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title: Eurosalto
description: Il governo Meloni si trova davanti a tre appuntamenti importanti con la storia dalla valenza nel presente e nel futuro
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date: 2023-12-20
author: Davide Giacalone
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, giorgiameloni, politica]
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# Eurosalto

![Eurosalto](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-3-4.jpg)

Il governo di Giorgia Meloni si trova davanti a tre appuntamenti importanti con la storia, tutti con una valenza nel presente e proiezione di risultati nel futuro

Se ci si spinge oltre la superficialità delle contrapposizioni politiche, se si riesce a superare la fitta coltre delle fastidiose esagerazioni propagandistiche, si può cogliere il senso delle cose che si accingono ad accadere e rendersi conto di **quanto certe raffigurazioni teatranti siano lontane dalla realtà**.

**Due punti ci aiutano a provarci**: l’idea che il governo Meloni possa non essere il governo di tutti gli italiani e la supposizione che i poteri del Quirinale debbano essere ricondotti al dettato costituzionale. Due sciocchezze. Che rimangono tali anche se trovano propalatori animosi e altolocati.

In una **democrazia** è del tutto ovvio che quanti hanno votato per i partiti di maggioranza apprezzino maggiormente il governo, rispetto a quanti hanno dato il loro voto a partiti che si ritrovano all’opposizione. Questo non significa che fra i primi vi siano solo zucconi per cui tutto quello che fa il governo è giusto e fra i secondi vi siano solo i loro colleghi, per cui è tutto sbagliato. Il che non toglie che ogni legittimo governo della Repubblica – come legittimi sono stati tutti i governi succedutisi dopo l’emanazione della Costituzione – sia il governo di tutti gli italiani.

Ma, a parte la questione formale, ci sono anche aspetti sostanziali.

**Il governo Meloni si trova davanti tre appuntamenti con la storia**: a. la realizzazione di quanto previsto dal Pnrr e finanziato dai fondi europei Ngeu;** b.** la negoziazione delle modifiche all’europeo Patto di stabilità e crescita; **c.** l’impostazione del negoziato – si vedrà poi se anche la sua conclusione – per l’allargamento delle materie su cui sia possibile, in Unione europea, votare a maggioranza (senza il vincolo dell’unanimità e, quindi, il potere di veto in capo anche a uno solo). **Ciascuno di questi appuntamenti ha una valenza nel presente e proietta i suoi risultati nel futuro**, sicché il governo ha un potere presente ma ne estende i risultati nel futuro.

**Soltanto degli irresponsabili possono puntare su un filotto di fallimenti**, pagando il prezzo del disastro pur di incassare il premio della faziosità. Ma questo non significa rinunciare a far politica od opposizione, semmai dovrebbe indurre a farla seriamente, condizionando il governo e non tacendone le contraddizioni.

**Sul primo punto, il Pnrr, il governo avrebbe potuto scegliere di rinunciare subito ai due terzi dei fondi**, che sono prestiti (a tasso agevolato), prendendone solo un terzo (a fondo perduto). Non solo non lo ha fatto – giustamente – ma ha ribadito di volere spendere fino all’ultimo centesimo. Il che comporta il riconoscimento di quanto vantaggiosa sia l’integrazione europea e di quanto quei prestiti, indirizzati a investimenti, siano più convenienti di quel che lo Stato sovrano raccoglie sul mercato. Sul secondo, il Patto, il governo avrebbe potuto approfittarne per dire che non accetta vincoli e che ciascuno si fa i fatti propri in casa propria. Non lo ha fatto – giustamente – perché r**iconosce che senza la protezione delle regole europee il primo Paese a trovarsi nella palta sarebbe l’Italia**.

Sul terzo, il modo in cui si vota, avrebbe fatto il contrario di criticare la difficoltà di giungere a decisioni e non **avrebbe indotto l’Ungheria a non mettere il veto sull’ingresso dell’Ucraina**, rivendicando il sovrano diritto di ciascuna Nazione a occuparsi soltanto di sé. Non lo fa – giustamente – perché sarebbe un suicidio. Folcloristico, ma suicidio. Eppure quei tre errori, fortunatamente non commessi, sarebbero stati coerenti con le sconclusionatezze da diversi di loro sostenute nel recentissimo passato.

**E veniamo al Quirinale**. Il Presidente Mattarella ha fatto osservare che un’Europa divisa è esattamente quel che vuole Putin, servendo gli interessi russi. Dando al governo la migliore copertura ideale del perché serve più e non meno Ue. È un peccato che la caciara dei polemisti a tre palle un soldo riesca a oscurare il vero terreno su cui il confronto e lo scontro politico dovrebbero articolarsi. Alla vigilia di un Eurosalto.

*di Davide Giacalone*
