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title: "Fine legislatura: cronaca di un&#8217;anomalia"
description: Una fine per la legislatura che non è arrivata alla sua scadenza naturale. Uno scioglimento delle Camere che è un unicum, una vera e propria anomalia.
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date: 2022-07-24
modified: 2022-07-23
author: Paolo Armaroli
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/fine-legislatura-cronaca-di-unanomalia/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, politica]
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# Fine legislatura: cronaca di un&#8217;anomalia

![Fine legislatura](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/Evidenza-sito-31-1.jpg)

Una fine per la legislatura che non è arrivata alla sua scadenza naturale. Uno scioglimento delle Camere che è un unicum, una vera e propria anomalia.

**Doveva essere l’ultimo governo della legislatura. Così è stato.** Ma la legislatura non è arrivata alla scadenza naturale del quinquennio. **Uno scioglimento delle Camere che è un unicum, una vera e propria anomalia.** Difatti il capo dello Stato non ha esercitato questa sua prerogativa perché il governo Draghi **è stato battuto in una votazione fiduciaria da uno dei due rami del Parlamento.** No, si è rassegnato a questa extrema ratio nonostante che il governo avesse riportato in questi giorni la fiducia del Senato per ben due volte e per una volta anche quella della Camera.

**[Lo scioglimento è stato possibile perché Draghi si è dimesso](https://laragione.eu/adnkronos/video-adnkronos/draghi-si-e-dimesso-da-mattarella-nel-pomeriggio-i-presidenti-di-camera-e-senato/).** E si è dimesso non solo per nervoso, come quell’artigiano fiorentino che ai tempi dell’alluvione del 1966 chiuse bottega allegando questo motivo. **Ma soprattutto perché ben tre componenti della sua maggioranza** – Cinque stelle, Lega e Forza Italia – mercoledì al Senato** si sono allontanate dall’aula di Palazzo Madama perché contrarie alla risoluzione presentata da Pier Ferdinando Casini**, sulla quale Draghi aveva posto la fiducia, volta ad approvare le comunicazioni del presidente del Consiglio. E in buona sostanza mirante a rimettere assieme i cocci della maggioranza.

**Pertanto è stata preclusa la risoluzione del centrodestra di governo**: Lega, Forza Italia e gruppi minori. Una risoluzione favorevole a Draghi, ma a patto che i Cinque stelle fossero sbattuti fuori dal governo e dalla maggioranza. **Una condizione che Draghi non poteva accettare perché** – voce dal sen fuggita? – **aveva detto e ridetto che non avrebbe accettato un governo senza i Cinque stelle**. Partito sì di maggioranza relativa ma che, come la macchina di Ridolini, aveva perso per strada parecchi pezzi e ormai dava l’impressione di essere sul punto di squagliarsi come il sangue di San Gennaro. **Se Draghi si è impiccato alle sue parole, Conte e i suoi cari gli hanno reso un servigio**. I senatori pentastellati, è vero, non hanno partecipato al voto sulla risoluzione Casini. Ma hanno garantito la loro presenza in aula al fine di assicurare il numero legale e perciò favorire l’approvazione della risoluzione Casini.** Così il partito più avverso a Draghi gli ha dato un’effimera boccata d’ossigeno.**

Fatto sta, a dispetto di una fiducia concessa dal Senato con il contagocce, **che la coalizione si è sgonfiata come un palloncino bucato**. E l’altro ieri alla Camera Draghi ha detto che si sarebbe recato al Quirinale per dimettersi. Ma per prudenza ha usato il termine “determinazioni”. **Il capo dello Stato ha preso atto delle dimissioni e ha invitato Draghi a restare in carica per il disbrigo degli affari corrent**i. Com’è capitato a Ciampi nel 1994, pure lui confortato ancora dalla fiducia parlamentare, anche Draghi potrà confidare in un’ordinaria amministrazione un po’ più estesa. L’ultimo atto Mattarella l’ha compiuto ricevendo al Quirinale i presidenti delle Camere per un parere, obbligatorio ma non vincolante, sullo scioglimento parlamentare. **E poi ha motivato lo scioglimento.**

di *Paolo Armaroli*
