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Finalmente si vota! Parola agli elettori, dopo una pessima campagna elettorale

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Dopo una lunga attesa oggi domenica 22 marzo -dalle 7 alle 23- e domani lunedì 23 marzo dalle -7 alle 15- si vota!

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Finalmente si vota! Parola agli elettori, dopo una pessima campagna elettorale

Dopo una lunga attesa oggi domenica 22 marzo -dalle 7 alle 23- e domani lunedì 23 marzo dalle -7 alle 15- si vota!

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Finalmente si vota! Parola agli elettori, dopo una pessima campagna elettorale

Dopo una lunga attesa oggi domenica 22 marzo -dalle 7 alle 23- e domani lunedì 23 marzo dalle -7 alle 15- si vota!

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Finalmente si vota!
Come abbiamo avuto modo di sottolineare più volte negli ultimi giorni, la campagna elettorale per il referendum confermativo della riforma costituzionale relativa alla separazione delle carriere dei magistrati è stata di così basso livello, così sconfortante, impossibile da giudicare se non con estrema severità che il voto giunge come una vera e propria liberazione.

Quale sia l’esito, si intende.

Scontato temere un effetto anche sull’affluenza, che mantiene un indiscutibile valore politico, sia pur priva di effetti sull’esito di un referendum per cui non è previsto il quorum.
Non è di “Sì” e di “No” che vogliamo parlare, irrispettoso a urne aperte, ma ci concediamo una riflessione più generale che parte proprio dai timori sulla partecipazione.

La progressiva erosione delle percentuali di votanti è storia ormai vecchia, con un trend apparentemente durissimo da invertire, se non impossibile.

Lo “spettacolo“ offerto durante la campagna elettorale a cui abbiamo fatto riferimento non consente particolari illusioni o meraviglie, a seconda dei casi. Sovvertire la tendenza che osserviamo impotenti da diversi referendum o elezioni amministrative a questa parte potrebbe apparire un’illusione. A essere ottimisti.

La forte politicizzazione, peraltro, potrebbe favorire una ripresa più o meno lieve, ma non
certo ascrivibile ad una passione accesa dal quesito referendario stesso.
Al più, si tratterebbe di una partecipazione “contro”. Inteso questo o quel politico e schieramento.

Circostanze non particolarmente piacevoli per chi come noi continua a ritenere che non ci sia spettacolo più importante e persino commovente di vedere i cittadini recarsi alle urne.

Restano, dunque, l’importanza e il valore in sé dell’andare a votare, di una giornata di partecipazione ai meccanismi democratici che in troppi, anche nel nostro Paese, hanno finito per dare per scontati. Addirittura – orribile a dirsi – superflui.

Possiamo avere tutte le ragioni di questo mondo nell’aver maturato sfiducia e persino rassegnazione, ma il modo migliore per ritrovare entusiasmo resta recarsi alle urne.

Di Fulvio Giuliani

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