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title: "Draghi e Macron: la coppia c&#8217;è e rilancia"
description: Alla faccia dei detrattori, la coppia Draghi-Macron funziona e ha idee chiare su cosa fare in questo momento complicato.
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date: 2022-06-10
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/draghi-e-macron-la-coppia-ce-e-rilancia/
categories: [Politica]
tags: [economia, francia, Italia, politica, UE]
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# Draghi e Macron: la coppia c&#8217;è e rilancia

![draghi e macron](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/06/Evidenza-sito-4-2.jpg)

Alla faccia dei detrattori, la coppia Draghi-Macron funziona e ha idee chiare su cosa fare in questo momento complicato. A partire dalla possibilità di creare maggiore debito europeo, in caso di necessità.

La coppia c’è e rilancia. Sloggiata ormai da mesi Angela Merkel dal potere in Germania, il presidente del Consiglio **Mario Draghi** **e** il presidente francese **Emmanuel Macron si confermano in queste ore come due *leader* europei dotati di una visione politica a lungo raggio.**

Mentre i vari retroscena all’italiana si concentrano ancora sul fare le pulci alla coppia rispetto alle rispettive posizioni sul tema e sui tempi dell’Ucraina in Ue, dall’incontro di questa settimana a Parigi tra Draghi e Macron è emerso in maniera assai evidente (anche per chi fosse duro di comprendonio) che **i due hanno le idee chiare sul da farsi** in un momento complicato come l’attuale per l’Italia, la Francia e l’Unione europea.

Per evitare una crisi economica – considerando la guerra russa in Ucraina ancora in corso, il rialzo dei prezzi, la sfida europea della transizione *green* e la necessità di tutelare il potere d’acquisto dei cittadini – **Draghi e Macron chiedono la possibilità, come opzione in caso di necessità, di creare maggiore debito europeo.**

Si tratta di mettere i lavoratori e le imprese al riparo da una eventuale e ulteriore accelerazione dei costi che potrebbe abbattersi in autunno sull’Europa. Ovviamente la cosa non piace ad alcuni Paesi Ue del Nord che sul tema ribattono, da sempre, la stessa obiezione: ma perché dobbiamo sobbarcarci noi le spese per un’altrui spesa pubblica inefficiente?

La risposta è semplice ed anche quella, in fin dei conti, rafforza la linea di Draghi e Macron: perché per crescere ancora nel suo peso politico, **l****’****Unione europea non può fare a meno di una coesione economica che sia attenta a tutti gli aspetti,** evitando squilibri che ne spezzerebbero l’unità.

Del resto, se c’è qualcuno che ha le carte in ordine nel sostenere un nuovo Recovery per fronteggiare la crisi energetica e anche le spese per una difesa comune in tempi di guerra, questi sono Macron e Draghi. Il francese ha fatto la propria campagna elettorale per le presidenziali andando nelle piazze a spiegare alla gente che in futuro dovrà lavorare di più e più a lungo, mentre Draghi sull’economia (a parte qualche *bonus* di troppo che la sua maggioranza politica ha caldeggiato) non ha mai nascosto pregi e difetti dell’Italia, con tanto di cure necessarie.

Se l’asse Macron-Draghi si mostra solido e in sintonia a pochi giorni dall’appuntamento del Consiglio europeo (l’ultimo del semestre francese),** un elemento di debolezza per entrambi può invece arrivare dalla situazione politica nei rispettivi Paesi.** Il 12 giugno i francesi voteranno per le legislative e vedremo (probabilmente solo al secondo turno) quale maggioranza uscirà dalle urne. Quanto all’Italia, che ha un sistema politico-elettorale assai meno stabile di quello transalpino, le frenesie del voto del 2023 per le politiche già si avvertono, accelerate dalle amministrative di questa domenica e dal voto sui referendum per la giustizia.

**Parigi ha fatto sapere che vedrebbe il nostro Paese più a rischio senza Draghi a Palazzo Chigi.** Anche una sconfitta di Macron alle legislative, per la verità, finirebbe per essere un segno di indebolimento per l’asse europeo tra Roma e Parigi e per l’Ue stessa. Ma questa è la *suspense* della democrazia.

Di *Massimiliano Lenzi*
