raccogliticcia che diventa maggioranza numerica ma è priva di coesione politica, rappresenta la migliore ricetta per il disastro**. Non c’entrano l’ingegneria costituzionale né i modelli presi qua e là. È apprezzabile lo sforzo di figure come il costituzionalista Ceccanti o ex ministri come Quagliariello per un meccanismo che minimizzi i pericoli. **Però, come si diceva una volta, il problema è politico e non si scorge una soluzione **

di* Carlo Fusi *
