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title: Educazione sessuale cancellata alle medie, quando la paura fa disastri
description: Le polemiche sono state scatenate dal disegno di legge per la cancellazione dell’educazione sessuale alle scuole medie
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date: 2025-10-19
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Politica]
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# Educazione sessuale cancellata alle medie, quando la paura fa disastri

![Educazione sessuale](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/10/Educazione-sessuale-1024x639.jpg)

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2023-10-27 07:29:39

2023-10-27 05:29:39

Ieri è andato in onda uno show alla Camera dei Deputati sullo "spinosissimo" tema dell'educazione sessuale nelle scuole

Vorremmo tranquillizzare i focosi deputati che ieri hanno dato spettacolo alla Camera dei Deputati (forse è più corretto parlare di vero e proprio “Show“), accapigliandosi verbalmente sullo “spinosissimo” tema dell’educazione sessuale nelle scuole: i ragazzi sanno già tutto, state sereni.

Quello che servirebbe loro è un approccio sistemico all’educazione sessuale e ancor più affettiva. Quest’ultima di fatto ignota nelle scuole italiane.

Da un lato il Movimento Cinque Stelle e la sinistra, propensi a un insegnamento il più diffuso e dettagliato possibile sin dall’elementari, dall’altra la Lega che insorge e con il deputato Rossano Sasso arriva a parlare di “nefandezze“ da tener lontane dai bambini. Apriti cielo, con una serie di interventi bollenti dai banchi dell’opposizione, placati solo dalle parole del relatore del provvedimento. Ciro Maschio di Fratelli d’Italia è stato ben attento a dissociarsi dalle espressioni usate dall’esponente della Lega, ma fermo nel respingere tutte le proposte di modifica avanzate dalle opposizioni. Per la cronaca, gli emendamenti proposti non sono stati ritirati e poi bocciati dall’Aula.

Sin qui il diario di un’ordinaria giornata di inutile confusione parlamentare, su un tema che proprio non riusciamo a capacitarci possa dividere (artificiosamente, si intende) destra e sinistra. Maggioranza e opposizione. Fa persino sorridere dover scrivere una simile ovvietà, un sorriso amaro.

In una società che si racconta moderna, emancipata e consapevole sappiamo perfettamente quali disastri contribuisca a provocare in modo particolare la mancanza di una seria educazione affettiva, a casa e a scuola. Quegli elementi di serena consapevolezza del proprio corpo e di una dimensione sessuale delle future donne e dei futuri uomini che non dovremmo mai aver paura di insegnare. In un rapporto di vera sinergia fra l’educazione impartita in famiglia e il sostegno che può offrire la scuola.

Invece, siamo qui a veder salire sulle barricate esponenti politici spinti soltanto dall’ideologia per l’ideologia. Completamente disinteressati all’impatto che una seria educazione sessuale e affettiva potrebbe avere sull’intera nostra società. Dobbiamo scontare - la cronaca ce lo ricorda nei modi più drammatici - ritardi talvolta imbarazzanti di consapevolezza reciproca fra i sessi. Un numero sorprendentemente alto di uomini continua a vivere il rapporto con le proprie compagne in termini di “proprietà“, arrivando talvolta a compiere - non solo, ma anche per questo - gesti orribili e stiamo qui a perder tempo.

Abbiamo bisogno di educare, parlare, comprendere, confrontarci. Non abbiamo bisogno della caciara e dello (avan)spettacolo di ieri.

di Fulvio Giuliani

L’educazione sessuale, la maleducazione in Parlamento

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2023-10-27 07:29:39

2023-10-27 05:29:39

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2023-09-04 10:50:55

2023-09-04 08:50:55

Dopo i recenti fatti di cronaca, uniti a quelli negli anni, diventa sempre più evidente la necessità di una educazione sessuale nelle scuole

All’indomani dello stupro accaduto a Palermo ai danni di una ragazza diciannovenne, una professoressa siciliana ha pubblicato un video divenuto subito virale: «Come insegnante mi sento in obbligo di dire la verità: abbiamo fallito. Non funzioniamo come padri, come madri, come struttura sociale. Siamo ipocriti: la comunità educante non può essere solo un’espressione linguistica, deve essere un fatto concreto». Una sorta di autodenuncia, la sua, che si fa largo nel rumore di fondo – compatto e ipocrita – provocato da chi augura la morte o il carcere a vita ai giovani stupratori. Troppo facile. «Nessuno può lavarsi le mani e dire “Io non c’entro”» ha ammonito domenica, in una chiesa semideserta, don Maurizio Patriciello, il prete testardo e coraggioso che fa opere di bene tra le palazzine popolari del rione Parco Verde di Caivano dove, nei giorni scorsi, si è consumato un altro stupro di gruppo con vittime due bambine di 11 e 13 anni. E infatti lui vive sotto scorta.

Intanto il dibattito pubblico scatenato dalle violenze estive ha sfoderato il solito refrain, quello delle grandi occasioni: quando accade qualcosa che turba e crea allarme sociale, “proibire” sembra l’orizzonte più tranquillizzante. Cosa? In questo caso il porno. L’idea – verosimile – è che i giovani implicati in questi atti di violenza si avvicinino alla sessualità esclusivamente attraverso la fruizione della pornografia. Peccato che si sappia (o meglio, si dovrebbe sapere) che è impossibile vietare qualcosa che si trova gratis in Rete: sarebbe l’ennesimo fallimento, deresponsabilizzante e animato da cattiva fede.

Puntare sulla censura e sulla repressione invece di investire risorse (umane ed economiche) nell’educazione sessuale come materia obbligatoria nelle scuole avrebbe significato, per tempo, lavorare sulla prevenzione delle stesse violenze sessuali. Quello che quasi tutta Europa realizza da anni: l’Italia è infatti uno dei pochissimi Paesi europei – insieme a Cipro, Bulgaria, Polonia, Romania e Lituania – privi di programmi curricolari nel merito. Questo nonostante le linee guida più aggiornate dell’Oms e dell’Unesco definiscano il diritto all’educazione affettiva e sessuale in sé «diritto alla salute», prezioso «per sviluppare relazioni sociali e sessuali basate sul rispetto». E infatti, in un recente Rapporto sugli impatti dell’educazione sessuale, l’Oms ha dimostrato come questa abbia portato – nel lungo termine e dove è realizzata – a una diminuzione delle gravidanze adolescenziali e degli aborti, delle malattie sessualmente trasmissibili (secondo l’Iss, negli ultimi vent’anni aumentate in Italia del 23%), dell’Hiv, degli abusi sessuali e dei casi di omofobia.

Nelle ultime ore il ministro dell’Istruzione Valditara ha annunciato lezioni di “educazione alla sessualità”, da intendere – sottolinea – come «corsi di formazione specifica sulla parità di genere, il rispetto dell’altro sesso e il contrasto a ogni residuo di machismo e maschilismo». Occorrerà attendere le linee guida per conoscere i dettagli e capire se questi corsi di educazione alla sessualità includeranno anche il parlare di sesso.

di Ilaria Donatio

Educazione sessuale e sesso

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2023-09-04 08:26:01

2023-09-04 06:26:01

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2021-09-21 11:03:54

2021-09-21 09:03:54

L’educazione sessuale ignorata dal mondo della scuola e delle Istituzioni, viene invece ben spiegata nelle serie tv e sui social, dove si impara che il sesso è anche un piacere

Sono passati ormai anni dai primi timidi tentativi di introduzione, negli anni 60’, di corsi di educazione sessuale nei programmi scolastici di alcuni stati europei ma ancora oggi, anno 2021, il sesso divide.

Un paradosso evidente se si considera che il tema, in tutte le sue forme, è un concetto atavico della natura umana orientato all’unione ed alla comunione sociale.

Certo, innumerevoli passi in avanti sono stati fatti per sfatarne miti e tabù ma non è ancora abbastanza.

Il rischio è che i giovani, privi di una teoria, si lancino in una pratica sbagliata, considerata anche la facilità di reperimento di informazioni sbagliate in internet.

Dall’imprescindibile report europeo del 2013 – Policies for Sexuality Education in European Union – sono passati 8 anni ma l’Italia non ha cambiato (del tutto) direzione. Nel report, infatti, si sottolinea l’importanza dell’educazione sessuale nelle scuole, effettivamente attuata nella maggior parte dei paesi europei, fatta eccezione per Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania e Italia, appunto. 

In Italia non esiste una legge nazionale, omogenea e strutturata, dedicata all’educazione sessuale nelle scuole. Il più delle volte si tratta di progetti frammentari voluti dalle singole Regioni o legati ad iniziative individuali ed associative.

In aggiunta, il focus di tali progetti resta quello della sessualità come scienza dunque di insegnamento dell’anatomia umana e prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili e da gravidanze indesiderate in buona parte.

Nessuna traccia al sesso come piacere, alla sessualità come costruzione del sé e conoscenza dell’altro, come apripista ai progetti d’inclusione ed accettazione dei diversi orientamenti limitando fenomeni come ad esempio la violenza di genere. 

Alla base di questa mancanza tutta italiana c’è di sicuro l’ostilità di alcune categorie, istituzionali o meno, che accusano di promuovere la sessualizzazione precoce dei ragazzi, di fare propaganda a favore dell’omossessualità e, più in generale, di privare i genitori del diritto di educare i figli secondo i loro valori.  

In questa bagarre chi ci rimette sono i ragazzi e chi ne guadagna, chiaramente, internet. Quest’ultimo non va del tutto demonizzato perché negli ultimi anni è proprio nella rete che s’intravedono i primi segnali di miglioramento.

Un esempio sono serie tv come Sexify e la più celebre Sex Education che utilizzano l’espediente dell’ironia per divulgare principi di educazione sessuale altrimenti inascoltati. Sex Education, nello specifico, ha tappezzato la metropolitana di Milano con immagini pubblicitarie che evocano i genitali maschili e femminili con immagini accattivanti ma mai volgari: un fiore, una banana, un cactus, un’albicocca. 

https://www.youtube.com/watch?v=Zj7WyvTDnjw

Al centro una frase: “Se lo/la vediamo in forme diverse è perché non ce n'è una sola. Ognuna è perfetta. Anche la tua”. 

I social immancabilmente fanno il lavoro che di norma spetterebbe ad altri.

Sulla rete, non solo pornografia alla mercé di tutti ma anche una costellazione di realtà che perseguono finalità diverse: insegnare il sesso per poterlo capire ed apprezzare.

In instagram, pagine come MySecretCase e Avgmenteen creano contenuti tra i più disparati: dal corretto utilizzo dei contraccettivi per le donne e per gli uomini alle varie tipologie di sex toys e di pratiche sessuali etero ed omosessuali; non si escludono anche pillole di psicologia sessuale. Il loro merito è di aver dato una voce al mondo femminile nell’ambito della comunicazione sessuale considerato che questi argomenti risultano più digeribili se a trattarli sono uomini per gli uomini in un mondo ricco di testosterone. E invece no.

Quando si parla di educazione sessuale, insomma, il detto “bene o male purché se ne parli” risulta quanto mai inappropriato.

Bisogna parlarne ancora e tanto, ma bene se non addirittura benissimo.

Il primo obiettivo è comprendere come l’educazione sessuale sia indispensabile per conoscere i propri diritti ed imparare a rispettare quelli  altrui, a tutelare la propria salute ed arrivare ad una consapevolezza del sé basata sull’autostima.

E perché no, per non vergognarsi più di dire che il sesso piace proprio a tutti, anche alle donne.

 

Il dovere (e il piacere) della Sex Education

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2021-09-21 16:15:48

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