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title: Nebbioso 2023
description: È preoccupante come le forze politiche chiedano a Draghi di restare, ma non si preoccupino assolutamente di spiegare vogliano fare loro.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Evidenza-sito-56-1.png
date: 2021-11-30
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/draghi-fino-al-2023/
categories: [Politica]
tags: [Draghi, governo, politica]
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# Nebbioso 2023

![draghi fino al 2023](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Evidenza-sito-56-1.png)

È preoccupante come le forze politiche chiedano all'attuale Premier di restare fino al 2023, ma non spieghino in alcun modo cosa vogliano fare loro. Come se dicessero: votate noi, ma governi Draghi.

La convergente corsa a dire che Draghi deve continuare a governare fino al 2023 ha **qualche cosa di grottesco.** Certo che è un bene. Certo che questa legislatura cominciata nel peggiore dei modi ha preso una piega positiva. Ma il compito delle forze politiche non è quello di confermare che altri è bene continuino a fare quello che loro non sanno e non sono riuscite a fare, bensì **chiarire come loro intendono occupare il tempo.**

Per dirne una (ricordata da Carlo Cottarelli): la futura regolare erogazione dei fondi europei è subordinata al rispetto di 527 condizioni, ci sono riforme da fare e realizzazioni da dimostrare, il che comporta un veloce e concorde lavoro delle Assemblee legislative e una fattiva collaborazione degli enti e delle amministrazioni locali. Tutta roba abitata dalle forze politiche, come è naturale che sia. Che fanno: **chiedono gli ordini cui obbedire,** il loro commissariamento di fatto (e forse anche di diritto) **o riproducono in sede locale la fattiva collaborazione che oggi le porta a chiedere a Draghi di restare** (almeno) **fino al 2023?**

Per dirne un’altra: la permanenza di Draghi presuppone la permanenza della maggioranza di governo, la quale non sopravviverebbe a una spaccatura verticale in occasione dell’elezione del presidente della Repubblica. Cosa pensano di fare, di **trovare un candidato comune o di organizzare una processione ginocchioni per chiedere all’attuale inquilino di non traslocare,** riconoscendogli il merito di avere trasformato la legislatura dal tempo della perdizione a quello della redenzione?

Se Draghi va bene a (quasi) tutti, ma non è di nessuno – fatto salvo il comprovato rispetto dei dettami costituzionali – si pone un **problema enorme, relativo al divorzio fra consenso elettorale ed esercizio del potere.** E le famiglie democratiche non resistono a tale strazio. Siccome è escluso che la nostra diventi altro da quel che è, ovvero democratica, ne deriva che l’inconcludenza e l’inadeguatezza delle forze politiche è un problema assai serio.

Il rimedio passa dal riconoscimento della realtà:** le coalizioni contrapposte non esistono più.** Ammesso siano mai esistite altro che come trucco elettorale. Non esistono perché internamente disomogenee e non esistono perché elettoralmente battute da un partito di maggioranza relativa il cui maggiore pregio è un trasformismo funambolico. Quindi si deve scegliere: o si va verso un sistema schiettamente maggioritario, sicché a una minoranza meno minore di altre si riconosce il diritto di governare da sola, senza gridare al regime o al colpo di Stato; oppure si va verso un sistema proporzionale, sicché si riconosce che le maggioranze si formano in Parlamento e alle elezioni si presentano forze diverse che hanno già messo nel conto di dovere, poi, collaborare.

Se si evita la scelta ci si ritrova a dire:** governi Draghi e votate noi. Non sfuggirà loro quanto sia ridicolo.**

di *Davide Giacalone
