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title: Elettori orfani
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date: 2024-06-12
author: Luca Ricolfi
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categories: [Politica]
tags: [Italia, politica]
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# Elettori orfani

![Donne in politica](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Donne-in-politica.jpg)

I più clamorosi successi di queste elezioni europee sono tutti al femminile. Il loro ruolo decisivo nei futuri assetti dell&#039;Unione europea

Sarà magari una coincidenza, ma certo** colpisce che i più clamorosi successi di queste elezioni europee siano tutti al femminile**: grazie al successo dei rispettivi partiti, **Ursula von der Leyen**, **Giorgia Meloni**, **Marine le Pen **ed **Elly Schlein** avranno un ruolo decisivo nei futuri assetti dell’Unione europea. Pure in Italia l’esito del voto premia esclusivamente le liste a traino femminile: non soltanto Giorgia ed Elly, ma anche la lista Verdi-Sinistra condotta a un clamoroso risultato (quasi il 7%) dalla candidatura di **Ilaria Salis**. Ciascuno a suo modo, i tre risultati sono eccezionali. Il 28,8% di Meloni, in quanto il suo governo è l’unico fra quelli dei grandi Paesi europei a uscire vincente, per di più in un momento (elezioni intermedie) di solito non favorevole agli esecutivi in carica. Il 24% di Elly Schlein, in quanto il Pd è l’unico partito (insieme ad Avs) che aumenta i consensi anche in termini assoluti e ci riesce a dispetto dei voti in libera uscita temporaneamente sottratti al Pd per sostenere la causa della Salis. Il 6,8% della lista Avs, perché – secondo i sondaggi – il superamento della soglia del 4% non era per niente sicuro. Fra i tre risultati, tuttavia, quello più impattante è stato quello della Salis. In un colpo solo la pasionaria della lista Verdi-Sinistra è riuscita nel miracolo di escludere dal Parlamento europeo sia la lista di Renzi-Bonino (Stati Uniti d’Europa) sia, verosimilmente, quella di Calenda (Azione). È facile immaginare, infatti, che – in assenza del magnete Salis – molti dei voti Avs sarebbero finiti su quelle due liste, consentendo ad almeno una delle due di raggiungere il 4%. L’extra-risultato di Salis si aggira infatti intorno al 3%, mentre i voti mancanti a Stati Uniti d’Europa sono pari appena allo 0,2% e quelli mancanti ad Azione allo 0,7%: due divari colmabili con un terzo dei consensi che Salis ha portato a Bonelli e Fratoianni.

Visto da questa angolatura**, il risultato di Avs è probabilmente il più influente sul futuro del nostro sistema politico**. Dopo il flop europeo, sembra estremamente difficile che Renzi e Calenda riescano a mettere insieme i cocci del Terzo polo, che pure aveva guadagnato un non disprezzabile 7,8% alle elezioni politiche. Le recriminazioni reciproche, scattate subito dopo il voto, testimoniano dei limiti caratteriali e strategici dei due leader e annunciano un futuro non proprio allegrissimo per il centrosinistra. Se non interverrà qualche invenzione o qualche nuovo imprenditore della politica, i cosiddetti elettori di centro – che pure esistono e valgono più o meno il 15% del corpo elettorale – non avranno altra strada che rivolgersi alla neo-resuscitata Forza Italia, il cui leader Tajani da tempo ripete che «occupiamo lo spazio fra Giorgia Meloni ed Elly Schlein». Una simmetria che fino a ieri – sussistendo i partiti di Renzi e Calenda – poteva apparire artificiosa e pure un po’ furbesca ma che ora, implosi quei due partiti, suona piuttosto come una constatazione della realtà. **Così il successo di Avs rivela la sua duplice valenza. **Da un lato consolida il patto d’acciaio fra Pd e Avs (due forze sempre più simili fra loro) e sancisce la perifericità dei Cinque Stelle rispetto ai due partiti di sinistra-sinistra. Dall’altro scava un baratro fra la sinistra e il centro, fornendo a Tajani le praterie di cui ha bisogno per espandere Forza Italia. Verso il 20%, dice lui. Ma anche il 15% basterebbe ad assicurare buona salute al partito che fu di Berlusconi e lunga vita alla maggioranza di governo. Meloni ringrazia.

Di *Luca Ricolfi*
