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title: È sfatta
description: Giustizia è (s)fatta. Un organo dello Stato emette un provvedimento, un altro organo lo impugna e ne emette uno opposto.
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date: 2022-01-25
author: Luca Ricolfi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/e-sfatta/
categories: [Evidenza, Politica]
tags: [giustizia, Italia, magistratura]
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# È sfatta

![È sfatta](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Giustizia-e-fatta.png)

Giustizia è (s)fatta. Un organo dello Stato emette un provvedimento, un altro organo lo impugna e ne emette uno opposto. Un terzo organo, tipicamente il Consiglio di Stato, viene coinvolto per dirimere la controversia. Ormai questa è una consuetudine.

Ormai è diventata **un’abitudine**. **Un organo dello Stato** emette un **provvedimento**, **un altro organo** lo impugna e ne emette uno **opposto**. **Un terzo organo**, tipicamente **il Consiglio di Stato**, viene coinvolto per **dirimere la controversia**.

È successo più volte per le **scuole**, aperte dal **governo centrale** e chiuse da un **governo regionale**. È successo per le **cure domiciliari del Covid**, con il governo centrale, il Tar del Lazio e il Consiglio di Stato a litigare su «tachipirina e vigile attesa». Ed è risuccesso con la **nomina dei vertici della Cassazione** da parte del **Consiglio superiore della magistratura** (**Csm**), avvenuta nel **2020**, contestata da un candidato bocciato, annullata pochi giorni fa dal Consiglio di Stato, ma pervicacemente ribadita dal Csm, in totale spregio del Consiglio di Stato.

Non so se abbia ragione **Piero Sansonetti**, che ha parlato di golpe del Csm e ha deplorato il comportamento del capo dello Stato, che anziché «inviare i carabinieri (come avrebbe fatto **Cossiga**)» ha legittimato la protervia del Csm non facendo mancare la propria presenza all’inaugurazione dell’anno giudiziario, officiata da un magistrato appena deposto (si può dire così?) dal Consiglio di Stato, il grado più alto della **giustizia amministrativa**.

Quel che posso dire, però, è che come **cittadino** sono sconcertato non tanto dal comportamento di una parte (per fortuna minoritaria) della **magistratura**, che opera in modo **del tutto arbitrario** e **spesso illegale**, ma del suo ostinato rifiuto di **autocorreggersi** e **autoriformarsi**. Uno **sconcerto** che, a giudicare dai **sondaggi**, è condiviso dalla stragrande maggioranza dei cittadini (negli ultimi dieci anni **la fiducia nella magistratura è crollata dal 68% al 39%**).

Quanto tempo è passato dallo scoppio dello **scandalo Palamara**? E da quello della cosiddetta **Loggia Ungheria**? Che cosa aspetta il **Csm** ad **autosciogliersi** e **proporre altre regole di elezione**? Si potrebbe rispondere, come spesso si sente dire, che è **la politica** che dovrebbe prendere l’iniziativa, liberandosi dalla sua **soggezione al partito delle toghe** e intervenendo con risolutezza **contro la balcanizzazione del sistema giudiziario**, dilaniato da faide interne e arbitri di ogni genere.

Ma come potrebbe farlo se **il presidente della Repubblica**, che è anche **il capo supremo della magistratura**, non assume alcuna iniziativa incisiva? E come farlo se **una parte della politica** preferisce usare **i giudici contro gli avversari**, piuttosto che riportarli al loro ruolo costituzionale di terzietà e imparzialità? E infatti **una delle maggiori mancanze dell’attuale governo** è stata precisamente l’**inerzia** sul versante della **riforma del Csm**, un ritardo gravissimo se teniamo conto che **fra pochi mesi** è prevista l’**elezione del nuovo Consiglio**.

Che si può fare, dunque? **Nulla**, temo. Salvo, forse, sperare che **il prossimo ticket presidenziale** – **capo dello Stato** e **presidente del Consiglio** – trovi **il coraggio** che finora è **mancato** sia a **Mattarella** sia a **Draghi**. Magari aiutato da un segnale chiaro dei **cittadini** che, se la **Cassazione** il **10 febbraio** darà l’**ok** ai **referendum sulla giustizia** (e se non si andrà a elezioni anticipate), la prossima primavera potrebbero avere nelle loro mani **l’arma decisiva**.

 

di *Luca Ricolfi*
