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title: "Euromissili: nel 2026 saranno schierati missili in Germania"
description: Schierare missili nucleari non solo aiuta a evitare la guerra, ma favorisce il diffondersi della libertà e del benessere.
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date: 2024-07-15
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/euromissili-nel-2026-saranno-schierati-missili-in-germania/
categories: [Politica]
tags: [guerra, politica, Ucraina]
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# Euromissili: nel 2026 saranno schierati missili in Germania

![Putin](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/07/Putin.jpg)

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2024-02-17 16:48:04

2024-02-17 15:48:04

In cambio delle parole “garanzia, pace e sicurezza” , l'Occidente non ha preservato né la pace né la sicurezza né le garanzie in Ucraina

Kostiantinivka – Più di 250 bombe aeree in due giorni e mezzo su un fazzoletto di terra delle dimensioni di Avdiivka non sono mai state lanciate nella storia dell’umanità. Nella sola giornata di ieri le Forze armate ucraine hanno respinto 28 attacchi nemici ma gli occupanti russi continuano a stringere il cerchio, avanzando coperti da una superiorità aerea e d’artiglieria spaventosa. Presa prima del recente avvicendamento al vertice della catena di comando come estremo tentativo di contenere l’avanzata rascista, la decisione di trasferire la 3ª brigata d’assalto OshBr (costola del reggimento Azov) da Bakhmut alle rovine d’Avdiivka ha ancora una volta evidenziato il valore di combattenti disposti a battersi in condizioni d’inferiorità numerica assolutamente proibitive. Per intenderci, ogni soldato ucraino deve combattere contro sette russi. Ogni colpo d’artiglieria ucraino viene corrisposto da dieci sparati da un nemico che dalle scorse ore ha ripreso anche a far largo uso di munizioni al fosforo, tanto da rendere l’aria irrespirabile nei pressi della cokeria asserragliata d’Avdiivka, per via di dense nubi di gas velenoso fuoriuscite dai container di propellente esplosi.

Quattrocentomila morti. A tanto ammontano finora le perdite russe sul campo di battaglia. Eppure, pur perdendo mille uomini al giorno, secondo il “Financial Times” Mosca è disposta a raddoppiare reclutandone altrettanti nel solo corso del 2024, al termine del quale il numero dei propri caduti avrà plausibilmente raggiunto il mezzo milione. Concordemente con le sproporzioni sul campo di battaglia, per quanto è dato sapere le perdite ucraine sono finora circa otto volte inferiori a quelle nemiche. La Federazione Russa ha tuttavia riconvertito la propria economia nazionale a una di guerra, tanto da riuscire ora a produrre quattro milioni di proiettili d’artiglieria, oltre mille missili e diverse centinaia di carri armati all’anno. Oltre a esser supportati da Bielorussia, Iran, Cina e Corea del Nord, gl’invasori russi riescono a reclutare carne da cannone perfino dalle località più remote: basti pensare ai 15mila nepalesi appena arruolati.

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Spiace toccare nuovamente il tempo a pacifinti e sognatori nel Bel Paese, ma la Storia la fanno coloro che non si stancano. Dunque, quello stesso Occidente che 23 mesi fa scelse di tenere il freno a mano tirato non sfruttando il match point dato dalla fallita offensiva russa a Kyiv, ora è chiamato a ingranare le marce ridotte per arrancare s’un terreno in salita e parecchio sconnesso. Il mancato supporto americano in un momento così complicato e i recenti, nuovi tentennamenti circa l’apertura delle porte dell’Alleanza Atlantica all’Ucraina hanno portato molti analisti – fra cui il sottoscritto – a credere che l’unica assicurazione valida sulla propria esistenza l’Ucraina debba costruirsela da sola, ricostituendo quello scudo nucleare di cui fu indotta a spogliarsi trent’anni fa a Budapest.

«Ci avete tolto la forza in cambio delle parole “garanzia, pace e sicurezza” ma non avete preservato né la pace né la sicurezza né le garanzie». Largamente condiviso, questo sentimento riferito all’altalenante supporto di taluni partner occidentali ha portato l’Ucraina a triplicare il proprio impegno nello sviluppo interno di tutti i prossimi sistemi di difesa, senza renderne noti i dettagli. L’obiettivo dichiarato è quello di produrre entro quest’anno un milione di droni: aerei, terrestri e marini, come quelli che hanno silurato l’altro ieri la “Caesar Kunikov” (nave da sbarco russa lunga 112 metri colata a picco coi 90 membri del suo equipaggio, confermando così la definitiva sconfitta russa nella battaglia del Mar Nero). Vedere Avdiivka sparire dalla mappa, divorata dal cancro russo, sta portando l’Ucraina a far quadrato attorno ai propri eroi.

Di Giorgio Provinciali

L'Ucraina fa quadrato attorno ai propri eroi

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2024-02-18 11:01:51

2024-02-18 10:01:51

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10438

2023-10-15 11:00:37

2023-10-15 09:00:37

Il pacifismo è il travestimento illusorio di un neutralismo che, in Italia, ha solo ed esclusivamente un significato anti-occidentale

Nella storia e nella cultura italiane sono radicate correnti anti-Occidente. Nella destra radicale avevano un sapore anti-risorgimentale e, naturalmente, fascista, giacché era difficile dimenticare che erano state le democrazie occidentali a spodestarla dal potere. Nella sinistra comunista aveva trovato il proprio riferimento nella dittatura sovietica, talché i favorevoli all’Europa unita di oggi erano favorevoli ieri all’Europa sfregiata in due. Nel mondo cattolico facevano riferimento a un terzomondismo missionario che portava l’Italia ad avere più un’aspirazione mediterranea che europea. Quasi tutti questi riferimenti sono spariti, seppelliti dalla storia, ma non per questo è venuto meno l’anti-occidentalismo, che si ripresenta vestendo i panni di un pacifismo che cerca di coprire le intimità di un neutralismo ridicolmente (per debolezza) isolazionista. Per questo fanno male le istituzioni italiane – Municipi compresi – a esporre l’amorfa policromia delle bandiere per la presunta pace, giacché quel nulla che s’immagina non schierato è il contrario della statuizione giuridica, politica e storica dell’Italia.

Epperò, osservano da quei fronti confusi, c’è l’articolo 11 della Costituzione, c’è il ripudio della guerra, sicché il nostro pacifismo altro non è che la lettera e lo spirito della Costituzione. Invece si tratta di una spiritosa incarnazione dell’ignoranza. Ben due articoli della Costituzione, il 78 e l’87 – del tutto coevi dell’11 – dettano la procedura con cui l’Italia può dichiarare lo «stato di guerra». Il 78 stabilisce che a deliberarlo è il Parlamento, che conferisce al governo «i poteri necessari», mentre l’87 indica nel Presidente della Repubblica il soggetto che lo dichiara ufficialmente. Se la guerra fosse esclusa dalla Costituzione, perché mai preoccuparsi di come la si decide e dichiara? Perché non è esclusa e non avrebbe alcun senso logico escluderla. L’Italia «ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali»: l’articolo 11 è preciso e quelli che non lo hanno capito si spera non lo abbiano letto, altrimenti la triste alternativa sarebbe fra stupidità e malafede. Non soltanto la guerra la combatti, se qualcuno ti attacca, ma la combatti anche se qualcuno offende la libertà di altri popoli.

 

Dopo il 1948, data di entrata in vigore della Costituzione, sono successe delle cose. Già nel 1949 l’Italia è fra i fondatori della Nato, sicché s’impegna a entrare in guerra se l’offesa alla libertà è portata anche a uno solo dei Paesi della Nato. Furono contrari tanto i fascisti quanto i comunisti, ma era ed è del tutto costituzionale. Inoltre è assai avanzata l’integrazione europea e, giustamente (ma troppo lentamente), si parla della difesa comune. Il pacifismo è quindi il travestimento illusorio di un neutralismo che, in Italia, ha solo ed esclusivamente un significato anti-occidentale. Privo di quale che sia appiglio costituzionale.

Di Davide Giacalone 

Travestimento per pacifinti

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2023-10-15 13:52:48

2023-10-15 11:52:48

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