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title: Due sentenze contro il decreto “Paesi sicuri”. Ira di Salvini
description: (Altre) Due sentenze mettono in dubbio il decreto “Paesi sicuri” e alimentano lo scontro tra politica e magistratura sul tema dei migranti
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date: 2024-11-04
modified: 2024-11-05
author: Filippo Messina
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/due-sentenze-contro-il-decreto-paesi-sicuri-ira-di-salvini/
categories: [Politica]
tags: [immigrazione, Italia, migranti]
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# Due sentenze contro il decreto “Paesi sicuri”. Ira di Salvini

![Decreto Paesi sicuri](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/11/Decreto-Paesi-sicuri.jpg)

2024-10-18 15:38:58

2024-10-18 13:38:58

I migranti trasferiti in Albania devono tornare in Italia: è questa la decisione della sezione immigrazione del tribunale di Roma

I migranti trasferiti in Albania devono tornare in Italia: è questa la decisione della sezione immigrazione del tribunale di Roma che non ha convalidato il trattenimento dei migranti all'interno del centro italiano di permanenza per il rimpatrio di Gjadër (Albania).

Il provvedimento - lo ricordiamo - riguarda i dodici migranti che sono stati trasferiti in Albania.

Per i giudici "il diniego della convalida dei trattenimenti nelle strutture e aree albanesi, equiparate alle zone di frontiera o di transito italiane, è dovuto all'impossibilità di riconoscere come 'paesi sicuri' gli Stati di provenienza delle persone trattenute, con la conseguenza dell'inapplicabilità della procedura di frontiera e, come previsto dal Protocollo, del trasferimento al di fuori del territorio albanese delle persone migranti, che hanno quindi diritto ad essere condotte in Italia”.

“I due Paesi da cui provengono i migranti, Bangladesh ed Egitto, non sono sicuri anche alla luce della sentenza della Corte di Giustizia europea”, le parole dei giudici di Roma. Per i giudici lo stato di libertà potrà essere riacquisito solo e soltanto in Italia; per questo motivo i migranti devono essere riaccompagnati nel nostro paese.

I dodici richiedenti asilo, per effetto del provvedimento sopracitato, non possono quindi né rimanere nelle strutture né essere lasciati liberi in territorio albanese. Di conseguenza, devono tornare nel nostro Paese.

I migranti torneranno in Italia domani su una nave militare.

Dopo la sentenza, l'ira della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "Difficile lavorare e cercare di dare risposte a questa nazione quando si ha anche l'opposizione di parte delle istituzioni. Gli italiani mi hanno chiesto di fermare l’immigrazione illegale e farò tutto il possibile per mantenere la parola data e fermare la tratta di esseri umani".

Meloni annuncia una riunione del consiglio dei Ministri in programma per lunedì: "Approveremo norme per superare questo ostacolo. Non spetta alla magistratura dire quali sono mi Paesi sicuri ma al governo" spiega la premier.

di Filippo Messina

Migranti in Albania, il tribunale non convalida il trattenimento: “Devono tornare in Italia”. Domani il rientro su una nave militare. Meloni: "Parte delle istituzioni contro di noi, lunedì il Cdm"

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2024-10-19 16:08:08

2024-10-19 14:08:08

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2024-10-28 14:30:13

2024-10-28 13:30:13

L'Italia ha bisogno di quegli ingressi, ma gli italiani sono insofferenti verso le conseguenze di una società multietnica. Sicuri?

Siamo bisognosi di nuovi lavoratori e non si fa che parlare di come non si riesca ad arginarne l’arrivo. Non siamo matti, ma manca una visione d’insieme. Dal mondo industriale si fa presente il bisogno di avere 120mila persone in più all’anno, da quello agricolo si fa sapere che ne servono almeno 100mila ogni anno, i conti previdenziali – confermati dai governi di tutti i colori – stanno in equilibrio mettendo nel conto l’ingresso di 170mila nuovi contribuenti all’anno, per 30 anni. Ma pare che questi inaggirabili bisogni ci si possa permettere di non soddisfarli. Il che avviene per un poderoso travisamento della realtà.

Questi bisogni si riferiscono a persone che siano inserite nel sistema produttivo, non certo a immigrati ciondolanti e men che meno a nuovo personale da fornire all’economia nera o criminale. Sicché si dice: devono entrare regolarmente. Bello, ma non si è capaci di farlo nel numero necessario. I click day, ovvero le giornate dedicate alla prenotazione online di personale da far arrivare, si sono dimostrati sottodimensionati e occasioni di truffe e malaffare. Su 250mila domande presentate nel 2024 la metà era a cura di aziende fantasma: se ottengono quel che chiedono poi avviano un mercato parallelo di quella manodopera. Si ripete un luogo comune: l’Italia ha bisogno di quegli ingressi, ma gli italiani sono insofferenti verso le conseguenze di una società multietnica. Sicuri? A giudicare dal successo dei ristoranti etnici, oramai presenti anche nei luoghi più remoti, non si direbbe. Contano la curiosità, i prezzi bassi e gli orari d’apertura più estesi, ma sta di fatto che incontrano il gradimento dei clienti. Il numero degli stranieri che lavorano presso le famiglie italiane, per accudire chi ne ha bisogno, è più alto di quello degli infermieri presenti nelle strutture ospedaliere. E anche quelli sono sempre più spesso stranieri. Non sembra essere il riflesso di una società che detesta chi viene da fuori. Perché, allora, si rileva insofferenza dell’immigrazione presso le stesse persone che affidano a immigrati i propri cari e ne tessono le lodi? Capita anche perché quello specifico immigrato lo conosco personalmente, mentre l’immigrazione in generale la conosco soltanto per gli effetti negativi. In parte sono quelli di cui sento parlare in continuazione, in parte sono dovuti a elementi oggettivi: l’incidenza della criminalità e la presenza nelle nostre prigioni di immigrati sono superiori a quelle nella popolazione italiana. Non sarà il buonismo insulso a cancellare questo dato. Ma sarebbe bene conoscerlo meglio: presso la comunità degli immigrati presenti in modo regolare l’incidenza della criminalità è più bassa di quella nella popolazione italiana; schizza in alto presso gli irregolari. Il che è anche ovvio, visto che in qualche modo devono pur procurarsi di che vivere. Ecco che per favorire la convivenza servono dosi massicce di legge e ordine, anche a tutela degli immigrati insostituibili (da ultimo commercianti cinesi rapinati da italiani). E anche nell’esame degli sbarcati si deve evitare un controllo meramente formale: da dove vieni e come sei arrivato? Magari si potrebbe aggiungere: che sai fare? Purtroppo i voti si prendono soffiando sulle paure, ma la ricchezza si crea soffiando sulle capacità produttive. L’esperimento albanese sarebbe eccellente se servisse a creare una banca dati a disposizione dell’intera Unione europea (gli stessi problemi li hanno anche gli altri), talché ciascuno possa attingervi secondo i bisogni. E aiuterebbe i politici razionali a non finire, come capita in Germania, sotto il ricatto nero e rosso della xenofobia anti produttiva. Clima che rende ostili le seconde generazioni, a tutti gli effetti europee.

I cittadini non sono matti, ma su un tema vitale sono anni che si diffonde veleno allo scopo di trovarsi una parte nella commedia politica. Con il paradosso che restando bisognosi d’ingressi si propizia quel decadimento che si pretende di evitare bloccandoli senza saperli bloccare.Di Davide Giacalone

Abbiamo bisogno di migranti

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2024-10-29 10:57:13

2024-10-29 09:57:13

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2024-10-17 07:17:48

2024-10-17 05:17:48

Accompagnati da furibonde polemiche i primi migranti salvati nel Mediterraneo dalla nostra Marina Militare sono stati trasferiti nel centro di accoglienza e rimpatrio in Albania

Accompagnati da furibonde polemiche - secondo lo stile a cui la politica ci ha condannato - i primi 16 migranti salvati nel Mediterraneo dalla nostra Marina Militare sono stati trasferiti nel nuovissimo centro di accoglienza e rimpatrio in Albania. In realtà solo 12, perché 4 sono stati dirottati in Italia in quanto minorenni o fragili (segno che le regole e i controlli funzionano o no?).

Il progetto molto più politico che pratico voluto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per conquistare uno spazio di manovra nell’ordalia europea legata al fenomeno migratorio.

Il numero stesso del primo nucleo di migranti approdati a Shengjin sembra fatto apposta per dar fiato alle trombe dell’opposizione.

Il centro, in realtà, è strutturato in un primo di pura accoglienza nell’area portuale di Shengjin e in un secondo a Gjader - 20 km all’interno, in una zona decisamente più isolata - nell’hub vero e proprio dove i migranti dovranno essere identificati e attenderanno l’espletamento delle pratiche di richiesta d’asilo o di rimpatrio.

La polemica è quella di sempre, i toni pure, come l’assoluta inutilità di questi scontri al calor bianco. Sul problema in sé non ha alcuna incidenza, favorendo solo qualche scontro parlamentare e i soliti teatrini televisivi. C’è poi l’inutilità, ed è molto peggio, rispetto all’unica soluzione che sembra prospettarsi per un problema di queste epocali dimensioni: sottrarre la giurisdizione sui migranti ai singoli Paesi e consegnarla all’Unione europea. Rendendola responsabile dell’identificazione, della concessione o meno del sacrosanto asilo politico a chi fugga da guerre o persecuzioni e dei rimpatri verso i Paesi considerati sicuri dall’Ue.

Ecco perché la Commissione europea ha mostrato un prudente interesse per l’esperienza del centro d’accoglienza in Albania: perché potrebbe costituire un primo passo lungo questa strada impervia, purché si arrivi a un’extraterritorialità reale. I 16 approdati a Shengjin, come tutti quelli che seguiranno sino a un massimo di 3000 al mese, saranno soggetti alle nostre leggi e ai nostri tribunali, ricorsi inclusi. Come ovvio.

Dunque, l’unica differenza fra l’Albania e gli spesso indecenti centri di accoglienza in Italia finirà per essere l’impossibilità di scappare e di montare su un treno diretto in Francia o Germania.

Sullo sfondo di un’altra realtà che i polemisti cercano di mettere sotto il tappeto: di italiani ce ne saranno sempre meno e avremo bisogno di far entrare sempre più immigrati. Regolari, si intende, disposti a coprire quei lavori che noi non abbiamo più intenzione di svolgere o per i quali non troviamo più nessuno.

Per far arrabbiare un po’ gli “umanitari” a giorni alterni, sarà altrettanto necessario scegliere gli immigrati in base alle diverse esigenze. Come fanno in Germania, dove peraltro hanno accolto 1 milione di siriani in fuga dalla guerra. Giusto per ricordare che l’umanità si esercita con azioni concrete e non a chiacchiere.

di Fulvio Giuliani

I 16 (che poi sono 12)

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2024-10-17 19:59:18

2024-10-17 17:59:18

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