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title: Regole del gioco da rivedere se un giocatore punta alle rotture istituzionali
description: Gli Stati Uniti necessitano di regole del gioco chiare e condivise per disinnescare le tensioni di un popolo totalmente sfiduciato. Le regole per l’elezione del presidente degli Stati Uniti riflettono una concezione oligarchica e opaca della politica, tenendo lontano il popolo dal cuore delle decisioni.
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date: 2022-01-11
author: Fabio Torrembini
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/elezioni-stati-uniti/
categories: [Politica]
tags: [politica, Stati Uniti]
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# Regole del gioco da rivedere se un giocatore punta alle rotture istituzionali

![Regole del gioco da rivedere se un giocatore punta alle rotture istituzionali](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-11.png)

Gli Stati Uniti necessitano di regole del gioco chiare e condivise per disinnescare le tensioni di un popolo totalmente sfiduciato. **Le regole per l’elezione del presidente degli Stati Uniti riflettono una concezione oligarchica** e opaca della politica, tenendo lontano il popolo dal cuore delle decisioni.

Una **classe politica nel suo complesso mediocre**, uscita da una presunta quanto non compresa ‘fine della storia’ nel dopo 1989, non è ancora riuscita a metabolizzare con lucidità cause ed effetti dell’attacco a Capitol Hill di un anno fa.

Di sicuro il *sentiment* del popolo statunitense è assai diverso dal nostro: **una nazione con centinaia di milizie private che considerano lo Stato come un usurpatore** e **dove meno di un cittadino su dieci ha fiducia nel Parlamento**, non si straccia certo i capelli per un branco di cialtroni che assaltano il Congresso.

**L’impossibilità di non essere impero**, con i relativi costi, **ha riacutizzato negli Stati Uniti una serie di contraddizioni **economiche, sociali e financo razziali mai del tutto sopite. E il primo e indispensabile strumento di una democrazia per incanalare le tensioni sono **regole del gioco chiare e condivise**.

Stupisce allora che nessuno parli ad esempio della legge elettorale, alla luce delle violente polemiche che si registrano puntualmente fin dai tempi del duello Bush-Gore. **Le regole per l’elezione del presidente degli Stati Uniti riflettono una concezione oligarchica** e ultimamente opaca della politica, quasi a voler tener lontano il popolo dal cuore delle decisioni.

I padri fondatori vollero che si votasse il martedì, Stato per Stato e solo dopo essersi registrati. **Si vota all’inizio di novembre per i grandi elettori** che, a loro volta, scelgono il presidente il primo lunedì dopo il secondo mercoledì di dicembre.

**La transizione fra l’amministrazione uscente e quella entrante è forse la più lunga che mai si sia concepita**, quasi tre mesi (fino al 1933 l’insediamento avveniva il 3 marzo!) e fu pensata probabilmente come una sorta di camera di compensazione politica per attuare aggiustamenti volti a evitare strappi destabilizzanti.

**Durante la Guerra di secessione venne poi introdotto il voto postale**, che mette a dir poco in discussione la riservatezza del suffragio (e noi, con il voto degli italiani all’estero, ne sappiamo qualcosa).

**Nel 2020 quasi 101 milioni di statunitensi** (64% dei votanti) hanno** votato via posta** a partire da settembre e alcuni Stati hanno accettato come valide schede arrivate intorno alla metà di novembre. Pensare che queste regole possano funzionare con un candidato senza alcun scrupolo come Trump è perlomeno da ingenui. Infatti il magnate è ancora saldamente in sella. **Non affrontare la questione potrebbe avere per gli Stati Uniti conseguenze molto gravi**, già a partire dal 2024.

di *Fabio Torrembini*
