---
title: Europa al voto, Europa al bivio?
description: Mancano meno di quattro mesi al voto europeo, ma quasi nessuno pare interessarsene. Eppure si incrociano tre circostanze cruciali
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Evidenza-sito-871.jpg
date: 2024-02-13
author: Luca Ricolfi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/europa-al-voto-europa-al-bivio/
categories: [Politica]
tags: [Europa, UE]
---

# Europa al voto, Europa al bivio?

![Europa Voto](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Evidenza-sito-871.jpg)

Mancano meno di quattro mesi al voto europeo, ma quasi nessuno pare interessarsene. Eppure si incrociano tre circostanze cruciali

Mancano meno di quattro mesi al voto europeo, **ma quasi nessuno pare interessarsene più di tanto. Eppure, forse per la prima volta, si incrociano tre circostanze cruciali**. La prima è che, sul tavolo, c’è una posta di enorme impatto macro-economico e sociale:** il futuro del Green Deal**. Secondo, si tratta di una questione su cui l’opinione pubblica è profondamente divisa, anche se in questo momento – a fronte della protesta degli agricoltori – pare emotivamente schierata da una parte, **quella dei frenatori della transizione verde**. Terzo, **mai come oggi l’esito finale del voto è stato incerto.**

Parlo di esito finale perché, come sempre in un regime parlamentare proporzionale, l’esito del voto è un ‘missile a due stadi’, **dove il primo stadio è l’esito del voto in termini di composizione del Parlamento, mentre il secondo è il tipo di maggioranza cui le forze in campo decideranno di dar luogo.** Storicamente, questo secondo stadio è sempre stato poco problematico perché – alla fine – si è sempre trovata una quadra puntando su una sorta di Grosse Koalition, ossia sulla santa alleanza fra i tre gruppi più numerosi e più europeisti (socialisti, liberali, popolari/conservatori), talora puntellati da forze euroscettiche più o meno decisive. Quel che poteva cambiare era soltanto che l’equilibrio pendesse leggermente più a destra o leggermente più a sinistra, **ma la sostanza era sempre quella.**

**Ebbene, non è detto che lo schema si ripeta.** A suggerire cautela sono i sondaggi degli ultimi mesi condotti nei Paesi più popolosi, ovvero Germania, Francia e Italia. In Germania il vento soffia nelle vele di AfD (Alternative für Deutschland), **partito di destra anti immigrati che alle ultime politiche aveva ottenuto il 10% ma oggi è dato in prossimità del 24%.** In Francia il Rassemblement National di Marine Le Pen è in crescita ed è dato intorno al 28%. **In Italia il partito di Giorgia Meloni, che aveva pochi seggi in Europa, si avvia a rimpiazzare quello di Salvini che** – con il 34% dei consensi – ne aveva conquistati tantissimi. Complessivamente, i due gruppi di destra del Parlamento europeo – Ecr e Id – dovrebbero guadagnare un numero considerevole di seggi.

Contemporaneamente, **i partiti della coalizione che governa l’Europa appaiono in difficoltà**. In **Francia perde colpi Macron, in Germania i Popolari, in Italia Forza Italia**. I Verdi sono in crisi quasi ovunque in Europa e i sondaggi prevedono una drastica riduzione dei loro seggi al Parlamento europeo. Quanto ai socialisti, molto dipenderà dalle alleanze, scissioni e ricomposizioni in atto in Francia e Germania, soprattutto quanto alla capacità di attirare o mantenere il voto degli elettori progressisti ma anti immigrati.** In Francia questo tipo di voto è intercettato soprattutto da La France Insoumise di Jean Luc Mélenchon**, che non è chiaro se afferirà ai socialisti o all’estrema sinistra. In Germania, proprio per trattenere il voto anti immigrati,** è nato poche settimane fa un partito di estrema sinistra** – la Bsw di Sahra Wagenknecht – **che potrebbe sottrarre voti ai socialisti del *premier* Olaf Scholz**. In breve, nel prossimo Parlamento europeo **dovremmo assistere a un significativo ridimensionamento dell’attuale maggioranza popolari-liberali-socialisti**, a un crollo dei Verdi e a una avanzata dei due gruppi di destra, uno dei quali potrebbe diventare il terzo raggruppamento dopo i Popolari e i Socialisti.

**L’ipotesi tuttora più verosimile è che si ricostituisca la vecchia maggioranza**, eventualmente puntellata dai Cinque Stelle, come l’attuale ‘maggioranza Ursula’. Ma, ove tale maggioranza non ci fosse o fosse troppo risicata, **non si possono escludere due scenari alternativi, divisi essenzialmente dall’atteggiamento verso la transizione ecologica**. Nel primo la maggioranza potrebbe allargarsi al gruppo Ecr,** guidato da Giorgia Meloni** e (quasi sicuramente) rimpolpato dall’ingresso di due partiti decisamente controversi, **Fidesz dell’ungherese Orbán e Reconquête del francese Éric Zemmour.** Nel secondo scenario l’allargamento avverrebbe invece verso i Verdi, a dispetto del loro quasi certo declassamento da terza a quinta forza del Parlamento europeo (in quanto scavalcati da Ecr e Id).

**Difficile immaginare due scenari più antitetici.** Nel primo assisteremmo a un ridimensionamento e a una decelerazione della transizione verde, in sintonia con le richieste del mondo agricolo. Nel secondo a un rilancio in grande stile del Green Deal, in barba alle rassicurazioni dell’attuale Commissione. **E checché ne pensi la mucca Ercolina seconda.**

di Luca Ricolfi
